Congresso Eucaristico: pellegrini al risparmio, la delusione dei ristoratori

congresso eucaristico nazionale ancona 5' di lettura Ancona 13/09/2011 -

Pochi pellegrini a tavola ed i menù scontati proposti da bar e ristoranti snobbati. E’ l’altra faccia del Congresso Eucaristico che si è appena concluso, quello vissuto dai ristoratori del centro storico di Ancona, che si aspettavano una settimana di ossigeno in un periodo di piena crisi. E che a due giorni dalla fine del grande evento sono costretti a fare i conti con una certa delusione.
 



Il pellegrino, si sa, non è come il turista. Resta il fatto che il menù convenzionato proposto dalla Confcommercio non ha funzionato come ci si poteva aspettare. Questa, almeno, la sensazione degli operatori del settore, delusi da un giro di affari che è stentato a decollare. “Difficile fare calcoli, abbiamo lavorato un po’ più del solito durante la settimana del Congresso, ma niente di eclatante. Ed a sedersi erano più che altro tecnici, volontari ed addetti ai lavori”. Parla Fabrizio Boari, titolare del bar “Rosa”. Che non pronuncia mai il termine “delusione”, ma ci va molto vicino. “Per domenica eravamo pronti a fare una gran giornata di lavoro, erano attesi migliaia e migliaia di pellegrini per il Papa. E invece nulla, a conti fatti è stata una giornata abbastanza ordinaria”.

Più diretto, invece, il proprietario della trattoria “La Cantineta”, Raffaele Attili. “Avevamo preparato due menù completi per i pellegrini, rispettivamente a 10 e 15 euro. Primo, secondo, contorno e da bere. Un prezzo più che ragionevole. Eppure non c’è stato il movimento che speravamo. Anzi, paradossalmente il Congresso Eucaristico ci ha penalizzato”. In che senso? “La città bloccata, le transenne, la nuova viabilità. Tutto funzionale agli eventi del Congresso, tra l’altro molto belli e sentiti. Ma sabato e domenica gli anconetani sono andati al mare, hanno lasciato la città. E i pellegrini preferiscono il pranzo al sacco, pranzi veloci ed economici”.

Insomma, nonostante la convenzione proposta dalla Confcommercio agli esercizi del centro, i pellegrini hanno preferito andare al risparmio. Disertando così i ristoranti che aspettavano la settimana del Congresso Eucaristico da mesi. Ed a raccontare il paradosso di un grande evento che svuota gli esercizi commerciali anziché riempirli è Paolo Marchini dell’Osteria “del Pozzo”. “Il sabato, di solito, facciamo almeno 60 coperti. Il giorno prima dell’arrivo del Papa, invece, ne abbiamo fatto solo 16. E dire che c’era la processione delle famiglie, una giornata molto attesa. Il pellegrino preferisce mangiare qualcosa al volo, in molti passavano qua davanti per andare a prendere un panino a Piazza del Papa. Inutile dire che ci aspettavamo qualcosa di più”.

Sul lungo periodo, invece, istituzioni e categorie ostentano ottimismo. Con la città di Ancona che si è presentata nella sua veste più bella alle migliaia di fedeli accorse da tutta Italia, e due dirette televisive che potrebbero aver contribuito non poco alla promozione del capoluogo e della Regione. E’ già tempo di bilanci, in questo primo “day after”, ma per toccare con mano i benefici del Congresso Eucaristico si dovrà probabilmente attendere la prossima stagione turistica.Il pellegrino, si sa, non è come il turista. Resta il fatto che il menù convenzionato proposto dalla Confcommercio non ha funzionato come ci si poteva aspettare. Questa, almeno, la sensazione degli operatori del settore, delusi da un giro di affari che è stentato a decollare. “Difficile fare calcoli, abbiamo lavorato un po’ più del solito durante la settimana del Congresso, ma niente di eclatante. Ed a sedersi erano più che altro tecnici, volontari ed addetti ai lavori”. Parla Fabrizio Boari, titolare del bar “Rosa”. Che non pronuncia mai il termine “delusione”, ma ci va molto vicino. “Per domenica eravamo pronti a fare una gran giornata di lavoro, erano attesi migliaia e migliaia di pellegrini per il Papa. E invece nulla, a conti fatti è stata una giornata abbastanza ordinaria”.


Più diretto, invece, il proprietario della trattoria “La Cantineta”, Raffaele Attili. “Avevamo preparato due menù completi per i pellegrini, rispettivamente a 10 e 15 euro. Primo, secondo, contorno e da bere. Un prezzo più che ragionevole. Eppure non c’è stato il movimento che speravamo. Anzi, paradossalmente il Congresso Eucaristico ci ha penalizzato”. In che senso? “La città bloccata, le transenne, la nuova viabilità. Tutto funzionale agli eventi del Congresso, tra l’altro molto belli e sentiti. Ma sabato e domenica gli anconetani sono andati al mare, hanno lasciato la città. E i pellegrini preferiscono il pranzo al sacco, pranzi veloci ed economici”.

Insomma, nonostante la convenzione proposta dalla Confcommercio agli esercizi del centro, i pellegrini hanno preferito andare al risparmio. Disertando così i ristoranti che aspettavano la settimana del Congresso Eucaristico da mesi. Ed a raccontare il paradosso di un grande evento che svuota gli esercizi commerciali anziché riempirli è Paolo Marchini dell’Osteria “del Pozzo”. “Il sabato, di solito, facciamo almeno 60 coperti. Il giorno prima dell’arrivo del Papa, invece, ne abbiamo fatto solo 16. E dire che c’era la processione delle famiglie, una giornata molto attesa. Il pellegrino preferisce mangiare qualcosa al volo, in molti passavano qua davanti per andare a prendere un panino a Piazza del Papa. Inutile dire che ci aspettavamo qualcosa di più”.

Sul lungo periodo, invece, istituzioni e categorie ostentano ottimismo. Con la città di Ancona che si è presentata nella sua veste più bella alle migliaia di fedeli accorse da tutta Italia, e due dirette televisive che potrebbero aver contribuito non poco alla promozione del capoluogo e della Regione. E’ già tempo di bilanci, in questo primo “day after”, ma per toccare con mano i benefici del Congresso Eucaristico si dovrà probabilmente attendere la prossima stagione turistica.