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Prevedere-Anticipare: 'Territorio e paesaggio tra trasformazione e pianificazione'

2' di lettura Ancona 03/11/2011 -

Dopo la tragedia che ha colpito Liguria e Toscana, complice il grave dissesto idrogeologico del nostro Paese, risulta ancora più urgente “prevedere e anticipare”: questo è il titolo del numero n. 1/2011 della rivista «Prisma. Economia società e lavoro» dell’Ires Marche, che è stato presentato nel corso di un incontro pubblico tenutosi venerdì 4 novembre alle 18 nell’Aula didattica della Mole Vanvitelliana di Ancona.



Presenti all'incontro su “territorio e paesaggio tra trasformazione e pianificazione” Claudio Centanni (Presidente regionale dell’INU - Istituto Nazionale di Urbanistica) ed Enzo Giancarli (consigliere della Regione Marche, estensore della Legge regionale sull’urbanistica), oltre ai curatori del numero, Massimo Sargolini e Michele Talia (docenti di Urbanistica dell’Università di Camerino). Presenti anche Gianni Venturi (Segretario Regionale della Cgil Marche), Gianluca Busilacchi e Patrizia David (direttori di «Prisma»). Di seguito un estratto dal numero in oggetto: Stiamo attraversando, come altre volte è avvenuto nella storia dell’umanità, una fase di mutamenti profondi e probabilmente irreversibili, che trasformano economie, società e culture ad un ritmo a cui fatichiamo ad abituarci. Anche le trasformazioni territoriali, che richiedono processi lenti e graduali, sono caratterizzate da condizioni di forte discontinuità che derivano da eventi traumatici (di crisi ecologica, politica, sociale ed economica) come quello che stiamo appena attraversando.

Un estratto di Prisma: Sta aumentando la nostra impronta ecologica e, con essa, il nostro debito nei confronti dell’ambiente; la flessibilità e le capacità rigenerative degli ecosistemi sono messe a dura prova, e la totalità dei processi antropici è ormai diventata una forza geofisica in grado di alterare processi naturali prima riservati esclusivamente alle leggi della natura. La strumentazione urbanistica ordinaria sembra però non attrezzata a gestire i profondi cambiamenti evocati, più concentrata sulla contemporaneità, poco interessata al futuro e poco propensa a gestire quegli sconfinamenti disciplinari essenziali per guardare oltre il primo orizzonte. Peraltro, le perturbazioni e l’incertezza determinati da mutamenti così repentini e imprevedibili sollecitano importanti cambiamenti anche nel campo della governance. Solo negli ultimi decenni, si stanno consolidando nuove concezioni che non considerano la “conservazione innovativa” un indebolimento dell’azione di tutela, bensì “un impegno rafforzato per la cura dell’eredità territoriale”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 03-11-2011 alle 19:46 sul giornale del 05 novembre 2011 - 522 letture

In questo articolo si parla di attualità, valerio cuccaroni

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