No al nucleare, Mariani: 'Ad Ancona prodotto il 110% dell'energia richiesta'

2' di lettura Ancona 22/03/2011 -

I drammatici eventi che stanno scuotendo il Giappone tornano ad alimentare il dibattito sul ritorno del nucleare in Italia. Il gruppo dei Verdi presenterà una mozione in Consiglio regionale per chiedere all’Assemblea Legislativa di ribadire il “no” all’eventuale centrale che potrebbe sorgere a San Benedetto del Tronto.



La location marchigiana farebbe infatti parte di una lista che, secondo Paolo Canducci (segretario dei Verdi per la Provincia di Ascoli Piceno), “non è mai stata smentita dal governo. Ad ogni modo, la nostra battaglia va avanti lo stesso”. E proprio a San Benedetto del Tronto si terrà un corteo contro la privatizzazione dell’acqua e contro il nucleare, venerdì 25 marzo. Manifestazione che si terrà alla vigilia dell’appuntamento nazionale di sabato 26 marzo a Roma.

La mozione è stata infatti già depositata e potrebbe arrivare in discussione nel corso della prossima seduta consiliare. “Siamo vicini al popolo giapponese in questo difficilissimo momento. La gravità della situazione a Fukushima fa pensare ad una nuova Chernobyl a 25 anni di distanza”, dice il segretario regionale dei Verdi, Gianluca Carrabs. Che ribadisce il “no” netto del partito alla svolta nucleare promossa dal governo. “Non esiste alcun nucleare sicuro – dice Carrabs – E non è vero che sarebbe una risorsa capace di garantire autonomia energetica. I 55 reattori sparsi sul suolo giapponese coprono appena il 29% del fabbisogno di quel Paese. Senza dimenticare che l’Italia, così come il Giappone, è un Paese soggetto a terremoti”.

Per questo i Verdi chiederanno all’Assemblea Legislativa delle Marche di impegnarsi a rigettare il nucleare. “Anche perché – precisa ancora Carrabs – il parere delle Regioni sarebbe soltanto consultivo, non vincolante. Ed uno stop al programma non basta: vogliamo una marcia indietro netta”.

Al tempo stesso, però, i Verdi chiedono il rispetto del Piano Energetico Ambientale Regionale approvato dall’ente e che secondo Marcello Mariani (assessore all’Ambiente della Provincia di Ancona) “farà vedere i suoi frutti proprio alla fine di quest’anno”. Sul Pear, qualche mese fa, la maggioranza politica della Regione aveva fatto registrare una polemica in seguito alle parole di Dino Latini (Api), che aveva proposto un accantonamento. “Il Pear è valido e tale deve restare – dice Mariani - Solo nella Provincia di Ancona ha consentito la produzione del 110% dell’energia richiesta dal territorio








Questo è un articolo pubblicato il 22-03-2011 alle 17:06 sul giornale del 23 marzo 2011 - 664 letture

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