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Falconara: Sansò (Dc), 'Città apocalittica e il declino è irreversibile'

Democrazia Cristiana Marche 4' di lettura 12/08/2011 -

Forse in questi ultimi anni si è predicato bene, ma si è razzolato male. Forse sarebbe stato meglio, anche più logico, più sensato aver espresso più coerenza tra i principii professati “in campagna elettorale” e la condotta quotidiana e/o la realtà di tutti i giorni che si presenta a seguito di quanto effettivamente svolto.



I valori proclamati e sbandierati sono andati disattesi e/o contraddetti e la pratica ha smentito la teoria e….i risultati sono di dominio pubblico: atti vandalici, danneggiamenti, sicurezza latitante, incompiute, degrado urbano, strategie urbanistiche inesistenti, aspetti igienico sanitari irrisolti, gestione amministrativa lacunosa, ennesime incertezze, riqualificazione urbana e ambientale caduta nel dimenticatoio.

Ben comprendiamo che gli esseri umani “non sono unidimensionali” ,monolitici creature perfette capaci di una compiuta integrità, “errare umano est “ dicevano i nostri lontani avi: “ma perseverare è diabolico” quando il principio della perseveranza perde la sua forza e chi lo professa “non è all’altezza”: oggi Falconara vive momenti “molto complicati” e nella sua traiettoria spaziale attuale e futura può accadere di tutto.

Oggi Falconara vive come una cittadina “post-apocalittica”, e sino a qualche mese fa, nessuno era per la strada già alle otto di sera: nel recente passato e ancora oggi persiste un male endemico che risponde ad un “declino irreversibile” a cui si associa un sempre più un eclatante pendolarismo con il capoluogo Ancona, con centri urbani periferici e/o comunque vicini (Jesi, Senigallia ecc...) Se vogliamo restituire alla nostra piccola città un’anima “propria” bisogna far altro e non già perdersi in festeggiamenti estivi, pirotecnici, con bande, con musiche diverse, con intrallazzi momentanei, sbandierando al vento l’esecuzione di “mini opere pubbliche”.

Perché gloriarsi e incensarsi per aver “pattugliato in ore notturne il litorale" per adempiere ad un dovere difendendo la proprietà privata e pubblica da atti criminosi? Perché incensarsi per aver tentato di contenere la spesa pubblica, per aver limitato esborsi e ridimensionato “organici impropri”? Come poi gloriarsi si aver decimato spese destinate al sostegno dell’assistenza sociale? Sono semplici esempi che forniscono un “quadro deprimente”.

Non possiamo dimenticare l’esistenza di aree degradate costituenti una precisa gerarchia urbana così come un “albo sociale” degli emarginati in attesa di aiuto, mentre permangono in ambito urbano ancora momenti caotici privi di forma dove il degrado si esalta. Degrado come servizi inadeguati, decadenza complessiva di quel poco arredo urbano presente, crisi dei luoghi e dei meccanismi della socializzazione tradizionale, come “sensazione vera e/o reale” che nello spazio pubblico non ci siano più le regole: sporcare, far chiasso, ubriacarsi, occupare spazi di via e/o interi marciapiedi, infastidire in mille modi, minacciare, mostrare prepotenze ecc. ecc. ecco le sintesi.

A Falconara c’è il bisogno, anche simbolico, di sentire che in città vige ancora “un’ ordine complessivo e un’autorità capace di farlo rispettare”, ma questa esigenza “principale” si scontra con l’incoerenza, le incertezze, la burocrazia dei “ gradi civili” a scapito di un continuo capillare contatto tra la cittadinanza e l’autorità comunale. Dove, come e quando un controllo permanente e penetrante, immediato dei Vigili, non certo per rendere più scorrevole il traffico, ma specialmente per “ricondurre al rispetto della legge” tutta la crescente massa di “comportamenti anomali” che molto spesso rende disagevole e insicura la vita specie in certi quartieri centrali, periferici ecc... ?

Il nostro primo cittadino si era impegnato a prendere decisioni concrete e immediate per “lenire sofferenze” cementate da anni che hanno frustrato la collettività falconarese, ma sino ad oggi non sono “uscite dal suo cappello a cilindro grandi novità” e il futuro economico-sociale è ancora troppo incerto.

2 ) permangono nubi nere all’orizzonte che vietano di porre sul tavolo misure mirate e capaci di riequilibrare l’economia, lo sviluppo, le storiche debolezze finanziarie. Abbiamo sentito dire “ecco il piano resyling” per cambiare la città, viene spontaneo sorridere permanendo insoluti una miriade di gravi e prioritari problemi e qui nasce il “ tic” della rassegnazione della coscienza. Il buon senso di ieri era intenzionato a sperare, costruire meglio, educare le future generazioni, mentre il “buon senso di oggi”, qui a Falconara, è restrittivo, difensivo, equivale ad accettare ciò che accade giorno dopo giorno, con un fatalismo un po’ troppo rassegnato ed ecco che tra la gente scatta il “chissenefrega”.

E’ la filosofia cosmica spicciola del cittadino falconarese che, qualunque cosa accada, tira via e guarda in su, pur nel proposito di parlare, stavolta, di come effettivamente vanno le cose, ma il cielo è sempre più blu specie durante il periodo estivo e sono costretti a far viso a cattiva sorte per tante, molteplici “finzioni sociali”, per tante soluzioni che non sono poi tali e intanto il “risanamento” diventa utopia mentre girano “fuori controllo” i “ventilatori dello sputtanamento”,mentre si aspettano i “botti di Ferragosto” ennesimo, inutile sciupio di danaro pubblico, sperperato solo per una propaganda sterile quanto inutile.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-08-2011 alle 15:16 sul giornale del 13 agosto 2011 - 754 letture

In questo articolo si parla di politica, democrazia cristiana, democrazia cristiana marche

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