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comunicato stampa

Eusebi (IDV): 'Gramillano è ormai disperato'

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In questi giorni le cronache locali sono ricche di notizie relative al governo ed alla funzionalità operativa del Comune capoluogo. Ci sono ipotesi di lavoro, indiscrezioni sul bilancio dell’ente, sulla maxivariante ed ovviamente sul possibile mercato di riparazione che il poltronista Gramillano, socio alla pari con il vetero comunista e con l’apista opportunista Perticaroli, starebbe conducendo per sopravvivere a se stesso sulla pelle della città.

Insomma un vero e proprio suk arabo che non fa onore a nessuno, fermo restando che tutti hanno la libertà di poter cambiare opinione e quindi casacca. Il dagli all’untore di manzoniana memoria, o il dagli al traditore o al voltagabbana di più recente berlusconiana memoria non aiuta di certo a risolvere i problemi.

Fatta questa premessa, quale segretario cittadino dell’Italia dei Valori ritengo doveroso intervenire brevemente sia analizzando l’aspetto politico che quello prettamente legato alla organizzazione dirigenziale del Comune.

Partirei dalla politica anche perché nel valzer dei nomi fatti, alcuni sono proprio dell’IdV. Non mi sento infatti di giudicare scandaloso il fatto che il sindaco nella sua solitudine, nella sua disperazione e con il disastro operativo che ha creato abbia potuto contattare l’ex vicesindaco Marcello Pesaresi o l’ex presidente di Anconambiente Gianni Giaccaglia, il quale ultimo ha già risposto picche. Si sa bene che la disperazione fa fare cose assolutamente surreali ma nel clima politico in cui il Paese e la città sono immersi non c’è da stupirsi di nulla o quasi.

Non vedo questi amici, ne nessuno dei consiglieri nel ruolo di super voltagabbana, impegnati in un triplo salto con avvitamento alla Stefania Cagnotto. E se per assurdo così fosse, i problemi di Gramillano e quelli della città non si risolverebbero affatto, anzi si complicherebbero assai. Ancona ha unicamente bisogno di una giunta stabile con un programma vero, cadenzato da impegni e tempi precisi e non potrebbe essere lo Scilipoti di turno a cambiare una situazione diventata oramai drammatica. Ci vuole un governo stabile, dunque. Un governo vero che soli i cittadini possono indicare andando alle urne in primavera dopo ovviamente che Pd, IdV, Udc, PS avranno definito una ragionevole e veloce exit strategy per Gramillano ed il suo esecutivo.

Dopo la politica, l’organizzazione. Da oltre un anno l’IdV ha posto con forza il problema dell’assetto interno della macchina comunale, partendo proprio dai dirigenti. Abbiamo chiesto in tempi non sospetti di rivedere appunto l’intero assetto dirigenziale. Allora ci hanno dato dei lottizzatori, ora è la giunta stessa a gettare la croce sui dirigenti che sarebbero, a giudizio dell’esecutivo, in buona parte colpevoli della debacle amministrativa sotto gli occhi di tutti. Ecco, l’IdV, pur riconoscendo l’esigenza di metter mano seriamente alla riorganizzazione dell’ente sottraendola all’attuale assessore ed all’attuale inconsistente segretario generale, ritiene che nel complesso la classe dirigente dell’Ente sia di buona caratura e non vada quindi in alcun modo dileggiata ma è evidente che mancando la politica, Palazzo del Popolo è come un’auto senza pilota. E non servirebbe proprio a nulla andare a farsi carico di un direttore generale che costerebbe decine e decine di miglia di euro (avevamo “urlato” che si doveva fare di tutto per trattenere Gazzetti, ora i fatti ci danno ragione) se prima non si interviene sul pilota e sulla sua scuderia.



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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 15-11-2011 alle 23:44 sul giornale del 16 novembre 2011 - 707 letture