Falconara: Rossi sull'ex Montedison, 'Senza abbattimenti impossibile il recupero'

ex Montedison Falconara 2' di lettura 14/12/2012 - "Per recuperare l'area ex Montedison, l'unica strada percorribile inizia con l'abbattimento totale delle strutture esistenti ad esclusione delle Arche". Ha le idee chiare il vicesindaco Clemente Rossi sul ciò che bisogna fare per recuperare l'ex sito industriale a cavallo tra Falconara e Marina di Montemarciano.

L'Amministrazione comunale è impegnata fin dal suo insediamento per sanare decenni di abbandono e incuria nella zona e proprio per questo, nei giorni scorsi, il sindaco Goffredo Brandoni ha richiesto un incontro con il nuovo soprintendente Stefano Gizzi per arrivare ad una soluzione.

"Lo stato attuale non è più ammissibile – spiega Rossi - l’area non può continuare a essere un luogo di ritrovo per senza tetto che puntualmente violano abusivamente gli spazi occupando le costruzioni rimaste ancora in piedi. Non è accettabile né dal punto di vista della sicurezza, né da quello della salute pubblica".

Nonostante l'abbattimento delle “casette degli operai” - i quattro edifici che fino a giugno erano visibili a ridosso della Flaminia, le cose sono solo di poco cambiate. E a testimoniarlo ci sono le continue operazioni delle forze dell'ordine che anche a fine novembre hanno trovato e denunciato 30 occupanti abusivi.

"Si è perso fin troppo tempo – aggiunge Rossi – e lo stesso complesso denominato "Le Arche", tutelato come esempio di archeologia industriale, essendo in legno, sta inesorabilmente scomparendo sotto l'azione degli agenti atmosferici. Vogliamo aspettare ancora un po' e vederlo crollare da solo? Penso che il recupero sia la strada migliore da perseguire ma per fare questo, visto che gli Enti pubblici non hanno risorse sufficienti, sia aprire ai privati".

Il Prg falconarese prevede per l'ex Montedison spazi fieristici, attività sportive, piccoli insediamenti commerciali e aree pubbliche con ma la situazione attuale, unita alla crisi economica, non è facile trovare investitori.

"Il Comune può fare la sua parte ordinando al proprietario di libere il sito dagli edifici fatiscenti e dalle macerie – conclude Rossi - Solo dopo questa operazione, che necessita un nulla osta non più rinviabile della Sovrintendenza, l'area, situata in una zona divenuta maggiormente strategica dopo l'apertura del nuovo casello autostradale di Montemarciano, potrà diventare appetibile per possibili investimenti privati. Questi, avendo la facoltà di recuperare le volumetrie edificatorie potrebbero al tempo stesso riuscire a provvedere alla necessaria e costosa bonifica della quale il sito necessita a tutela della salute pubblica. È l'unica strada per dare una possibilità ad un’area che, restando così le cose, non ne avrebbe. Le attività che si possono pensare? Pubbliche, sportive, commerciali e, perché no, fieristiche visto che Ancona ha perso i suoi spazi espositivi e sull’area Quadrilatero questa ipotesi è tramontata. Solo così sarà possibile restituirebbe un’area abbandonata da decenni alla città".






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-12-2012 alle 12:30 sul giornale del 15 dicembre 2012 - 3268 letture

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