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Antonio Pappano e Luigi Piovano hanno fatto sognare le Muse

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La grande musica da camera è tornata sabato scorso padrona del palco delle Muse. Nella già ricca stagione lirica e concertistica del capoluogo dorico si è infatti inserita l'esibizione di due straordinari artisti: Antonio Pappano al pianoforte e Luigi Piovano al violoncello.

Musicisti entrambi di eccezionale caratura, riconosciuti e richiesti a livello internazionale, dal 2007 hanno dato vita all'esperienza del duo camerale. La comune sensibilità, sviluppata anche nel campo della direzione d'orchestra, ha cementato un'affinità rara e intensa che si dispiega nell'interpretazione delle partiture.

Il programma era quanto mai suggestivo: due sonate di Cirri e Brahms, passando per una sonata di Beethoven e due romanze di Martucci, in pratica una sontuosa scelta di quanto l'Ottocento ha detto riguardo alla musica da camera.

Le sonorità scure del violoncello si sono armoniosamente fuse con i morbidi arpeggi del pianoforte, in un crescendo di colori e suggestioni particolarmente apprezzate dal pubblico.

La drammaticità di Brahms, la genialità delle pause e dei movimenti ideati da Beethoven, i fraseggi eleganti di un Cirri sicuramente da riscoprire e infine la poesia sonora di Martucci che tanto ricorda la maniera di Liszt: tante sono le cifre proposte dal concerto di Pappano e Piovano, che ci auguriamo di rivedere presto con altre splendide pagine del loro repertorio cameristico.



Questo è un articolo pubblicato il 26-02-2012 alle 22:57 sul giornale del 27 febbraio 2012 - 645 letture