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Natali e Zinni, 'Il reparto di Nefrologia rischia di non dare più risposte ai malati'

Giovanni Zinni 2' di lettura Ancona 10/07/2012 - “La sanità rappresenta per la Regione Marche la spesa più consistente. Questo porta a pensare che il servizio sia gestito nel miglior modo possibile, che il malato sia cioè al centro di una politica che non sia solo di congruità economica ma che sappia anche tenere conto delle necessità e delle priorità. Ma non è così e la risposta che martedi l’Assessore alla Salute, Almerino Mezzolani ha dato alla nostra interrogazione dimostra come la virtuosità marchigiana, declamata ovunque, sia talvolta finta.”

Così esprimono il oro dissenso i Consiglieri regionali del Pdl, Giulio Natali e Giovanni Zinni, in merito alla risposta data, martedi (10 luglio) in Consiglio regionale, alla loro interrogazione nella quale mettevano in evidenza l’assurdità dell’azione regionale nei confronti della pratica chirurgica degli accessi vascolari, un intervento cui devono sottoporsi i nefropatici per eseguire la dialisi.

Le preoccupazioni dei Consiglieri regionali nascono dal fatto che questa tipologia di malati, proprio per essere dializzati, devono essere sottoposti a un intervento che viene fatto nel “Centro di riferimento regionale ad alta specializzazione” dell’Azienda ospedaliera di Torrette che ora vogliono trasformare in “attività istituzionale”.

“L’Assessore è superficiale e sordo”. Hanno affermato i due Consiglieri che con dati alla mano hanno dimostrato come oggi il personale sia pagato a ore invece che a numero di prestazioni e che se si assumono medici e infermieri senza formarli non serve a nulla in quanto questi non saranno in grado di eseguire interventi tra cui quelli fistolari.

I nefropatici poi, dovendo passare dal Centro di riferimento a una Struttura istituzionale saranno costretti a rientrare in una lista di attesa in cui saranno presenti anche tutte le altre tipologie di malati che hanno bisogno di questo intervento. Un’attesa che in certi casi potrebbe portare enormi difficoltà per chi vive solo se si sottopone a dialisi. Va inoltre evidenziato che se l’intervento non è eseguito subito può portare a conseguenze che costringono il malato a continui e ripetuti interventi con un conseguente aggravamento dei costi sanitari.

“Vogliamo il ripristino della precedente organizzazione – concludono i Consiglieri del Pdl - come stabilito dalla delibera approvata tre anni fa a parità di spesa. 300 mila euro si possono spendere bene o male. Ieri si spendevano bene oggi si spendono male.”


da Giovanni Zinni
Consigliere Regionale PdL




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-07-2012 alle 22:18 sul giornale del 11 luglio 2012 - 714 letture

In questo articolo si parla di politica, giovanni zinni, giulio natali

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