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Falconara: Sansò (Dc), 'Un dialogo monco e zoppo con la cultura e la pubblica opinione'

Democrazia Cristiana Marche 6' di lettura 10/11/2011 -

Crescono giorno dopo giorno gli interrogativi e ci accorgiamo che c’è poca voglia di svegliarsi. I dati ISTAT dicono che ci sono “poche eccellenze” e “molte carenze” e mentre i ns commercianti mormorano e si lamentano….la gente si sposta e va a fare acquisti “fuori città”. In questo “quadro d’insieme” tentiamo di esprimere dei concetti, di proporre dei quesiti e di fornire delle risposte più aderenti e consone allo stato della crisi in essere e allo stato delle cose coinvolgenti i “falconaresi” e la nostra città.



Oggi impera la mediocrità, mentre tra la gente serpeggia la rassegnazione:la cittadinanza sembra oramai abituata ad “accontentarsi”. Ci siamo appellati al turismo, lo vogliamo prospero, ma, a Ns modesto parere, dobbiamo prima convincere il turista che vale la pena venire dalle nostre parti, ma a quanto pare, ci siamo “gessati a fare i mediocri”. Abbiamo appreso di recente della forte crescita dello scalo di Ravenna, dei cospicui finanziamenti: in compenso “dorme” il Ns scalo dorico; il porto a noi vicino di Senigallia, alla foce del Misa, ha ampliato l’imboccatura, ha creato una nuova darsena turistica coinvolgendo anche il centro urbano e la spiaggia di “velluto” ha acquisito l’ennesima “bandiera blu”. Torna in mente il “piano di alienazione degli immobili militari” , il Decreto Legge n° 106 del 17 Giugno 2005 e il”diritto di prelazione” previsto per gli Enti locali. Il Comune di Falconara era coinvolto per 1)-l’area logistica esterna all’aeroporto di Falconara; 2)-per la Caserma Saracini; 3)-per il deposito munizioni (ex aeroporto di Falconara).

Il Comune vicino Montemarciano era coinvolto per il deposito isolato di carburante POL, sempre ex aeroporto di Falconara: ci domandiamo:cosa è stato fatto, cosa ancora si intende fare ? Abbiamo preso atto di “voli pindarici” con la partecipazione di “eminenze grigie “,di illuminati architetti che sono a suo tempo sbarcati sul suolo falconarese per “meglio urbanizzare” l’area ex Montedison con nuovi e più ampi insediamenti, ma nulla è accaduto. Si sono ipotizzate cattedrali nel deserto” senza rendersi conto che le ns infrastrutture sono sempre state esigue e irrilevanti e…irraggiungibili. Vogliamo essere “troppo ambiziosi”, sogniamo forse troppo e ad occhi aperti, vogliamo pensare in grande, ma il presente si punisce perché sono in essere solo incertezze e…molte sono le bugie. Abbiamo a suo tempo caldeggiato il “porto turistico”, ma ci siamo accorti”dopo” che per realizzare il “retrobanchina” con c’era spazio, salvo abbattere un centinaio di “casette” in quel di Villanova. Poi, ecco la carenza di adeguati collegamenti stradali, l’arretratezza di quelli ferroviari che ci condizionano tutt’oggi, ci penalizzano e ci mortificano e tali “fattori” sono poi alla fine determinanti per la competitività per il futuro del ns centro urbano. Come dimenticare altri disagi locali che penalizzano l’ambiente: l’inquinamento acustico proveniente dai mezzi di trasporto sulla Flaminia, la sicurezza e la vivibilità è così compromessa. Effetti deleteri che riducono l’offerta turistica balneare, che mortificano l’economia locale e….intanto crescono gli interrogativi e si moltiplicano le preoccupazioni :il Ns Raffaello Sanzio, sembrava ieri decollare poi ha ripreso a perdere colpi e la fiducia del marchigiano è venuta meno.

