Il volontariato per l'accoglienza ai familiari dei degenti, realizzati un opuscolo-guida alle strutture

2' di lettura Ancona 11/03/2011 -

Creare un’efficace e visibile rete di supporto e di accoglienza per i familiari dei pazienti e per i malati che, per curarsi, devono spostarsi in ospedali lontani dalla propria residenza, con le difficoltà logistiche, e a volte economiche, di poter alloggiare nelle vicinanze dell’ospedale. È questo l’obiettivo del progetto, promosso da diverse realtà del volontariato locale impegnate nell’aiuto ai familiari dei degenti e finanziato dal Centro servizi volontariato delle Marche, i cui risultati sono stati illustrati nell’incontro tenutosi venerdì presso il Csv di Ancona.



Nell’ambito del progetto sono stati realizzati un opuscolo-guida, con indirizzi, contatti e una breve descrizione delle case di accoglienza dell’anconetano rivolte ai familiari dei degenti o all'ospitalità di persone che devono affrontare cure in day-hospital, e il sito internet www.accoglienzaospedali.org, in cui sono raccolte e ricercabili agevolmente, attraverso un motore di ricerca, le strutture di accoglienza presenti su tutto il territorio italiano, con i relativi contatti e informazioni logistiche. Il depliant, stampato in 8000 copie, sarà distribuito negli ospedali della provincia di Ancona, nei presidi dell’Asur Zt 7 e presso le associazioni coinvolte; nel portale internet, frutto di un lungo lavoro di rilevazione, sono state censite finora 110 case di accoglienza, ma l’aggiornamento continua. “Sentivamo l’esigenza – ha spiegato Claudio Pierini, presidente della Dilva Baroni onlus, associazione capofila del progetto – di far conoscere di più le case di accoglienza di Ancona e di andare anche oltre, con una mappatura delle case di accoglienza d’Italia. Da qui è nato il progetto che ci ha visto lavorare insieme, uniti dallo stesso spirito di accoglienza, che nasce dal cuore e si esprime nel desiderio di fare sempre meglio questo servizio”.

All’incontro sono intervenuti anche Carmine Di Bernardo per la Regione Marche, il direttore sanitario degli ospedali Riuniti di Ancona Nadia Storti, Silvia Gabbanelli della Casa “Il Cuoricino” dell’Ambac, Marco Orlandoni di “Casa Anadina”, Paolo Principi e Raffaella Fusaro, curatori del sito internet. Nell’anconetano sono operative ben otto strutture rivolte proprio ai familiari di malati e bambini affetti da patologie specifiche: casa accoglienza “Dilva Baroni”, “Il cuoricino”- Ambac, “Casail” - Ail, “Galvani” - Patronesse del Salesi, “Arcobaleno” - Ambalt, “Casa Anadina”, casa sollievo “Padre Bernardino” e Casa dell’ospitalità “Carlo Antognini”. L’organizzazione delle case è sorretta dal servizio solidale dei volontari e anche l’accoglienza è gratuita, chi vuole collabora con libere offerte per la buona conduzione della casa. Un’attività particolarmente significativa anche considerando i numeri: le 8 case di accoglienza hanno complessivamente 140 posti letto con 180 volontari in servizio, e nel 2010 hanno ospitato 1650 persone.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 11-03-2011 alle 17:32 sul giornale del 12 marzo 2011 - 2057 letture

In questo articolo si parla di attualità, centro servizi volontariato, associazioni, accoglienza

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