Falconara: ex Montedison, interviene la Democrazia Cristiana

democrazia cristiana 4' di lettura 21/03/2011 -

Area ex Montedison: le demolizioni ora autorizzate dal Ministero dell’Ambiente aprono non già uno scatolone di sabbia, ma uno scrigno prezioso.



Abbiamo preso atto con molta attenzione delle cinque interrogazioni mosse al nostro sindaco Brandoni a fronte della “necessità di demolizioni ecc.” avanzata dall’Amministrazione comunale. Orbene ben conosciamo” la storia” dell’area ex Montedison, ora Azienda Agricola Rocca Mare S.r.l, Del Poggio Sas e Agricola 92 S.r.l. così come ben conosciamo gli “sviluppi relativi alla progettazione della bonifica del sito industriale “dimesso”, la procedura per la redazione del “piano di risanamento dell’AERCA” (Area ad alto rischio di crisi ambientale) derivante dall’approvazione del LR 06/2004 ecc. Conosciamo altresì l’entità della suddetta area pari a circa 20 ettari che si estende tra la ferrovia Bologna-Otranto e la SS. Adriatica al Km. 285 il cui sito è interessato da uno stabilimento industriale dimesso per la produzione di concimi fosfatici dove a suo tempo veniva trattata la fosforite con acido solforico (quest’ultimo era prodotto dall’arrostimento della perite o da pannelli di zolfo) e. da un’area di arenile prospiciente: la suddetta area fa parte dei siti di interesse nazionale individuati dalle leggi n.179/2002; n. 248/2005; n. 266/ 2005 e dal Decreto Legislativo n. 152/2006. Sappiamo altresì che la bonifica dell’area sopra richiamata comporterebbe una spesa valutata in €. 3.272.727,00.

Stante il vincolo di “archeologia industriale” ora si tenta la strada di comunque trasformare i siti “adiacenti” a luoghi “pubblici” e/o di interesse pubblico o---di “altri interessi “ il tutto facilitando e rendendo economicamente sostenibili le operazioni di bonifica dell’area e degli immobili presenti. Non vogliamo parlare di Piano Regolatore Generale , di “variante al Piano”, né di “obiettivi specifici di copianificazione “articolati per aree di intervento strategiche del PRG 99 (APU)–APU 1-APU 2-APU 3-ma di “ben altro”. L’ex Montedison è da decenni un’area “divenuta molto appetibile”, per la quale si sono mosse ingenti somme di danaro ( miliardi di vecchie lire) e sulla quale sono “molti gli insetti” che ronzano intorno nel tentativo di “appropriarsi” dell’area del complesso industriale in disuso. Sono finiti sotto accusa autori e fautori di un eclatante “disastro ecologico”, di un inquinamento allucinante che coinvolge il suolo, il sottosuolo e buona parte di un tratto di costa del ns mare già in “sofferenza”, non senza possibili, gravissime ripercussioni per le stesse falde. Si sono cercati i responsabili, le omissioni, connivenze e compiacenze; abbiamo ragione di credere che anche “il facile, tacito consenso”, esercitato con disinvoltura,sia stato, nel caso specifico un reato perpetrato ad arte quindi perseguibile per legge. Il disastro ecologico si è compiuto e recuperare l’area è “utopia”. Restituirla alla comunità falconarese è cosa ardua se noN del tutto impossbile e...si condividono integralmente le serie preoccupazioni, ben fondate, di Nedo Biancani.

Da queste vicende esce una radiografia drammatica di un comprensorio “profondamente malato” con inevitabili “tocchi da pochade”: una serie di falsità che ridicolizzano tutti i “proclami di esaltazione al rispetto dell’ambiente” e della “morale”, ma niente scandali: si tratta di usi e consumi introdotti giusto per consacrare un “ corretto civismo”, cementatosi da anni nell’ambiente falconarese. Ma come ben si sa, conta l’appetito di diverse figure e figuri .locali e fuori sede,: alcuni vicini ed alcuni lontani intergrati comunque negli avvitamenti degli interessi con “altri” strategicamente dietro le quinte,proponendosi nel gioco degli specchietti per le allodole e tutto “ determina la sottile, subdola politica dell’accaparramento prossimo, attingendo per giunta anche alla disponibilità di cassa dello Stato.

Su tale onda è in movimento una crociata di “professori economisti” che si sono inventati “l’economia di comunione” e tutto questo, si pensi, solo per “amore cristiano” verso la comunità falconarese. Quindi, la ex Montedison non è più uno scatolone di sabbia priva dei suoi inerti naturali, ma bensì uno scrigno ricco e prezioso da comunque afferrare, da subito gestire, un forziere a cui attingere a piene mani, una lampada di Aladino da accarezzare perché da essa può uscire un genio che saprà sicuramente salvare il salvabile con proposte innovativa, appetibili e lusinghiere e quindi recuperare l'area alla faccia delle altrui fondate preoccupazioni fra le queli le nostre, quelle legittime di Nedo Biancani e e quelle emergenti da interrogazioni mirate di pensierosi e intelligenti consiglieri in ansia per il futuro del territorio.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 21-03-2011 alle 18:22 sul giornale del 22 marzo 2011 - 1199 letture

In questo articolo si parla di politica, democrazia cristiana, ex montedison

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