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Sansò (Dc): 'Falconara non avrà futuro'

Democrazia Cristiana Marche 6' di lettura Ancona 24/08/2011 -

A questo punto lo sappiamo tutti: Falconara non avrà futuro! Come possono i nostri figli sperarne in uno migliore? Non facciamoci ancora illusioni: siamo rimasti annichiliti, profondamente delusi e impotenti di fronte all’inettitudine di una classe politica che ancora oggi non si è resa conto del disastro che è avvenuto e delle conseguenze che oggi si pagano.



Ora non è facile uscire senza danni dalla palude in cui tutti siamo rimasti immersi sino al collo anche perché sapienti economisti non sembrano far parte dell’Amministrazione dell’Ente. La storia falconarese ci ricorda che coloro che si sono seduti sulla poltroncina rossa del governo della città prima e dopo Carletti dovrebbero ben sapere che la gente si è stancata di loro, della loro spregiudicatezza, della loro scaltrezza che ha portato Falconara al disastro finanziario e non sono stati pochi i pre-Carletti e i post- Carletti che hanno ingannato i falconarersi con promesse poi tradite.

Falconara grida basta! Al bando i giochetti di potere, le facili distrazioni contabili, gli intrallazzi inconfessabili, la proterva pretesa di infallibilità :è molto pericoloso disgustare e far indignare la cittadinanza perché alla fine subentra la ribellione che non sempre è pacifica. I Nostri solerti amministratori hanno vissuto e governato alla giornata, cercando di tirare a campare, cercando di accontentare tutti, non accontentando alla fine nessuno. Hanno adottato ad arte una politica miope, suicida e il risultato è stato solo “ il fallimento”: abbiamo in primis docilmente attraversato la stagione zoofila degli “asinelli e dei gatti”, poi quella botanica della “margherita”, ancora quella dei “quadrifogli” e delle “ rose” e poi degli ulivi, ora, speriamo di evitare, in un prossimo futuro, quella dei “rampicanti”. Dobbiamo gridare forte basta! alla politica da corridoio e da retrobottega, fatta di insidie, da imboscate, da perfidi inganni e sfacciati tradimenti. Basta alla politica levantina, mezzo bizantina che ha

Una città dove la maggioranza non sa fare la maggioranza e l’opposizione dimentica il suo ruolo perché si vergognano di essere e presentarsi per quello che sono. La “sinistra” estremista, soffrendo di amnesia congenita, ha dimenticato la caduta del muro di Berlino, gli applausi di chi, per decenni, aveva subito angherie e soprusi. L’ altra sinistra che si è sempre dichiarata “progressista e riformista” , che si riconosce nel Partito Democratico e che sino a ieri si riconosceva nel Segretario W.Veltroni ed ora nel suo leader Bersani, inneggia ai campioni del liberalismo quasiché fossero stati i suoi “padri fondadori” lasciando le periferie, come Falconara, alla mercé di soggetti impreparati, molto distratti, scatole vuote, portatori di oscurantismo. Cosa dire dei “ margheritini privi di humus” , umiliati e posti in un angolo come scolaretti di serie B? Hanno cercato pateticamente di risalire la china e ricontare di più, ma l’aritmetica non li ha gratificati per cui hanno dimostrato di essere stati solo un’espressione botanica appassita.

I vecchi socialisti sono sopravvissuti anche a Falconara e reduci di un grande partito orfano di un leader che ha fatto tanti, troppi errori, che forse ha preso qualche tangente di troppo, ma che sapeva decidere e comandare, hanno cercato di stare comunque a galla, di avere un posticino al sole dove, non potendo alzare la posta, hanno tentato, con poca fortuna, di alzare almeno la voce già afona da tempo. Qui a Falconara, la “destra” ha finito per perdere ogni identità. Brancola da tempo nel buio in attesa di non si sa bene cosa nonostante l’impegno profuso dai suoi “professori” sempre pronti a dare nozioni politiche in aule asfittiche: tutti litigano con tutti e chi non litiga è perchè non ha più voce e visibilità.

