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comunicato stampa

Falconara: arriva fino al 4 marzo la mostra della Collezione Artemisia

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La mostra Artisti della Collezione Artemisia alla Biennale di Venezia 2011 nel 150° dell’Unità d’Italia vuole dichiaratamente essere un omaggio ai 150 anni dell’unità del nostro Paese attraverso le opere di quegli artisti italiani contemporanei che, presenti nella collezione della Galleria Artemisia Arte Contemporanea di Falconara, hanno preso parte all’ultima edizione – quella della primavera/estate 2011, che appunto cade nel centocinquantesimo anno dell’Unità – della manifestazione tutta italiana – nella sede e nella storia – dedicata all’arte contemporanea tra le più importanti del panorama internazionale: la Biennale di Venezia.

La mostra Artisti della Collezione Artemisia alla Biennale di Venezia 2011 nel 150° dell’Unità d’Italia vuole dichiaratamente essere un omaggio ai 150 anni dell’unità del nostro Paese attraverso le opere di quegli artisti italiani contemporanei che, presenti nella collezione della Galleria Artemisia Arte Contemporanea di Falconara M. (An), hanno preso parte all’ultima edizione – quella della primavera/estate 2011, che appunto cade nel centocinquantesimo anno dell’Unità – della manifestazione tutta italiana – nella sede e nella storia – dedicata all’arte contemporanea tra le più importanti del panorama internazionale: la Biennale di Venezia.

Nata nel 1895 come stimolo all’attività e al mercato dell’arte nella città di Venezia e nello stato italiano unificato, la Biennale d’arte di Venezia è infatti oggi la rassegna espositiva periodica internazionale più datata e più prestigiosa per l’atmosfera suggestiva della laguna, la qualità della commissione, la diffusione delle nuove tendenze, l’emancipazione degli artisti emergenti e la conferma di quelli ormai riconosciuti dalla critica, tanto che l’invito per esporre alla Biennale è considerato dagli artisti italiani e stranieri una vera e propria consacrazione del proprio lavoro, nonché una preziosa occasione per accedere a una vetrina internazionale. La Galleria Artemisia Arte Contemporanea dal 1996 attiva sul territorio la possibilità di avvicinare le esperienze artistiche contemporanee di riconosciuto spessore artistico-culturale inquadrandole in un contesto di corretta fruizione e con un taglio pedagogico, ponendo particolare attenzione alle poetiche legate alla pittura figurativa nella sua trasversalità e diversità di forme tra vari contesti artistici, in particolare indagata nei risvolti delle neo-avanguardie dagli anni Sessanta in avanti.

E sono per la maggior parte riconducibili a tali ambiti gli artisti selezionati per la presente mostra, scelti tra quelli di cui la Galleria Artemisia si è occupata nel corso della sua pluridecennale attività attraverso mostre e pubblicazioni, i quali sono stati individuati sulla base della loro partecipazione alla Biennale indistintamente a Venezia o nelle sedi regionali del Padiglione Italia, secondo il progetto del curatore Vittorio Sgarbi di “allargare il Padiglione Italia dell’Arsenale di Venezia oltre il suo perimetro naturale seguendo il metodo non aut aut ma et et”.

La mostra presenta così opere ascrivibili ai diversi movimenti artistici che nel corso del Novecento si sono confrontati con istanze figurative pur nella diversità degli esiti, dei mezzi espressivi e degli intendimenti finali. Valerio Adami e Giosetta Fioroni sono riconducibili alla Pop Art italiana concretizzatasi nella Roma della Scuola di Piazza del Popolo negli anni Sessanta/Settanta; Sandro Chia, Enzo Cucchi e Mimmo Paladino sono invece tra gli esponenti della Transavanguardia, movimento presentato nel 1980 da Achille Bonito Oliva proprio alla Biennale di Venezia, che, riconoscendosi nella definizione di post-modern, opta per un ritorno alle forme pure, ai mezzi espressivi tradizionali come il colore e la tela, nonché a una nuova figurazione memore però di tutte le esperienze artistiche precedenti.

Stefano Di Stasio, Paola Gandolfi, Carlo Maria Mariani e Carlo Bertocci sono invece tra gli artisti definiti “Anacronisti” da Maurizio Calvesi in virtù di un’istanza di ritorno alla storia dell’arte nei temi e nei modi, e sono gli stessi che insieme ad altri, come Bruno D’Arcevia, Andrea Granchi e Luigi Ontani, saranno successivamente presentati come “Pittori colti” da Italo Mussa per l’immobilità arcadica, neoclassica, delle loro opere. Ascrivibile a tale filone è poi anche il lavoro del marchigiano Stefano Tonti, la cui pittura è pervasa dalle forme della classicità e restituisce la nostalgia della bellezza attraverso il frammento e la citazione di forte impronta poetica. Piero Pizzi Cannella fa invece parte del collettivo che fa capo all’ex pastificio “Cerere”, la Scuola di San Lorenzo in Roma, nella cui opera attraverso anche gli oggetti della più disarmante quotidianità alludono a realtà segrete, simboliche, quasi esoteriche. Pensatori autonomi risultano invece essere Piero Guccione e Nino Longobardi: il primo impegnato con una figurazione ai limiti dell’informale che trasporta sulla tela sentimenti e memorie, il secondo da sempre concentrato sullo studio della figura umana che procede verso una più accentuata scarnificazione fino ad approdare a una sorta di nuovo minimalismo.



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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-02-2012 alle 18:23 sul giornale del 27 febbraio 2012 - 737 letture