Don Lazzerini: 'La fede è quella roccia di cui parla il Vangelo'

Vangelo 2' di lettura Ancona 04/03/2011 -

Don Antonello Lazzerini commenta il Vangelo di domenica 6 marzo.



Vangelo Mt 7, 21-27

Dal vangelo secondo Matteo.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: "Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. Molti mi diranno in quel giorno: Signore, Signore, non abbiamo noi profetato nel tuo nome e cacciato demòni nel tuo nome e compiuto molti miracoli nel tuo nome? Io però dichiarerò loro: Non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi operatori di iniquità. Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, è simile a un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa non cadde, perché era fondata sopra la roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, è simile a un uomo stolto che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde, e la sua rovina fu grande".


L'uomo è giustificato per la fede indipendentemente dalle opere della legge. La fede è dunque quella roccia di cui parla il Vangelo, quella roccia che è Gesù Cristo conosciuto dall'uomo attraverso la storia, nell'esperienza di un rapporto che sviluppa la sua stessa umanità. L'uomo conosce sempre attraverso un rapporto con la realtà, che non è ragionevole se non tiene conto di tutti i fattori che sono in gioco, quelli che si vedono e quelli che non si vedono ma che muovono le nostre decisioni, cioè il vero desiderio ultimo del nostro cuore. La fede allora è quella certezza morale, che deriva ad ognuno di noi dalla intelligenza della realtà. E la nostra realtà è la storia dentro la quale la Presenza di Gesù ha fornito all'uomo gli elementi di una piena conoscenza di se stesso e quindi la forza per maturare una qualità della vita altrimenti irraggiungibile. C'è quindi una evidente corrispondenza tra quella roccia del Vangelo e la onesta conoscenza della nostra storia, c'è un rapporto oggettivo tra le nostre persone e la Chiesa, Presenza di Gesù nel mondo, che pone di fronte a noi è l'evidenza di una diversità, affascinante, tra il dominio della legge e la libertà del volersi bene. Sta dunque all'onestà del nostro cuore e alla serietà della nostra intelligenza riconoscere la fede come il modo più ragionevole di definire il fondamento di valore della nostra esistenza: costruire la nostra casa sulla roccia.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 04-03-2011 alle 16:39 sul giornale del 05 marzo 2011 - 1511 letture

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