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Confartigianato: 'Bene il confronto anche se tardivo ma occorre rimuovere la tassa sul porto'

Gilberto Gasparoni 2' di lettura Ancona 16/08/2011 -

Gilberto Gasparoni responsabile sindacale della Confartigianato della provincia di Ancona torna nuovamente sulla tassa che la Regione vorrebbe applicare alle 50 aziende che hanno sede nell’area demaniale del porto di Ancona e che in questo caso saranno chiamate a pagare cifre superiori a 200.000 € annui senza contare sanzioni ed interessi moratori.



La disponibilità manifestata dalla Regione ad incontrare gli Enti interessati, e che dovrebbe valere anche per Confartiginato, è un passo avanti anche se tardivo dato che incrementi di questo tipo andrebbero verificati con le Associazioni imprenditoriali e gli Enti stessi prima di emanare il provvedimento. La concertazione è uno strumento che permette di individuare percorsi possibili che non penalizzino oltre modo l’economia del territorio ed in questo caso si è guardato solo al risultato di “cassa”. Confartigianato non mette in discussione la legittimità dell’atto ma ribadisce l’inopportunità e l’ingiustizia che il provvedimento crea dato che gli altri porti sono esonerati da questi appesantimenti.

Vedremo anche nei prossimi giorni i risultati della ricognizione ufficiale che verrà fatta da Assoporti anche se sappiamo con certezza per aver fatto una verifica sul campo che solo Ancona ha questo “privilegio”. Quindi una tassa applicata solo agli operatori anconetani in quanto nei porti concorrenti di Ancona come Bari, Brindisi, Ravenna e Civitavecchia non esiste alcuna maggiorazione o addizionale regionale. Confartigianato ribadisce che questa tassa è iniqua in quanto penalizza la sostanza delle imprese del porto pertanto rivendica l’immediata sospensione del provvedimento e l’annullamento degli avvisi di accertamento emessi e consegnati agli imprenditori portuali. In un periodo di cosi grandi difficoltà anziché perseguire e tassare le imprese sarebbe necessario favorire investimenti per ammodernare il porto di Ancona, la più grande industria delle Marche.

Per tutte queste ragioni Confartigianato Imprese della provincia di Ancona, conclude Gasparoni, ribadisce che questa ulteriore imposta, penalizzerà le sole imprese operative nell’area demaniale dello scalo dorico, indebolendo nel complesso il sistema della portualità già crisi. Confartigianato prende atto positivamente che questo fine settimana ha visto tutte le navi stracariche di persone e mezzi e quindi l’infrastruttura ha tutte le condizioni per poter continuare ad operare positivamente sviluppando l’intermodalità nel trasporto di merci e persone, ma deve vedere ugualmente una particolare attenzione degli Enti Locali e della Regione nel sostenere tutte le azioni che gli operatori stanno attuando per favorire la ripresa delle attività portuali. Insomma serve un impegno per ricercare nuove opportunità di lavoro e non appesantimenti fiscali o burocratici.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-08-2011 alle 16:00 sul giornale del 17 agosto 2011 - 662 letture

In questo articolo si parla di porto, attualità, confartigianato, tassa, gilberto gasparoni

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