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comunicato stampa

Villa Igea, Fp Cgil: 'Quali esuberi se si dispongono salti delle festività e cambi di orario?'

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Fp Cgil

La chiusura del punto nascita di Villa Igea che era stato descritto come un possibile elemento di difficoltà per la casse della clinica Anconetana, si sta in realtà trasformando, dopo il recente avvio dell’ortopedia e la possibilità di avviare il “percorso nascite”, in una ulteriore ottima opportunità per la struttura.

Un bell’affare dunque.... se non fosse però che la Direzione della Casa di Cura, nonostante si stia profilando il mantenimento del budget complessivamente assegnato alla struttura per finanziare il “percorso nascita” e la ginecologia, ha paventato, incomprensibilmente, la possibilità che la chiusura del punto nascita possa determinare un “esubero” di due unità ostetriche su sei attualmente in servizio.

La dichiarazione dell’azienda in merito ai possibili esuberi, che arriva appena otto mesi dopo i tre licenziamenti della scorsa estate per il buco di 1.400.000 euro di extrabudget determinato da una cattiva programmazione dell’attività ortopedica, grida vendetta.

Ma quali esuberi? In realtà la CGIL, da sola, dal momento in cui fu avviata l’ortopedia, al ritmo di 115 interventi ogni 60 giorni, ha iniziato a denunciare una pesantissima carenza di personale, dovuta sia all’incremento dei carichi di lavoro del reparto di ortopedia, sia alla mancata sostituzione del personale cessato, sia alla pesante scopertura di organico esistente presso il reparto dei Disturbi del Comportamento dell’Alimentazione (DCA), (che costa al servizio sanitario regionale 270.000 euro all’anno) per il quale però la Casa di Cura non prevede clamorosamente infermieri in turno, ne di mattina, ne di pomeriggio, ne di notte.

Per questi pazienti Villa Igea assicura infatti la presenza in turno di una sola OSS di Mattina, una di Pomeriggio e nessun operatore di notte quando entra in funzione un impianto di videosorveglianza.

Possibile che la CGIL lamenti una carenza di organico producendo anche dati concreti che dimostrano, al di la di ogni dubbio, la continua diminuzione di personale ed il continuo incremento dei carichi di lavoro e Villa Igea paventi gli esuberi di personale nonostante i continui aumenti di budget ricevuti? (l’ultimo pari a 300.000 euro).

Possibile che la casa di cura parli di possibili esuberi di personale e contemporaneamente la Direzione Sanitaria emani ordini di servizio in base ai quali per “improrogabili esigenze di servizio” si dispongono salti delle festività a qualche operatore per garantire il riposo ad altri?

Delle due l’una, o Villa Igea è in difficoltà perché viene chiuso il punto nascita o non lo è perché la regione garantisce il mantenimento del budget per il “percorso nascita” e la ginecologia. O ci sono gli esuberi di personale o, come sostiene la CGIL, il personale in servizio è talmente così poco, da dover costringere la Direzione Sanitaria a ricorrere agli ordini di servizio per assicurare il normale godimento dei riposi, e la copertura di turni che altrimenti rimarrebbero scoperti.



Fp Cgil

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-04-2012 alle 13:48 sul giornale del 06 aprile 2012 - 738 letture