Incontro con Silvia Baraldini al circolo Germontari

Silvia Baraldini 3' di lettura Ancona 08/03/2011 -

Silvia Baraldini ad Ancona. Sabato prossimo, 12 marzo, alle ore 18, l’attivista italiana per i diritti civili dei neri, studiosa ed esperta del continente americano, sarà al circolo operaio Germontari – Arci (via colle verde, 2 – zona Grazie), per parlare della vicenda dei 5 cubani antiterroristi, da tredici anni rinchiusi ingiustamente nelle prigioni statunitensi. L’iniziativa è stata organizzata dal circolo “Sado Sadovski” di Senigallia dell’Associazione nazionale di amicizia Italia – Cuba e sarà l’occasione per parlare, a partire dalla vicenda dei cinque cubani e di Silvia Baraldini, di carcere e ingiusta detenzione.



La vicenda inizia nel 1998 quando cinque cittadini cubani vengono incarcerati negli Usa con l’accusa di cospirazione. I cinque si trovavano a Miami per monitorare le attività dei gruppi terroristi che risiedono e operano dalla Florida contro l’isola delle Antille. Nel 2005 la storia dei cubani viene esaminata da un Gruppo di Lavoro delle Nazioni Unite che, a conclusione delle indagini, definisce la loro detenzione “arbitraria e in contrasto con l’articolo 14 della Convenzione internazionale dei diritti civili e politici della quale fa parte gli Stati Uniti”. Non solo. Secondo l’Onu, il processo con cui sono stati condannati non si è svolto “con le norme del processo giusto” e, quindi, il governo degli Usa deve “adottare i mezzi necessari per porre rimedio a questa situazione”. L’anno seguente, anche la Corte d’Appello di Atlanta ha chiesto l’annullamento del processo del 1998. Ad oggi, però, i cinque cubani sono ancora imprigionati negli Stati Uniti. Una vicenda, quella dei cinque cubani, che si accosta a quella di Silvia Baraldini.

Membro del partito rivoluzionario delle Black Panther Party che lottava per i diritti civili dei neri, fu condannata nel 1983 a 43 anni di reclusione per concorso in evasione, associazione sovversiva e ingiuria al tribunale per non avere denunciato gli altri membri del movimento comunista “19 maggio” di cui faceva parte. Una pena considerata da molti sproporzionata e ingiusta. Alla Baraldini, inoltre, venne applicata la legge Rico, usata nei casi di mafia, che prevedeva di fare scontare a una singola persona le accuse contestate all’intero gruppo di appartenenza. Dopo sedici anni di carcere negli Stati Uniti, nel 1999 Silvia Baraldini è tornata in Italia grazie all’impegno dell’allora ministro di Grazia e Giustizia Oliviero Diliberto. Nel 2006, per effetto dell’indulto, è stata scarcerata, anticipando di due anni l’uscita di prigione. Dunque, l’ingiusta detenzione sarà al centro dell’incontro di sabato pomeriggio. Tema a cui si aggiungerà la riflessione sull’attuale situazione delle carceri italiane, tra sovraffollamento e difficoltà di garantire i diritti fondamentali ai detenuti. All’incontro interverranno anche Roberto Mancini, capogruppo di Partecipazione al Comune di Senigallia e Marcello Pesarini dell’Osservatorio permanente sulle carceri. La serata si concluderà con una cena di 20 €. Il ricavato andrà a sostegno della campagna di informazione sul caso dei cinque cubani. (Info e prenotazioni ai numeri 333 3806715 – 335 423701 – 339 8242575 – 333 3745938)






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 08-03-2011 alle 15:16 sul giornale del 09 marzo 2011 - 1052 letture

In questo articolo si parla di attualità, Associazione Italia-Cuba, silvia baraldini, circolo germontari

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