2 ) Forza Italia di ieri ed ora Pdl di oggi, spara bordate di coriandoli al vento, sperando nell’effetto frastuono, senza però un “progetto ed una strategia consona agli eventi” nella ferma convinzione che la barca degli altri sia sempre fragile e prossima al naufragio, ma l’ settembre è una chimera. Alleanza Nazionale è stata un mistero fitto, più fitto della Trinità ed è impressione di molti che abbia definitivamente perso “ogni dignità”: attualmente non è né carne né pesce e quello che è peggio non vuole esserlo: forse, per non venire tacciata di fascismo si è fatta fagocitare dal “ Cavaliere nero”. Sarebbe ora che Ancona,spaccata e ridimensionata, parte in Fli, si ridesse una svolta e un programma e per questo si battesse con “soggetti preparati” e non già con dilettanti allo sbaraglio: a nulla è valso nel recente passato l’impegno profuso del suo leader.

Dovrebbe avere il coraggio di esprimersi quale forza di destra che ama l’ordine, l’ordine democratico, i valori quelli veri, pronta per fare della Ns città una nuova cittadina moderna, ma soggetti capaci non ce ne sono. A quanto pare è mancata la stoffa, è mancato colui che avrebbe dovuto imbastire e cucire lacerazioni interne e strappi con i condomini della casa comune, colui che avrebbe dovuto innovare, proporre disegni e nuovi tessuti politici. Dulcis in fundo, ecco l’Udc locale, sempre ondivago, altalenante, indeciso, incapace di darsi un ruolo e una meta, incapace di scegliere con chi stare: con la destra, la sinistra, con il centro, con liste civiche ,ecc...Pronto a scelte irrazionali pur di apparire con questo o con quello, disponibile a marciare senza vessilli, ad aggregarsi con compagini “spurie” dove le ragioni non sono politiche ma solo di “casta” persevera a coltivare un orticello che non dà frutti forse anche perché chilo sfrutta non è in grado di coltivarlo a dovere. A completare il quadro manca il Pdl: un vuoto a perdere, un boccale di birra tutta esteriorità, tutta schiuma, senza sostanza:una forza politica che racchiude un’armata “brancaleone” che ha “vinto per caso” le elezioni non certo per capacità ma per defezione delle altrui forze.

Ecco un quadro sintetico e desolante della politica falconarese: emerge una politica farsa, dove le chiacchiere suonano da tempo una musica stonata, dove le parole sono sempre vuote e rappresentano la sintesi di una profonda debolezza, dove salgono in cattedra solo ambizioni personali mai sopite, velleità e vanità storiche. Oggi si additano i colpevoli del dissesto finanziario dell’Ente, oggi si fanno ancora i processi e le distinzioni delle responsabilità fra i dirigenti e i funzionari comunali, fra i presenti della Giunta Carletti e della Giunta Recanatini, valutando la gravità di una gestione fallimentare in percentuale di responsabilità e la nausea sale sino alla gola: poi, c’è chi ha il coraggio e la sfrontatezza di chiamarla “democrazia” egregi signori, provo vergogna e disgusto nel vedere il degrado in cui è affondata la nostra città, così come provo disgusto nel vedere ed apprendere che tutta la classe politica locale abbia curato e cura tutt’ora gli interessi di bottega, del proprio orticello, a scapito dei sacrifici della collettività chiamata ora rispondere con il proprio portafoglio dell’impreparazione dei suoi amministratori. Continueremo comunque a combattere la nostra battaglia con passione civile, con coraggio senza farci molte illusioni: fossimo cinici alzeremmo le spalle e le braccia in segno di resa e rinunceremmo alla lotta, ma non siamo cinici e non demorderemo mai.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-08-2011 alle 00:07 sul giornale del 25 agosto 2011 - 801 letture

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