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Eusebi (Idv): 'L’energia non abiterà più ad Ancona, l'Idv non ci sta'

Paolo Eusebi 3' di lettura Ancona 04/11/2011 -

Ecco, ora il piatto è davvero servito ma l'IDV non ci sta. Ora il sindaco e il pd di Ancona sono usciti allo scoperto: Prometeo sul mercato e le altre partecipate in una azienda unica.



Con Multiservizi ed altri pronti ad assorbire i gioielli di famiglia del capoluogo a due lire e senza colpo ferire, e con la colpevole complicità del sindaco e dell'attuale classe dirigente dorica che già hanno ceduto per ben due volte la Presidenza di Multiservizi, da sempre anconetana, per la prima volta nella sua storia. Pur essendo Ancona il socio di riferimento con oltre il 40%. Questo grazie alla colpevole assenza del sindaco e alla mancanza di strategia, ma soprattutto grazie ai grandi interessi che ruotano attorno alle partecipate. Interessi ai quali i soliti noti non vogliono affatto rinunciare, ma anzi incrementarli partendo proprio dal “sacco di Ancona” con la complicità del sindaco. In quest’ottica si sta chiaramente muovendo il neo-presidente di Anconambiente, l’uomo gratificato da Gramillano con denaro pubblico, il quale sta facendo ad Anconambiente ciò per cui è stato chiamato ovvero svendere la società al peggior offerente.

Fuori di metafora, da tempo l’IdV va denunciando certe mire di monopolio sull’intero ciclo dei rifiuti che come si sa movimenta personale e risorse economiche. Un grande business che vede battagliare pezzi del Pd (basti pensare alla probabilmente voluta inerzia di Gramillano ed alla conseguente decisione della Provincia di dirottare su Maiolati l’impianto di trattamento). Dietro a tutto questo c’è la sempre più scoperta regia di chi prospera alimentandosi della pochezza e della debolezza di Gramillano e quindi pensa di depredare ulteriormente il capoluogo e tutte le amministrazioni che non facciano parte del progetto scellerato. Nonostante che il PD di Ancona ha messo le carte sul tavolo, l'IDV fa appello affinchè si impedisca lo scempio ai danni di Ancona e dei piccoli comuni. Ora che Marchetti e, incredibilmente, anche Perilli si sono apertamente schierati per favorire il saccheggio delle partecipazioni di Ancona nelle aziende di servizi, chiediamo che almeno la partita venga diretta e non subita da Ancona, assieme agli enti locali partner ma senza subirne le scelte precostituite.

Altrimenti, altri brinderanno alle spalle di Ancona, in provincia e nella zona romagnolo-pesarese, perchè Ancona, con la sua debolezza, avrà consentito di acquisire i suoi “assets” migliori a prezzi di saldo. L’energia non abiterà più ad Ancona e tutta la filiera dei rifiuti e dei servizi pubblici di buona parte delle Marche sarà governata o meglio sgovernata da pezzi di un partito con il sistema dei controlli che potrebbe chiaramente saltare. Come già più volte ripetuto, l’IdV si metterà con tutte le sue forze di traverso affinché ciò non accada proprio per tutelare i legittimi interessi di Ancona, più in generale quelli dell’intera collettività marchigiana e la necessaria pluralità culturale di gestione. Tutto dovrà infatti avvenire nella massima trasparenza e non nelle più o meno segrete stanze di un partito, con manager politici che pensano di poter giocare la loro partita senza arbitro ma soprattutto senza spettatori.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 04-11-2011 alle 23:11 sul giornale del 05 novembre 2011 - 541 letture

In questo articolo si parla di politica

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