Papadia ospite dell'Istao

Francesco Papadia 2' di lettura Ancona 12/03/2011 -

Francesco Papadia, Direttore Generale del Dipartimento per le Operazioni di Mercato della Banca Centrale Europea, ha tenuto un’interessante lezione all’ISTAO sul tema “La crisi economico-finanziaria e l'azione della Banca Centrale Europea”, lo scorso sabato 12 marzo.



Papadia, già allievo ISTAO nel 1970, ha subito illustrato cosa è successo nel biennio 2008-2009 nel Bilancio della BCE che è aumentato considerevolmente (circa il 70%). A fronte di questo aumento, che ha rappresentato un fenomeno del tutto straordinario, si è registrato un altro fenomeno senza precedenti: la forte riduzione, circa 1/3 del turnover nel mercato monetario. La ragione va ricercata nel settore dell’intermediazione: le banche hanno avuto difficoltà a realizzare la loro attività di intermediazione e la Banca Centrale ha accettato di far spostare quella parte di intermediazione che le banche non potevano più realizzare. Si è compiuta una sorta di compensazione proporzionata. Arrivando ai tempi molto recenti, Papadia ha sottolineato cosa accade per molti Paesi che hanno avuto grossi problemi di sbilanci di finanza pubblica. Secondo Papadia per risolvere questo problema ci voleva un approccio complesso costituito da più variabili: manovre di politica monetaria (molti Paesi stanno adottando misure in questa direzione); sostegno di Paesi più forti verso i Paesi afflitti da maggiori difficoltà (quello che sta accadendo in Grecia); misure di effetto immediato adottate dalla BCE per guadagnare tempo fino a che siano attive le misure definitive.

Per uscire dalla crisi tuttavia occorrerà molto tempo perché il processo di guarigione è lento: i programmi dei paesi non andranno bene perché i Paesi non ce la faranno sia per motivi economici che per problemi politici; anche i paesi che aiutano quelli più deboli hanno problemi politici a sostenere i Paesi in difficoltà. Tuttavia si è riscontrato che l’aiuto dato da Paesi più forti a quelli in difficoltà (la Germania con la Grecia, per esempio) porta ad una crescita per entrambi: se il paese aiutato migliora, si ottiene un miglioramento dell’Europa stessa che diventa quindi più forte. Cosa si deve fare per uscire dalla crisi? Secondo Papadia nelle Banche Centrali si è fatto molto per l’ampiamento: ampiamento nelle operazioni, ampiamento nella quantità, qualità e tipologia delle operazioni realizzate; arricchimento di tutti i parametri controllati; nuovi strumenti utilizzati; Bilancio gestito in modo attivo. La parola chiave per uscire dalla crisi è invece restringimento: restringere liquidità; restringere azioni di supporto, lasciare che sia il mercato a decidere l’entità delle operazioni. Le Banche dovranno migliorare la loro azioni per gestire il mercato e le Banche centrali si dovranno ritirare progressivamente.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-03-2011 alle 17:23 sul giornale del 14 marzo 2011 - 1031 letture

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