Confartigianato: 'Ogni due giorni fallisce un'impresa'

confartigianato 2' di lettura Ancona 14/03/2011 -

Una conta drammatica. Nella Provincia di Ancona ogni due giorni fallisce una impresa. In tutto il corso del 2010, secondo i dati elaborati da Confartigianato, sono state 171 le attività che hanno dichiarato fallimento e consegnato i libri contabili.



Una media di 15 al mese, un fallimento ogni due giorni. Un trend negativo che sembra non arrestarsi. Nei primi mesi del 2011 sono già state aperte 35 procedure di fallimento confermando la media del 2010. Quello di Ancona è il distretto più colpito. Se si considerano i primi 35 fallimenti del 2011, 14 ricadono in ambito anconetano. Segue il senigalliese con 7 fallimenti, il fabrianese con 6 e poi lo jesino e la Val Musone, entrambi con quattro aperture di pratiche fallimentari. I settori più a rischio: costruzioni e meccanica. Tra le cause principali che portano le micro e piccole aziende al fallimento è la mancanza di liquidità. Un problema che gli imprenditori artigiani devono affrontare ogni giorno. Uno degli elementi che minano alla base le possibilità di recupero dell’economia locale è il ritardo dei pagamenti. Senza liquidità in tasca è impossibile sostenere le spese, anche solo pensare a nuovi investimenti o lavorare sull’innovazione. Eppure sono step obbligati per sopravvivere.

Sono soprattutto le piccole aziende, spesso contoterziste, che falliscono. In un momento di crisi e di sofferenza nel mantenere la competitività a livello internazionale, sono gli anelli più deboli della filiera produttiva a “saltare” per primi. Il fenomeno dei fallimenti rappresenta uno fra i più significativi indicatori economici congiunturali. I numeri confermano la dimensione straordinaria della crisi in atto. E’ quanto mai necessario che il quadro di riferimento in cui operano le nostre imprese sia il più favorevole possibile soprattutto per recuperare la fiducia degli imprenditori.

I piccoli imprenditori rischiano di non farcela perché devono aspettare mesi o addirittura anni prima di essere pagati. Sono necessarie norme severe contro i ‘cattivi pagatori’ che mettono in ginocchio le piccole imprese le quali si trovano strette in una morsa fatta di oneri finanziari, costi amministrativi per disincagliare i crediti in sofferenza, perdite di tempo, oneri legali per ottenere la riscossione del credito agendo per via giudiziaria. Per arginare efficacemente il problema Confartigianato da tempo sollecita regole più stringenti e non eludibili per far rispettare i tempi di pagamento nelle transazioni tra privati e pubblica amministrazione, maggiori deterrenti contro i ritardi nelle transazioni tra privati e regole di garanzia e trasparenza nei pagamenti a favore dei subfornitori.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-03-2011 alle 17:35 sul giornale del 15 marzo 2011 - 931 letture

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