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comunicato stampa

Fiamma Tricolore: 'Non è vero che Bugaro rinuncerà al proprio vitalizio'

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movimento sociale fiamma tricolore

Sgomberiamo il campo da qualsiasi equivoco. Non è vero che Bugaro rinuncerà al proprio vitalizio, perché riceverà 90 mila euro (prima legislatura) più altri 2 anni (circa 36 mila euro) di versamenti accantonati (seconda legislatura) come consigliere regionale.

Con un blitz lampo (si parlava dell'assestamento del bilancio regionale), lo stesso consigliere presentava un emendamento (approvato in maniera bipartisan) che gli permetterà di incassare più di 120 mila euro. Bugaro sa benissimo che a marzo (data possibile delle prossime elezioni) sarà inserito dal suo partito (PDL) nella lista di nominati avendo buone possibilità di diventare deputato, perdendo così il diritto al vitalizio da consigliere regionale. Stiamo parlando di “vitalizio”, un privilegio per sua natura odioso, in quanto come dice la parola stessa dura tutta la vita. Noi del Movimento Sociale siamo veramente delusi perché lo conosciamo da quando militava nelle file di Forza Italia, la cui novità si basava nel far avanzare la società civile che al grido di “libertà” si opponeva agli immensi scandali della classe politica della prima repubblica. Evidentemente non è più cosi quando si parla di denaro pubblico, di privilegi che durano per tutta la vita: antipolitica, demagogia, diritti acquisiti. Anche i lavoratori avevano dei diritti acquisiti: diritto per legge ad una pensione di anzianità pari all’80% della paga dopo 40 anni di contributi. La legge è stata ridotta a nulla, le pensioni si sono striminzite per successive riforme (Dini e Amato).

I diritti acquisiti, i cittadini, se li vedono togliere ogni giorno con tutte le scuse: la concorrenza globale, il debito pubblico, la crisi economica. Solo per voi politici queste scuse non valgono, per cui gli emolumenti, i vitalizi e tutti i privilegi scandalosi sono diventati non un mezzo, ma il fine della politica. Il motivo per cui ci si entra e non se ne esce più. Vogliamo parlare anche dei stipendi? In uno Stato legale, gli emolumenti devono essere trattati come rimborsi-spese, ossia voci che per definizione non sono diritti acquisiti. Invece, lorsignori li considerano stipendi e li difendono come fossero dei lavoratori sindacalizzati, meglio e più dei metalmeccanici (i meno pagati d’Europa). Ed allora al consigliere Bugaro chiediamo di lasciare stare quei soldi perché non sono suoi, ma di noi cittadini-contribuenti infinitamente più poveri. Faccia come i suoi omologhi inglesi e statunitensi, si comporti da “liberale” e da “liberista” come dice di essere, non si preoccupi del denaro pubblico, dei costosissimi privilegi e gli emolumenti da Sardanapali pubblici che eriditiamo ancora dalla prima repubblica, altrimenti le sue sono solo parole vuote, anzi visti i toni, da campagna elettorale che prontamente ha scatenato.



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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-10-2011 alle 17:30 sul giornale del 31 ottobre 2011 - 529 letture