150° dell'unità d'Italia, l'alzabandiera in Ancona

tricolore, bandiera italiana 3' di lettura Ancona 20/03/2011 -

Massimo Cortese ci racconta la "sua" esperienza dell'Alzabandiera in Ancona per i 150 anni dell'Unità d'Italia. Una delle tante storie anconetane che si sono intrecciate lo scorso 17 Marzo.



Alle ore 9.30 si terrà a piazza Cavour la cerimonia dell’Alzabandiera. In questo giorno di festa, nel quale si celebrano i 150 anni dell’Unità Nazionale, sarò presente anche io con mia figlia. Lei è entusiasta dell’evento, la nonna le ha cucito una coccarda tricolore che porta orgogliosa sul berretto di lana. A scuola ogni alunno ha fabbricato una bandiera di carta, ma a casa non la ritrova più, per fortuna oggi con il giornale danno pure un tricolore in omaggio, e non ci lasciamo sfuggire l’occasione.

Sempre nella giornata di ieri, le cinque classi elementari sono state riunite in palestra, in seduta comune, dove tutti hanno cantato l’Inno Nazionale. La maestra ha dato da studiare la poesia La spigolatrice di Sapri, che è entrata nella memoria collettiva con "Eran trecento, eran giovan e forti, e sono morti", e lei la ripete di continuo.

Durante il tragitto per arrivare all’Alzabandiera, canta l’Inno di Mameli, mi parla di alcune cose che deve aver saputo a scuola. Lo sapevi, papà, che Cavour comandava tutta l’Italia? Sì – le rispondo – anche se vorrei tanto fare delle precisazioni, ma non mi sembra il caso. Cavour era il Presidente del Consiglio dei Ministri, le dico, al che lei mi risponde, sorprendendomi, Come te. Come me? La piccola precisa: Ma tu sei stato rappresentante al Consiglio della scuola, ed è vero.

Alle ore 9.25 arriviamo in una piazza Cavour a festa, dove prendiamo posto tra gli alunni della Scuola Media Collodi che, accompagnati dalle insegnanti e dalla Preside, hanno portato uno striscione tricolore. Saluto la Preside, i ragazzi sono davvero tanti, si vede che hanno preparato la loro partecipazione con attenzione. Vicino a noi c’è un reparto di militari delle Forze Armate, comandati da un capitano che dà l’ Attenti, il Riposo, mentre di fronte vi sono le Autorità Civili e Militari, assieme ai rappresentanti delle varie Associazioni.

Poco prima delle dieci inizia la cerimonia vera e propria, con il Prefetto e l’Ammiraglio che passano in rassegna le truppe, e subito avverto che tra la compagine rumorosa dei ragazzi della Scuola Media, che forse non sono abituati alla solennità del momento, c’è un clima vivace, da stadio oserei dire.

Prende la parola il Prefetto, il cui intervento è incentrato proprio sul ruolo e sulla fiducia da riporre nei giovani, che formeranno la Classe Dirigente di domani. Segue l’Alzabandiera, e in piazza viene suonato l’Inno di Mameli, che viene cantato a voce alta da tutti i presenti. La cerimonia si avvia alla conclusione, il capitano continuamente saluta a più riprese le Autorità, secondo il rituale militare, ed ogni volta si mette a correre: la cosa attira l’attenzione di mia figlia che mi domanda: Ma papà, perché quel soldato corre sempre? Il momento è solenne, Silenzio – faccio io – e per fortuna la Preside le dice che il capitano corre per dare il saluto.

La cerimonia è terminata. Il Sindaco viene a farsi fotografare con i ragazzi della scuola, con al centro lo Striscione preparato per l’occasione.

Arrivederci ai prossimi 50 Anni!






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-03-2011 alle 16:17 sul giornale del 21 marzo 2011 - 1338 letture

In questo articolo si parla di politica, tricolore, Massimo Cortese, bandiera italiana

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oriana bartolini

Grazie, signor Cortese, per aver descritto questa giornata attraverso lo sguardo e la curiosità intelligente della sua bambina. La sua piccola genuina passione per questo evento mi ha sensibilizzato più di tutti gli spot professionistici degli ultimi mesi.




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