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Falconara: Sansò (Dc) 'Quando si mette il naso nel Bilancio...'

Democrazia Cristiana Marche 4' di lettura 04/07/2012 - Quando si mette il naso nel Bilancio di una qualsiasi Azienda e/o Ente, nascono sempre dei punti interrogativi: così succede anche nel Bilancio emesso dall’Amministrazione Brandoni.

Forse: stà di fatto che il “modus operandi” adottato dall’Amministrazione Brandoni è motivo di un “apprezzamento risentito di disapprovazione e/o di biasimo”. Come pensare di assumere “dirigenti in pianta stabile”? Come pensare di assegnare la gestione dei parcheggi ad una Società per venticinque anni? Come pensare di escogitare di predisporre aree di parcheggio per un numero spropositato di posti auto, dove il bisogno? Come pensare di distruggere un “vialetto “storico e simbolo per Falconara posto tra la Flaminia e la ferrovia per ricavare una modestissima area con un numero esiguo di posti auto? Come pensare di ancora spendere i soldi pubblici per”onorare” un contratto di locazione (immobile di via Roma) quando quest’ultimo facilmente risolvibile?

Come non usare locali “comunali disponibili e/o invenduti “per ubicare gli uffici demografici ed elettorali? Sono domande che esigono risposte che sino ad oggi non ci sono state. Sicuramente pesa molto al Sindaco Goffredo Brandoni fare “marcia indietro” e dichiarare di non essere più in grado di amministrare Falconara quindi accettare “ il dissesto finanziario”: ci domandiamo fino a quando può continuare a recitare la farsa vestendo la maschera “goldoniana” e quanto sia corretto esercitare il potere “fingendo di servirlo” per rispondere alle necessità della collettività. Il tentativo di sanare il Bilancio si è rivelato una “pia illusione”: si è detto alla pari, poi, la contabilità è apparsa lacunosa ed infine sono maturate passività per cui sino all’ultimo minuto è stata proposta una rappresentazione ingannevole, forse anche più perniciosa perché si è cercato di dominare la comunità falconarese, di comunque aggiogarla al proprio carro, di renderla “docile”, conciliante, succube alle proprie mire, ai propri disegni, ai sogni pindarici di una ripresa che non c’è mai stata, ad un futuro roseo che roseo non sarà, sicuramente intriso di grandi e pesanti sacrifici per tutta la collettività falconarese.

Non facciamoci illusioni: il dissesto finanziario è sempre dietro l’angolo, ma ciò che disorienta è il comportamento della Giunta che colpita dalla cecità congenita, declama ancora oggi i passi della relazione sugli equilibri di Bilancio e sui debiti fuori esercizio, esprimendo propositi “irrazionali”, preventivi di spesa deliranti, auto-celebrandosi quale “paladino” dell’assestamento finanziario futuro di Falconara, incensando i suoi adepti subito pronti e disponibili a dimostrare di voler superare con coerenza a determinazione la “choc del Bilancio in rosso”. Ma come ben sappiamo, le teste illuminate non brillano di luce propria e neanche di luce riflessa e l’aspetto cimiteriale del degrado politico, economico, finanziario e sociale non è solo un incubo eclatante, ma una tragica realtà frutto di una politica del centrodestra sbagliata, divenuta superata e stantia. Sono state indicate prossime, necessarie decisioni impopolari, prossime pesanti sofferenze a scapito delle tasche dei cittadini falconaresi, giusto per far fronte ad eredità fallimentari: la colpa è sempre però di “quelli che c’erano prima“.

Noi crediamo che il tempo sia galantuomo e ritorna per giustizia a castigare coloro che hanno pesantemente errato :le risorse per mantenere le promesse sono sfumate e al Sindaco Brandoni non rimane altro che fare un esame di coscienza. Ha preso in mano una patata bollente che ha prodotto ustioni profonde, che ha bruciato il passato, il recente ed ora il presente, che ha mortificato piccoli e grandi uomini, patetiche vanità, rudi scaltrezze, subdole ipocrisie, sofismi dialettici per dire e non dire, squallidi compromessi, spavalde prosopopee, untuosa codardia e miserabili affanni di incapaci. Oggi possiamo dire, stando agli ultimi fatti e misfatti che si è aperta la strada per la “Caporetto” non solo di Brandoni, ma di tutti i suoi amici: se sul Piave l'Italia conobbe il suo Risorgimento, sull’Esino, all’ombra del Castello, Brandoni e la sua “armata brancaleone” concluderà presto la sua storia.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 04-07-2012 alle 00:12 sul giornale del 04 luglio 2012 - 762 letture

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