La concorrenza è sicuramente spietata, ma le nebulosità è talmente densa che nemmeno un nuovo sofisticato radar sarebbe in grado di fare chiarezza e poi ci lamentiamo se la stampa sottolinea che il 2) ns mare, antistante l’abitato di Falconara è “nero per le mucillagini”, per le schiume amorose, perché è inquinato. In compenso si tenta si seminare per attivare una politica basata sul dialogo con la cultura e la pubblica opinione, per così mietere successi e consensi nel prossimo futuro: un binomio che dovrebbe confermare nell’avvenire della ns città, la capacità di svolgere un ruolo fondamentale, un ruolo di traino per lo sviluppo dell’intero comprensorio falconarese. Falconara per poter tornare a vivere deve assolutamente rinnovarsi: quindi, i temi della casa, della riqualificazione urbana, considerata quest’ultima come un elemento strategico per il miglioramento complessivo della vivibilità del territorio, sono fattori determinanti ed essenziali su cui puntare per dare un futuro alla crescita della città di Falconara. Però la realtà di tutti i giorni mostra che siamo in un periodo di preoccupante incertezza decisionale e mancano oltretutto scelte “forti”, condivise e condivisibili in materia “politica-economica”. E’ uno scenario certamente inaccettabile; è uno scenario che vede l’indifferenza, la latitanza, il disinteresse della popolazione poiché avvilita. Molti sono gli spettatori passivi di una situazione in cui non si fanno “proposte concrete”, non si compiono scelte oculate con ritorni significativi per l’intera collettività, ma bensì si cerca di risolvere problemi proponendo di adottare “soluzioni tampone”, di nascondere verità ineludibili, di aggirare ostacoli divenuti insormontabili, trovando compiacenze per surrogati di comodo, capaci di lenire ,al momento, i dolori profondi di una malattia congenita che non si vuole riconoscere per “strategia politica”. A FALCONARA MANCA IL DIALOGO CON LE ISTITUZIONI, manca il VERO CONFRONTO DEMOCRATICO CON L’OPINIONE PUBBLICA, con gli attori che operano sul territorio, sul mercato e non c’è scambio di opinioni sui temi salienti, non solo economici, ma anche sociali e culturali.

La sfida che oggi si intende porre sul tappeto, attingendo al binomio “ dialogo con la cultura e la pubblica opinione” appare MONCO e ZOPPO” perché privo della capacità di base di coniugare in modo efficace il “processo di crescita futura della ns città con la valenza e l’efficacia dell’idea progettuale, con la valenza finale e le opere da realizzare.” Non si possono tacere i risultati scadenti di “verità acrobatiche” che ci fanno vedere le cose dall’alto: possono sfuggire i primi dettagli, ma alla fine si riescono comunque ad afferrare meglio. Ai cittadini falconaresi si fa sapere quello che il “potere vuole”, quello che fa comodo, quello che porta acqua al proprio mulino e….non ci si riferisce solo al potere politico, ma anche a quello economico, finanziario, culturale e diciamo….pure artistico. Crediamo di poter affermare che ogni soluzione è buona e giusta quando nessuno può onestamente contestarne la bontà e l’utilità sociale.

Oggi, la Ns città di Falconara torna a chiedere di “tradurre idee e iniziative valide, costruttive e mirate” quando accompagnate da creatività, sensibilità sociale e ritorni significativi per l’intera collettività” in OPERE CONCRETE con la collaborazione di chi progetta e di chi costruisce il “prodotto finito”. Falconara non può ancora una volta appoggiarsi alla sola finanza creativa di un unico soggetto, all’abilità del “ professionista” e/o del “laederino” di turno, perché alla fine dei conti, quest’ultimi, non tornando, possono deludere la sue stesse aspettative e quindi le speranze dell’intera comunità. Concludendo, la creatività auspicata, cercata, richiesta e caldeggiata dal Castello ,a cui i membri del governo cittadino intendono appoggiarsi con in testa il Podestà, è una genialità che produce una serie di interrogazioni, molti timori e pericoli e …quando “latitante” la chiarezza, altera anche le percezioni e gli equilibri del buon padre di famiglia che NON VEDE ORIZZONTI DI PROSPERITA’ e BENSSERE PER SE, PER LA SUA FAMIGLIA E PER IL TERRITORIO IN CUI VIVE ED OPERA.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-11-2011 alle 01:25 sul giornale del 10 novembre 2011 - 454 letture

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