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D'Alessandro: l'Appello ad Ancona dei Repubblicani

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Alla vigilia di una importante consultazione elettorale nella città di Ancona facciamo appello a quanti si identificano negli ideali e nelle lotte che hanno creato l’Italia repubblicana, unita e indipendente e non vogliono assistere inermi, o peggio ancora disimpegnati, all’impoverimento economico, sociale e civile della nostra città.

E’ imperativo categorico ed irrinunciabile risparmiare alla città, nella nuova legislatura che si aprirà dopo il voto del 26/5 l’ennesima tragica esperienza di una amministrazione senza effettiva guida politica e programmatica che ha determinato il declino della nostra Ancona, la caduta del sistema produttivo e l’impoverimento di larghe fasce della popolazione. Chi, come noi, si richiama ai valori tradizionali del repubblicanesimo, del progresso e della giustizia sociale, intende rispondere oggi con l’impegno e con la piena assunzione di responsabilità all’appuntamento per il rinnovo del Consiglio Comunale di Ancona.

Con responsabilità e senso del dovere respingiamo il disimpegno e l’ antipolitica e richiamiamo i cittadini di Ancona tutti al sostegno elettorale di quelle forze politiche che possono ancora garantire alla città, oltre che il necessario risanamento, un futuro di crescita, di giustizia sociale, di vera equità fiscale, di concrete speranze per il lavoro dei giovani. I repubblicani di Ancona sottoscrittori del presente appello, che si rendono autonomi da una concezione “centrista” (senza senso) e che sono contrari a quelle combinazioni “civiche” (che sanno tanto di conservazione), si impegnano ad intraprendere un cammino comune e unitario con quelle forze politiche che si rendono partecipi di un disegno di svolta contro pericolose avventure e contro ingannevoli promesse. Si vuol costruire un programma di ampio respiro che sia la risultanza di un confronto con le altre forze politiche del Centro-Sinistra. I sottoscrittori del presente appello sentono utile indicare alcuni obiettivi prioritari per contrastare la grave crisi economica e il declino della città.

Ad Ancona occorre: -un Piano Regolatore di moderna concezione, nel quale al basso consumo di territorio si proponga il recupero di manufatti cittadini importanti; -un piano di edilizia scolastica risolutore delle molteplici situazioni di precarietà delle scuole; -una sinergia con l’Università degli Studi per costruire un “progetto per Ancona” e una politica culturale degna di un capoluogo di regione; -una qualità di vita urbana che presti particolare attenzione ai giovani e agli anziani anche con una adeguata politica abitativa; -un’attenta opera di manutenzione per il decoro della città migliorando anche il sistema di raccolta differenziata; -un riconoscimento del Porto come una delle primarie risorse per la città e, oltre alla cura delle attività, la rimozione degli ostacoli per giungere al “fronte-mare”, che possa essere di grande attrazione turistica e culturale; -la predisposizione di strumenti per cogliere le potenzialità di sviluppo della città che nel 2014 diverrà la sede operativa della Macroregione Adriatica-Ionico; -una efficiente viabilità con la messa in funzione della metropolitana di superficie, con migliori parcheggi scambiatori e con il collegamento del porto con la grande viabilità; -un rilancio del turismo compreso quello balneare; -un miglioramento nella funzionalità della macchina burocratica comunale. Vogliamo insomma creare le condizioni perché Ancona esca dalla precarietà in cui vive da tempo, tornando ad essere un capoluogo di Regione dinamico, sviluppato, solidale e sia dispensatrice di ricchezza e benessere non solo per i propri abitanti ma per l’intera Regione. ALTRE ADESIONI: dalessandro.ale@tiscali.it – COMITATO DEI GARANTI: Bambozzi Giacomo, Bovino Manlio, Petrelli Marco



Questo è un articolo pubblicato il 08-04-2013 alle 15:36 sul giornale del 09 aprile 2013 - 1502 letture