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comunicato stampa

Camerano: continuano i festeggiamenti per i 150 dell'Unità d'Italia

3' di lettura

Festa del Tricolore

Continuano le iniziative per la celebrazione dei 150 dell’unità d’Italia e continueranno ancora fino a marzo del prossimo anno.

Lo ha ribadito il neosindaco Massimo Piergiacomi, sottolineando l’intuizione del nostro Presidente della repubblica Napolitano che ha invitato tutti a dare importanza a quest’evento. Voglio ricordare anche il precedente Presidente Ciampi che, per primo, ha dato valore e significato al nostro Tricolore.

Giovedì 21 il Coro “Città di Camerano” ed il coro “A. Rosati” di Sant’Elpidio a Mare hanno tenuto un concerto, che ha visto la partecipazione dei bravi solisti Alessandra Càpici, soprano, e Stefano Gemini, baritono. Sotto la direzione del maestro Biancamano ed accompagnati al pianoforte da Valeria Picardi, la chiesa di San Francesco, stracolma di pubblico, è stata invasa da musiche risorgimentali e dal requiem di G. Fauré in onore dei caduti. Tale concerto sarà ripetuto a Sant’Elpido a Mare il 24 c.m. Ma prima, lo storico Alberto Recanatini ha tenuto una breve prolusione sul ruolo di Camerano e dei cameranesi nel Risorgimento.

Il tema è stato ripreso, in parte, con l’incontro di ieri sera nel Giardino Mancinforte dove un emozionato Matteo Karm Selmani ha parlato del ruolo delle donne “eroine invisibili” che hanno contribuito a fare l’Italia e delle quali la Storia non parlerà mai. Questo tredicenne, per questo racconto, è stato premiato dal Capo dello Stato; ed il suo racconto è stato pubblicato dal comune, per volere dell’assessore alla cultura Jacopo Facchi, e distribuito ai presenti. Ha concluso la serata il prof. Marco Moroni con la trattazione del tema “l’apporto dei cattolici all’unificazione nazionale”. L’unificazione è stato un processo lungo che ha visto conservatori e progressisti, intransigenti e moderati, impegnati a fare entrare le masse, contadine ed artigiane, nel processo di ammodernamento ed unificazione dello stato nato nel 1861. È vero che inizialmente la componente intransigente e conservatrice era la predominante nella gerarchia e nella Chiesa tutta, ma come ebbe a scrivere lo spagnolo Donoso Cortés nel 1851 “Sotto un certo aspetto e fino a un certo punto le rivoluzioni sono buone come le eresie, perché confermano la fede e la richiamano”, così saranno proprio gli intransigenti a permettere la nuova strada alla Chiesa, quella dell’ “Economia sociale” che, oggi, attira nuovamente l’interesse di molti.

Nel lungo processo dell’unificazione i cattolici hanno dato un apporto importante in vari ambiti, educando e formando nuove generazioni di sacerdoti, laici impegnati, imprenditori e politici che hanno inciso largamente nella società, soprattutto quella più modesta e povera con le istituzioni culturali, sociali, associazioni, banche popolari, casse rurali (come la nostra S. Giuseppe, del 1896), società di mutuo soccorso ed operaie, circoli, cooperative… superando la semplice fase caritativa ed attualizzando il motto “cattolici col Papa e liberali con lo Statuto”. La fine dell’alleanza trono-altare e del potere temporale della Chiesa ha permesso la riscoperta del ruolo ecumenico della Chiesa liberandola dai lacci materiali. La conclusione del professore è stato un invito a riscoprire il passato per attualizzarlo: mai rinunciare a pensare! Questo ci spinge ad operare seguendo i valori e la nostra coscienza che, oggi, si tende a negare i primi ed anestetizzare la seconda, creando una massa addormentata ed amorfa.



Festa del Tricolore

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-07-2011 alle 17:06 sul giornale del 26 luglio 2011 - 746 letture