Primarie, Coltrinari: 'E' un metodo positivo che andrebbe però regolamentato'

ennio coltrinari 2' di lettura Ancona 07/12/2012 - In merito alla questione dei rottamatori e delle candidature alle prossime elezioni politiche il coordinatore provinciale IDV. di Ancona prende posizione. Intanto Coltrinari afferma che il metodo “delle primarie” per la scelta delle candidature è un metodo positivo che andrebbe però regolamentato legislativamente per evitare polemiche ed interpretazioni difformi.

Il rinnovamento dei gruppi dirigenti è materia importante che non si può esaurire a colpi di rottamazione ma con un approfondimento serio. Intanto è materia che non riguarda solo la politica ma anche l’economia, se è vero che gran parte delle aziende marchigiane soffrono di un problema di ricambio, spesso all’interno dello stesso nucleo familiare. Non penso che poi il rinnovamento della politica possa essere dettato da “grandi capitani” di industria che vedono la politica come “ lo stadio” nel quale cimentarsi in una nuova avventura magari ricca di tante suggestioni populiste.

Il rinnovamento è materia seria che va costruito, preparando i nuovi quadri politici, ricorrendo se non a scuole di partito perché il sistema sembra alludere a tempi passati, almeno a corsi di amministrazione pubblica, altrimenti avremo un personale politico sempre più dequalificato. Ci vogliono poi delle regole: quella dei tre mandati da far valere per ogni tipo di elezione, con deroghe limitate che possono essere concesse in alcuni casi motivati e con maggioranze qualificate. Posso poi affermare che è giunto il momento di una regolamentazione giuridica dei partiti, se vogliamo che la politica torni ad essere popolare e la trasparenza ritorni di moda sia nella scelta delle candidature che nella gestione oculata delle risorse.

Sulle candidature alle prossime elezioni politiche ho letto dichiarazioni da parte di alcuni parlamentari assolutamente parziali e prive di uno sbocco logico che non sia quello di salvare se stesso.
Intanto questa proposta di mandare in Parlamento solo chi ha un lavoro, si dice per evitare i professionisti della politica: Una domanda ma in Parlamento ci si va per lavorare o per avere prestigio, credo che le due non siano sempre conciliabili se non a scapito della professione o del lavoro da parlamentare. Allora la tanto vituperata regola di un limite ai mandati, magari regolamentata per legge, sembra essere la meglio praticabile.


da Ennio Coltrinari
segretario provinciale IdV Ancona





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 07-12-2012 alle 15:12 sul giornale del 10 dicembre 2012 - 615 letture

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