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comunicato stampa

La medicina incontra la storia al Rotary Ancona Conero

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La sconfitta di Napoleone a Waterloo? Colpa di un attacco di emorroidi del grande condottiero. La disfatta di Hitler con lo sbarco in Normandia degli Americani? Colpa dell’insonnia del Fuhrer. I libri scolastici non insegnano, ma gli storici lo hanno scritto.

"A volte, il corso della storia è mutato radicalmente per le malattie dei suoi protagonisti", ha spiegato ieri sera Roberto Antonicelli, direttore dell’U.O. Cardiologia dell’Inrca. E’ stato lui, da grande appassionato di storia, a intrattenere con aneddoti intriganti gli intervenuti al Ristorante “Il Passetto” in un incontro organizzato dal Rotary Club Ancona Conero.

"La sconfitta di Waterloo ha segnato la fine dell’impero di Napoleone – ha illustrato Antonicelli – Molti fattori hanno determinato la disfatta, uno di questi è la malattia. Napoleone voleva prima battere i prussiani, poi rivolgere il peso dell’esercito contro gli inglesi di Wellington. Nel primo dei tre giorni di dura battaglia i prussiani vennero quasi sconfitti, ma i francesi non diedero il colpo di grazia. Il motivo? I generali transalpini non ricevettero l’ordine da Napoleone, perché il condottiero aveva le emorroidi e non era lucido, imbottito com’era di un analgesico simile alla morfina. Così il piano saltò e una serie di eventi negativi portò alla sconfitta due giorni dopo".

"Anche la sconfitta dei nazisti è stata influenzata dalla malattia – ha proseguito Antonicelli – Il comandante tedesco Rommel aveva messo a punto un piano per respingere l’arrivo degli Americani in Normandia. Ma nel famoso D-Day le divisioni corazzate naziste si mossero con 6 ore di ritardo. Troppo per contrastare gli Alleati. Questo per colpa dell’insonnia di Hitler. Il Fuhrer aveva un quadro clinico spaventoso. Il suo medico gli somministrava fino a 28 preparati diversi al giorno e le sue difficoltà a dormire peggiorarono a tal punto che Hitler costringeva il suo gabinetto di guerra a riunirsi in piena notte. Quando Hitler riusciva finalmente a ritirarsi nella sua stanza per riposare, si chiudeva a chiave e nessuno aveva l’ordine di svegliarlo fino al mattino seguente. Questa abitudine fu fatale il 6 giugno 1944. Quando Hitler si svegliò gli Americani erano già approdati da alcune ore sulle coste francesi".



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 21-09-2012 alle 17:48 sul giornale del 22 settembre 2012 - 1275 letture