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comunicato stampa

Camerata Picena: primo comune in provincia a celebrare ufficialmente il 21 marzo

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Si è svolto mercoledì mattina alle ore 9.00 un Consiglio Comunale straordinario per celebrare la Giornata della Memoria e dell’impegno per ricordare le vittime innocenti di tutte le mafie. Al Consiglio, aperto a tutta la cittadinanza, hanno partecipato i ragazzi della scuola secondaria di primo grado, gli insegnanti e Francesco Coltorti di Libera Jesi.

Il 21 marzo, primo giorno di primavera, è il simbolo della speranza che si rinnova ed è anche occasione di incontro per parlare di legalità e di impegno civile. La giornata della memoria e dell’impegno ricorda tutte le vittime innocenti delle mafie , semplici cittadini, magistrati, giornalisti, appartenenti alle forze dell’ordine, sacerdoti, imprenditori, sindacalisti, esponenti politici, amministratori locali morti per mano delle mafie solo perché con rigore e coerenza, hanno compiuto il loro dovere. Il Sindaco ha introdotto il Consiglio rinnovando la forza del progetto di educazione alla legalità democratica portato avanti nelle scuole con la collaborazione di Libera.

Penso che il termine più adatto per descrivere la cornice entro il quale si muove il nostro progetto, ha detti Paolo Tittarelli, sia “condivisione”. Gli obiettivi essenziali possono così sintetizzarsi:

- condividere la consapevolezza Il fenomeno della criminalità organizzata non è quello che vive nell’ immaginario collettivo e, soprattutto, è molto più vicino a noi di quanto non ci venga rappresentato. Criminalità organizzata significa non solo omicidi, pizzo, spaccio di stupefacenti, sequestri di persona. Significa anche corruzione, devastazione del territorio, avvelenamento dell’acqua, dell’aria e della terra e vite dominate dall’arbitrio e dalla prepotenza, negazione dei diritti e della dignità. Significa circolazione dei fiumi di denaro sporco che, una volta riciclato, vanno a condizionare la sopravvivenza e le scelte del nostro sistema produttivo.

- condividere la responsabilità La risposta a questo fenomeno che tocca, anche se a volte non lo percepiamo, la dobbiamo trovare anche e soprattutto nei nostri comportamenti quotidiani. Le mafie si combattono soprattutto riconoscendo e difendendo la dignità dell’altro, garantendo a tutti gli uomini e a tutte le donne – senza distinzione alcuna - lavoro, casa, cura e istruzione. Dobbiamo sentirci responsabili di questi obiettivi e dobbiamo agire di conseguenza senza compromessi e senza mezze misure; una società che combatte per eliminare il bisogno, l’ingiustizia e l’indifferenza è il peggiore nemico delle mafie.

- condividere la speranza Accanto alla consapevolezza della pericolosità del fenomeno, ed alla responsabilità collettiva e civile di contrastarlo, il nostro percorso si prefigge di condividere anche la speranza. Una speranza che non è astratta come quella discussa solo sulle monografie dei filosofi e dei sociologi. Ma una speranza che è scritta nella esistenza e nell’impegno di tanti giovani, di tanti uomini e donne in carne ed ossa che nelle nostre scuole ed in ogni angolo dei nostri territori spiegano, con la pulizia e l’immediatezza delle parole semplici, il valore della giustizia e del rispetto dell’altro.

Francesco Coltorti di Libera Jesi ha poi sottolineato che Camerata Picena è, nella provincia di Ancona, il primo Comune a celebrare il 21 marzo per ricordare le vittime delle Mafie e ha ringraziato l’Amministrazione comunale per avere fatto da apripista e per avere con gioia e forza adottato il progetto LEGALITÀ DEMOCRATICA che ha ancora davanti a sé molte tappe importanti.

Martedi prossimoi ragazzi della scuola secondaria, classi seconda e terza, andranno in gita a Isola del Piano per vedere con i propri occhi un bene confiscato alla Mafia nelle Marche. I ragazzi saranno accompagnati, oltre che dagli insegnati, dal dirigente scolastico, dal Sindaco e dagli amministratori.

Il Consiglio si è concluso con la lettura dei 900 nomi delle vittime della mafia e con un applauso lungo e pieno di commozione per non dimenticare chi è morto per compiere il proprio dovere.

A ciascun ragazzo è stata consegnata una copia del libro di Don Luigi Ciotti LA SPERANZA NON È IN VENDITA.



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-03-2012 alle 00:24 sul giornale del 23 marzo 2012 - 548 letture