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Falconara: Dc su amianto e norme sisimiche, 'C'è sicurezza?'

Democrazia Cristiana Marche 5' di lettura 01/08/2011 -

Ora, dopo decenni di “gravi silenzi”, di consensi irresponsabili, di facili autorizzazioni, di leggerezze interpretative, un consigliere “interroga la Giunta comunale su un tema scottante divenuto urgente: rischio amianto.



Ben sappiamo che l’amianto uccide, ben sappiamo che è sorto da poco tempo un Centro Regionale amianto” in quel di Pesaro c/o il Dipartimento Provinciale dell’ARPAM, ben sappiamo che esiste una Legge –27 Marzo 1992- n°257- un D.M. del 6 Settembre 1994- ambedue vietano l’impiego dell’amianto in edilizia, ma sappiamo anche che la legge prevede un censimento degli edifici nei quali si presume sia presente l’amianto (obbligatorio per le strutture di proprietà pubblica, per quelle aperte al pubblico di utilizzazione collettiva e per i condomini- facoltativo per le abitazioni singole). Di questo specifico argomento abbiamo avuto modo e maniera di esprimere la nostra posizione anche tramite la disponibilità di Vivere Marche già in data 05/05/2011. Oggi apprendiamo la preoccupazione del consigliere del Pd - Maria Ambrogini - per aver scoperto la presenza di amianto sito sulla copertura di n° 3 locali usati dai dipendenti comunali. Condividiamo la preoccupazione del consigliere Ambrogini per i dipendenti comunali e le abitazioni attigue agli edifici incriminati, così come non accettiamo passivamente la latitanza dell’Amministrazione che ha ritenuto, sino ad oggi, tacere sull’argomento, quando è risaputo che sono “diversi” gli edifici in Falconara da ispezionare, in conformità della legge 275/92, quindi parecchi sono i cittadini in pericolo.

Il mesotelioma, tumore maligno della pleure, l’asbestosi, il carcinoma polmonare sono “dietro l’angolo” per la pericolosità tipica del materiale composto con fibre di amianto ancora oggi posto in opera quale copertura di edifici siti in ambito urbano: si imporrebbero bonifiche mirate e tempestive salvaguardando così la salute della collettività, ma quale censimento voluto dall’ Ente segnala e/o accerta la presenza di amianto ? Se si aspettano ancora le soluzioni dell’Amministrazione per eliminare il pericolo amianto, considerato che sono già trascorsi inutilmente quindici anni ,forse la popolazione falconarese dovrà ancora aspettare per molto con tutte le gravi conseguenze annesse e connesse per la propria salute. Veniamo ad altro “gravissimo problema che si perpetua insoluto da decenni” per il quale si è detto e scritto ripetutamente e per ultimo il 31/05/2011 tramite Vivere Marche: la sicurezza statica degli edifici, le norme vigenti in merito la vulnerabilità sismica (nostra zona di seconda categoria ) riguardanti in particolar modo “fabbricati strategici” (scuole, ponti, palazzetti dello sport ecc., ecc.). Orbene ci risulta che i fabbricati “sensibili “ con fine pubblico siano “molteplici” così come “diversi” sono gli edifici che non garantiscono “sicurezza” viste la caratteristiche costruttive, la vetustà e l’impiego di metodiche costruttive nonché materiali assai poco idonei per rispondere adeguatamente ai dettami delle norme richiamate dalla sismica –seconda categoria- Come sappiamo, Falconara è stata “ricostruita in buona parte” negli anni 50-70 quando le norme sismiche erano divenute un’eccellenza per pochi costruttori.

Ora l’Ente tramite il Sindaco, Vice Sindaco, assessore e dirigenti hanno informato i falconaresi che hanno i propri figli iscritti nelle varie strutture scolastiche che quest’ultime possono essere oggetto di “criticità” perché vetuste, antiquate, inosservanti le norme sismiche: l’Ente ha così ritenuto di affrontare l’emergenza fornendo precisazioni per prossimi probabili investimenti al fine di sopperire alle necessità della popolazione scolastica, ma non ha fornito alcuna assicurazione circa il reperimento dei fondi, nonché per i tempi, i metodi atti alla messa in sicurezza dell’esistente. Un esempio eclatante, che fa riflettere, è l’attuale struttura del ponte di via Italia prospicente il Parco Kennedy ( strutture che vengono richiamate dalle norme ) che vede la sua ricostruzione in formula bi-composta nell’anno 1952, parte ad arco e parte in travata rettilinea in c.a. Un’opera d’arte aggredita dal degrado, una struttura che perde pezzi, che vede il cls ammalorato, l’armatura ossidata distaccarsi dal conglomerato cementizio, che mostra un decadimento accelerato e acclarato, compromettere anche la statica e mettere in forse la sicurezza. Il suo declassamento strutturale e statico si impone perché richiama l’attuazione delle norme di legge dove si dettano le procedure necessarie e le opportune verifiche per stabilire la vulnerabilità sismica.

Si precisa che le travi componenti la struttura dell’impalcato del ponte non contemplano gli appoggi antisismici, nè la presenza di opportuni cuscini in “neoprene”, ne distanziatori di testata ecc., ecc., nè giunti di dilatazione in soletta, ne marciapiedi di sezione regolamentare, ne distanza di sicurezza dai corpi di fabbrica vicini, manifestando altresì vistose anomalie plano altimetriche della carreggiata, la distorsione planimetrica delle due spalle lato Nord e Sud, la posa in opera di una barriera (guardavia) zancata in una soletta di limitato spessore (protezione irrisoria) e lo smaltimento di acque meteoriche,di scorrimento superficiale, insufficiente tanto da consentire il ristagno delle stesse sul “tappeto di usura” con pericolosità per l’utenza in transito. Orbene, il manufatto è irrecuperabile e viste le norme sismiche inapplicate, nonché la necessità indifferibile di spazi atti al parcheggio, la soluzione migliore impone l’abbattimento poiché una eventuale ricostruzione diverrebbe una spesa esorbitante per le casse dell’Ente, una soluzione irrazionale viste le necessità di arre da destinarsi alla sosta autoveicoli, le deformità eclatanti dell’attuale andamento plano-altimetrica e l’instabilità delle fondazioni dirette poggianti su matrici argillose e sabbiose soggette a modificazioni per l’esistenza di acque circolanti nel sottosuolo. Ora alle preoccupazioni legittime per l’esistenza in ambito urbano dell’amianto si aggiunge il problema sicurezza e l’applicazione severa delle norme sismiche: problematiche che non aspettano altre perdite di tempo. A tali problematiche l’Ente deve contribuire amministrando correttamente per conseguire il bene comune.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 01-08-2011 alle 16:02 sul giornale del 02 agosto 2011 - 899 letture

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