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comunicato stampa

Raschia (Cgil): Comune di Ancona, 'Serve un confronto per invertire la rotta'

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Cgil
"Sia chiaro: non sono assolutamente in discussione impegno e buona volontà di quanti, in questa vicenda, sono chiamati ad esercitare ruoli di responsabilità, né tanto meno vi è intenzione di rinfocolare sterili polemiche."

Fatta questa debita premessa, segnalo il punto che emerge dalla lettura dei quotidiani locali a proposito di quanto accade a Palazzo. “Le spine”, come vengono definite: le risposte ipotizzate rispetto alla dimensione dei problemi sembrano poco convincenti, non adeguate, insufficienti. Lasciamo poi stare il ruolo - come dire? - esorbitante, svolto dal collegio dei revisori dei conti ormai quotidianamente chiamato in causa su ogni provvedimento del Comune. Non bastava la Corte dei conti a segnare ormai la nostra vita quotidiana, chiamata a pronunciarsi su ogni cosa? Pare che anche un provvedimento come la riorganizzazione delle mense scolastiche sia stato inviato ai revisori.

Per un parere? Che servano rigore ed attenzione è fuori discussione. Ma forse, lo dico con tutto il rispetto, si sta esagerando! La sensazione che si ricava è quella di una buona dose di improvvisazione, che finisce per alimentare ulteriore insicurezza. E tutto ciò non fa affatto bene alla gestione. Una gestione, è bene sottolineare, chiamata ad incidere così profondamente, e vorremmo in modo positivo, nella nostra vita quotidiana. Servizi sociali, sicurezza, attività scolastiche ed educative, tanto per fare solo qualche esempio. Ecco le ragioni per le quali ribadisco l’urgente necessità di un confronto vero, prima di assumere atti conseguenti. Un confronto per invertire quel costante processo di depauperamento della struttura comunale che ha portato ben più oltre del dimezzamento delle figure dirigenziali: erano 39 nel 2005, oggi sono 13! Una vera e propria smobilitazione progressiva che rende impossibile una gestione efficace ed efficiente dei compiti e degli obiettivi dell’Amministrazione. Come si può parlare di riorganizzazione in questa situazione? Situazione che sconta un quadro normativo obiettivamente incerto, ma determinata da una politica dell'Amministrazione attuata con decisioni estemporanee, inadatta per affrontare globalmente i problemi. Ribadisco, un confronto è indispensabile innanzitutto per condividere il quadro complessivo degli interventi necessari e le scelte prioritarie che devono essere assunte, in maniera coerente. Altrimenti, si rischia di aggiungere confusione a confusione.

Occorre ragionare, riflettere sulle scelte più opportune ed efficaci prima di decidere, ad esempio, se, a chi e con quali strumenti assegnare responsabilità dirigenziali. Ponendo attenzione alla situazione reale di uffici e servizi, verificando la distribuzione dei carichi di lavoro, del livello di responsabilità assegnate e dei trattamenti economici. Apprendere, dopo il risultato sconfortante della mobilità esterna, che si vorrebbe procedere con comando dall’esterno e attraverso altre mobilità, francamente fa emergere qualche seria perplessità. Concludo confermando piena disponibilità da parte del livello dirigenziale alla massima collaborazione anche attraverso l’elaborazione di soluzioni propositive, basate sull’esperienza acquisita, in relazione alle risorse e ai procedimenti da gestire, alle modifiche procedurali da attuare per un diverso modo di gestione più efficiente, in grado di garantire servizi di qualità, e al tempo stesso capace di semplificare e rendere agevole la vita a cittadini ed imprese. La FP CGIL e' mossa da questa preoccupazione: e, con questo spirito, vuol dar vita ad una diversa prospettiva che richiede interventi urgenti e soprattutto un progetto serio.



Cgil

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-09-2012 alle 20:44 sul giornale del 15 settembre 2012 - 943 letture