Falconara: Dc, 'Inquinamento. Il frastuono del silenzio'

Democrazia Cristiana Marche 5' di lettura 10/12/2011 -

Non possiamo stare zitti quando certe cose si sanno, quando sappiamo che la salute pubblica può essere posta in gioco, quando i rischi sono reali per tutta la popolazione, quando ancora si tace volutamente per strategia e/o incapacità, superficialità e negligenza: intendiamo parlare di nicarbizina, della tossina DSP e delle polveri di amianto.



Il problema che andiamo a trattare si trascina insoluto da oltre dieci anni nonostante Ns ripetuti solleciti verbali, epistolari richiedenti l’interessamento di Organi “Amministrativi” Comunali, Provinciali e Sanitari ecc., ecc.: nulla si è ottenuto, nulla in sostanza è stato fatto per ovviare ad un problema molto serio. Parliamo dei piccioni terraioli che stazionano indisturbati da decenni in vari siti della ns città, sotto le arcate del ponte di via Italia, prospiciente il Parco Kennedy, in Piazza Mazzini, a Palazzo Bianchi ecc.ecc. Orbene a suo tempo il Centro Aziendale Multiservizi ha servito ai piccioni terraioli sul “piatto d’argento” un certo nutrimento :il mais trattato con nicarbizina. Come ben si sa da tempo, i piccioni sono un serio problema che è diventato insopportabile per tutti i dodici mesi all’anno, sia durante l’estate che nell’inverno. In estate i piumini, il fetore acido, il timore dei parassiti, la fermentazione del guano in ogni dove, la presenza di insetti, moscerini, mosconi ecc. permanendo le finestre aperte per il ricambio d’aria negli ambienti degli immobili vicini alla struttura del ponte di via Italia, habitat dei piccioni terraioli, “innesca uno stato di pericolo per la salute dei residenti”, a parte poi i danni emergenti ai tendoni parasole che vengono lordati pesantemente dal guano per cui ogni anno scatta la dovuta, necessaria, puntuale pulizia e la manutenzione dell’impianto di sollevamento.

Durante il periodo invernale il problema si riproporne perché i piccioni cercano riparo in zone più calde, meno ventilate, per cui usufruiscono dei balconi dei fabbricati vicini, spargendo guano sulla pavimentazione delle terrazze, sui davanzali delle finestre, tra le piante e i vasi posti sui balconi stessi ecc.ecc. Il Servizio Igiene Ambientale,più volte chiamato in questi ultimi anni, ha sempre demandato all’Amministrazione Comunale la “dovuta organizzazione” per disinfettare e disinfestare l’habitat consueto dei piccioni e la zona del loro “pascolo”, ma… il frastuono del silenzio del Castello si è accompagnato spesso e volentieri con la latitanza degli “organi prepostiI”: ottenere la pulizia triennale dell’area inquinata dal guano ha richiesto pazienza, tanta pazienza e…ancora molta pazienza non senza ripetuti solleciti palesando possibili azioni giudiziarie. La nicarbizina, citata come anticoncezionale è un prodotto o meglio un antibiotico “dannoso per la salute umana” : la nicarbizina, losalocide, dimetridazolo sono usati per controllare i parassiti intestinali nei volatili. Il Rapporto Soil Association (Organizzazione Britannica per la Promozione dell’Agricoltura Biologica) indica come tossici questi farmaci perché sono in grado di procurare tumori, malformazioni e attacchi cardiaci. La zecca può essere un vettore idoneo alla trasmissione del morbo del Lyme, se la toxoplasmosi non è da sottovalutare, se la salmonella non è “trascurabile” per l’uomo, se i loro escrementi sono aggressivi per la città e sono responsabili di un accelerato degrado dei corpi di fabbrica, la nicarbizina negli escrementi, quando questi resi disidratati dal caldo, quindi polverizzati, trasportati dal vento ovunque e inalati conseguentemente, è dannosa per la salute umana come sostengono i responsabili del Veterinari Medicines Directorade. Ci domandiamo: perché l’Amministrazione Comunale non ha ancora provveduto e non provvede per tempo per eliminare definitivamente il gravissimo problema invece di minimizzare e/o producendo un’assordante frastuono del silenzio ? Anche il problema delle tossine DSP sembra essere andato “snobbato”. Il DSP è una tossina che può provocare “intossicazioni molto serie” quando viene ingerita con il consumo dei “crostacei”.

Falconara ha vietato diverse volte la pesca dei “mitili”o meglio della così dette “ cozze” però spesso e volentieri fuori tempo così che queste sono state puntualmente pescate, ugualmente servite e portate a tavola. Ben ricordiamo i Comuni di Stirolo e Numana, che accortisi del problema hanno preso le dovute precauzioni ei provvedimenti conseguenti mentre a Falconara si sono consumati molluschi in tutta tranquillità e in “rigoroso silenzio”. Noi ricordiamo che esiste un Decreto 31 Luglio 1995 che recita che devono essere metodiche le analisi per la determinazione dei coliformi fecali, Escherichia coli, salmonelle, biotossine algali PSP, biotossine DSP, del mercurio e del piombo nei molluschi bivalvi. Ben ricordiamo altresì che il Ministero della Sanità ha emesso in merito un Decreto Legislativo determinante le metodologie delle analisi ben rappresentando 60 diverse epatotossine microcistine, suddivise in 10 tabelle ,specificando effetti dannosi e deleteri per la fauna ittica e per l’uomo. Ancona una volta il “frastuono del silenzio” è stato eclatante.

Forse si è trattato e si tratta di un modus operandi tutto speciale, forse è sola nonchalance giusto per far passare il “momento” anche se gli sversamenti di liquami sono sembrati comunque attivi viste le presenze assidue delle colonie dei coliformi fecali. Cosa dire poi dell’amianto, delle polveri che vengono sparse nell’aria falconarese provenienti dalla coperture degradate dei Ns edifici in ambito urbano e in periferia? Le polveri di amianto possono causare gravi malattie, come il mesotelioma- neoplasia del mesotelio, cellule che rivestono le cavità sierose del nostro corpo- e tumori a polmone, laringe, ovaio, peritoneo, pericardio, testicoli, colon retto, stomaco e faringe. Ricordiamo che ogni anno in Italia l’amianto uccide 3.000 persone e a quasi 20 anni dalla messa al bando della sostanza, restano in Italia ancora 32 milioni di tonnellate da smaltire. Lungo il periodo di latenza del mesotelioma, pari a 20-40 anni. Sono dati che dovrebbero far riflettere le nostre Amministrazioni, ma la latitanza nel merito è elefantiaca e Falconara non si sottrae a tale ennesima incuria. In Falconara sono diversi gli edifici che hanno coperture in lastre di eternit che contengono amianto, che sono oggetto di degrado, di sfarinamento per cui la volatilità delle scorie è cosa certa quindi il tutto diventa pericolosissimo: l’Ente cosa ha fatto sino ad ora decorsi 20 anni dalla messa al bando dell’amianto ? Di concreto, che si sappia, niente.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-12-2011 alle 16:01 sul giornale del 12 dicembre 2011 - 813 letture

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