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comunicato stampa

Carabinieri: il Capitano Staro passa il testimone a Giovanni Russo. Mentre il Colonnello Liviano Marino é ai saluti

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Colonnello Liviano Marino
Mentre il Capitano Luca Staro, già insediatosi a Roma, passa il testimone al Capitano Giovanni Russo. Il Colonnello Liviano Marino é ai saluti per Roma. Marino: "La provincia di Ancona era nota per essere tranquilla: l'ho trovata tranquilla e tranquilla la lascio."

Mentre il Capitano Luca Staro, già insediatosi a Roma, passa il testimone al Capitano Giovanni Russo. Il Colonnello Liviano Marino é ai saluti per Roma, dove andrà a capo del Nucleo Antiterrorismo. Il Comandante provinciale di Ancona oltre a porgere i suoi saluti alla stampa, come alla città di Ancona che l'ha accolto in questi 3 anni e mezzo della sua permanenza, non manca di presentare il neo Capitano, proveniente da un'esperienza complessa come quella del foggiano, che si va ad insediare al posto del Capitano Luca Staro.

Liviano Marino epiloga i suoi 3 anni e mezzo passati ad Ancona a capo del Comando provinciale. "Gli obiettivi che abbiamo raggiunto in questi anni erano quelli che ci eravamo prefissi. La provincia di Ancona era nota per essere tranquilla: l'ho trovata tranquilla - ha sottolineato Marino - e tranquilla la lascio. Anche se mi piace ricordare che non amo l'accezione di Italia intesa come isola felice."

Le statistiche interne parlano chiaro: nella provincia di Ancona il numero dei reati e costante ed i più diffusi sono quelli predatori, i furti, infatti, si posizionano a 4000-4500 l'anno. Ma solo sull'8-9% di questi si arriva al responsabile. Varie le cause: non sempre vengono denuciati, si denuncia solo a posteriori...sulle rapine l'attività di contrasto è molto più efficace perché le indagini sono immediate e circa il 60% vengono scoperte. Per il resto dei reati le cifre sono poco significative ed i reati più gravi come gli omicidi, dal 2009 ad oggi si contano sulla punta delle dita per citarne solo alcuni di Ancona e limitrofi: l'omicidio della prostituta Thais a Falconara ha avuto il suo colpevole estradato in Italia, l'omicidio al Porto di Ancona di un tunisino di cui il colpevole era il fratello dell'uomo fino ad omicidi più recenti: quello a Ripe di Taurino o a Belvedere Ostrense per una tracheotomia non andata a buon fine. "Tutti fatti che hanno avuto un colpevole -ha affermato il Colonello Marino."

La punta più dolente in Ancona rimane quella dello spaccio, come crocevia della droga, cerniera tra Nord e Sud d'Italia. Grosse operazioni sono state messa a segno dall'Arma nel contrasto ai stupefacenti in questi 3 anni. E per quanto concerne penetrazioni nel territorio della provincia di Ancona di stampo mafioso non si può parlare di un radicamento della criminalità organizzata anche se l'attenzione dei Carabinieri é sempre attenta nel monitorare determinati personaggi.

"Per il terrorismo, invece, lo abbiamo monitorato con indagini preventive -ha continuato Marino - in particolare per eventi come il Congresso Eucaristico con la venuta del Papa, che per l'Endurance, ecc. Ma ad oggi non risultano e quelli che erano stati additati come tali dalla lettere delle Brigate Rosse all'Ansa Marche e non solo, più che una matrice di propaganda non ci risulta altro. Gli ordigni trovati al porto di Ancona, erano candelotti balcani destinati alla caccia o alla pesca. Anche se ad oggi non sappiamo a cosa fossero destinati possiamo dire che non erano finalizzati a nessuna azione atta ad offendere, né terroristica. Escludo categoricamente l'allarme terrorismo nella provincia di Ancona."





Colonnello Liviano Marino

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-09-2012 alle 20:12 sul giornale del 13 settembre 2012 - 13548 letture