Fonti rinnovabili: permangono le preoccupazioni degli industriali

confindustria generico 2' di lettura Ancona 08/03/2011 -

Relativamente al provvedimento sulle energie rinnovabili parla Luciano Brandoni, presidente Sezione Energia Confindustria Ancona.



"Il comparto energia di giorno in giorno sta diventando sempre più rilevante per la nostra associazione: un settore tecnologicamente avanzato, che nel nostro territorio ha registrato la nascita di numerose e proficue realtà industriali, creando in pochissimi anni anche tanti nuovi posti di lavoro. Ad oggi, in Confindustria Ancona raggruppa 21 aziende, che occupano oltre 1000 dipendenti sull'intero territorio provinciale, quando solo due anni or sono non esprimeva che poche realtà". "Permane dunque lo stato di grande preoccupazione degli operatori del settore – ha spiegato Brandoni - relativamente al provvedimento sulle energie rinnovabili , promulgato dal Governo, che entro il 30 aprile dovrebbe essere definito nei dettagli applicativi. Qualunque decisione definitiva verrà assunta, gli operatori sono consapevoli che il provvedimento impatterà negativamente, in particolare sull’utilizzo delle energie rinnovabili, con pesanti ricadute su tutta la filiera imprenditoriale, sia di chi fa consulenza e installazione, sia dei produttori. Questo ci preoccupa anche perché non ravvisiamo la necessaria coerenza tra l'orientamento che sta assumendo il legislatore italiano con l’approccio che la Commissione Europea ha definito in materia di energie rinnovabili , approccio che comunque non esclude un giusto mix, equilibrato tra le diverse fonti energetiche, tra le quali anche quelle tradizionali".

"Dal nostro osservatorio – ha continuato Brandoni – riteniamo che in una regione come la nostra che ha un deficit energetico del 50% circa, ci sia spazio di crescita per tutti, sia per chi lavora nella produzione di energia da fonti tradizionali, sia per chi opera nel campo delle rinnovabili. Aggiungo che le vicende in atto in Libia e nel Nord Africa dovrebbero tra l'altro far riflettere circa l'utilità della diversificazione delle fonti, nell'ottica di esporre il meno possibile il nostro Paese alla naturale speculazione che a livello internazionale si attua sull'andamento del costo del petrolio". "L’impegno di Confindustria Ancona sarà costante – ha concluso Brandoni – sia nel monitorare l’evoluzione della normativa in materia sia nel lavorare di concerto con i parlamentari locali affinché il provvedimento non porti alla penalizzazione di un settore che proprio in un momento di crisi come quello che stiamo attraversando sta registrando una notevole fase di crescita".






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 08-03-2011 alle 17:00 sul giornale del 09 marzo 2011 - 688 letture

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