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Interporto Marche: Pesaresi, le Piattaforme Logistiche Territoriali come strumento di sviluppo

Roberto Pesaresi, presidente di Interporto Marche Spa 2' di lettura Ancona 19/07/2012 - La strategicità del sistema dei porti italiani per l’economia e le potenzialità di un settore forse per troppo tempo sottovalutato, stanno acquisendo finalmente nuova centralità nell'agenda politica con il via libera della Camera dei Deputati alla legge quadro in materia di “interporti e piattaforme logistiche territoriali” oltre al testo della nuova legge sui porti che riforma le Autorità Portuali, attualmente in discussione al Senato.

Il nuovo presidente di Assoporti Luigi Merlo, nel suo discorso di insediamento, ha posto giustamente l'accento sull'importanza del settore per la crescita dell'Italia, con specifico riferimento allo sviluppo della logistica e del trasporto delle merci.

Deve essere però colta l’opportunità storica, evitando dannose contrapposizioni, della contemporanea discussione al Senato delle due leggi di riforma. L’impostazione non può che essere quella delle “Piattaforme Logistiche Territoriali”, previste nel testo di riordino della normativa degli interporti approvato dalla Camera.

La bozza di legge individua le modalità di coordinamento tra i nodi infrastrutturali, modalità che potranno variare da Piattaforma a Piattaforma in ragione della tipologia dei nodi della rete coinvolti e della loro influenza sul territorio di riferimento, ferma restando la tecnica trasportistica “collante”, l’intermodalità/co-modalità.

Nel contesto marchigiano abbiano già avviato la sperimentazione della Piattaforma Logistica delle Marche anticipando di fatto le nuove previsioni normative.

Purtroppo il vero problema è quello della integrazione tra i porti, particolarmente sentita nell’Adriatico; nel quadro macro-economico di riferimento, così fortemente competitivo, nessuno può fare da solo.

Dobbiamo pertanto insistere sulle aggregazioni in qualche modo connesse alle Reti TEN-T, nel nostro caso afferenti al Corridoio Baltico-Adriatico e alla diramazione BOLOGNA-ANCONA del Corridoio Helsinki-La Valletta.

Nelle Marche restano purtroppo aperte alcune questioni, che richiedono attenzione immediata e soluzioni nel breve periodo, in particolar modo riguardanti la città di Ancona. È necessario recuperare le risorse sottratte al porto di Ancona dall’ultimo provvedimento del Governo, ma anche l’avvio dei lavori dell'Uscita Ovest del porto di Ancona.

Tali progetti, una volta inserito il territorio anconetano nel Corridoio Helsinki-La Valletta, potranno usufruire dei co-finanziamenti comunitari che saranno stanziati per le reti di trasporto TEN-T ed i nodi infrastrutturali in essi inclusi.

La rapida approvazione del Piano Regolatore del Porto di Ancona è poi condizione essenziale per poter avviare una nuova fase di sviluppo.

Resta tuttavia una certezza: la realizzazione delle infrastrutture da sola non è, di per sé, sufficiente per raggiungere i risultati in termini di incremento di traffico. Occorre lavorare su modelli gestionali e di integrazione dei servizi, coinvolgendo infrastrutture, operatori ed enti, quelli doganali in primis, per vincere la sfida competitiva con i concorrenti europei. La logica, appunto, delle Piattaforme Logistiche Territoriali.






Questo è un articolo pubblicato il 19-07-2012 alle 19:25 sul giornale del 20 luglio 2012 - 600 letture

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