Rossi (UGL): quale tutela sanitaria in Ancona e provincia?

UGL 3' di lettura Ancona 02/08/2013 - Dalla Regione arrivano ottimistici e rassicuranti segnali sulla riorganizzazione sanitaria. Messaggi ad hoc per tranquillizzare i cittadini. Ma il significato reale nella vita quotidiana è riassumibile in un solo termine “tagli”, tagli lineari infischiandosene delle necessità di salute del territorio.

Tagli e riduzione dei servizi ospedalieri, tagli al personale di assistenza diretta (medici e infermieri), tagli ai posti letto, ecc.

La Regione propone le case della salute che in poche parole sono solo degli ambulatori generici aperti a tempo parziale ed équipe itineranti che copriranno il territorio uno o due giorni alla settimana spostandosi da un Comune all’altro. Dovranno essere i cittadini con problemi di salute a vagabondare per proprio conto e a proprie spese per rincorrere i servizi sanitari, o elemosinare un posto letto ospedaliero da qualche parte, ma alla Regione di ciò non importa nulla.

Non ha importato e non importa se in Provincia di Ancona sono stati già chiusi due ospedali, tolta la sede dell’Area Vasta dandola a Fabriano in posizione periferica e decentrata, così lassù tra le montagne non potranno giungere le grida di aiuto della gran parte dei cittadini stessi. Non importa se gli unici presidi ospedalieri rimasti sono solo ad alta specializzazione, Torrette e Salesi con posti di degenza super limitati, se l’inrca verrà trasferito a 15 km di distanza, se i mezzi di soccorso ed emergenza vengono chiusi ed il più vicino non potrà prestarti soccorso nei tempi di legge (8 minuti), se le liste di attesa sono infinite, o se il centro prenotazione unico regionale di propone esami un giorno a Pesaro, l’altro ad Ascoli, quello successivo a Macerata, è solo un problema tuo e non della Regione. Non importa se il pronto soccorso del geriatrico ti parcheggia in barella senza che nessuno ti visiti per almeno 6 ore, anche se stai male come un cane.

Ci chiediamo: Un povero cristo che sta male cosa deve fare oggi e cosa dovrà ancora sopportare domani? Per la faccia di bronzo di tali amministratori pubblici?
Se ne è accorto anche il nuovo Sindaco di Ancona e il nuovo Assessore con delega alla Salute, Ancona è stata svuotata dei servizi sanitari senza nessun servizio alternativo, siamo d’accordo con loro che non si tratta di una questione di campanilismo, ma di diritto alla salute e all’assistenza.

Ci preme ricordare che in questo periodo di crisi e di risorse economiche ristrette la Regione si può permettere di comprare uno stabile pagando molti milioni di euro per la sede dell’ASUR, e soprattutto mantenere al suo interno un esercito di dirigenti ad alto costo, un eliambulanza a Fabriano, completa di équipe medico infermieristica, parcheggiata alla Merloni che negli ultimi anni ha avuto un costo esorbitante per rari interventi.

Diciamo e ribadiamo, visto che la Regione è sorda da questo orecchio, che i cittadini sono preoccupati, sia per le conseguenze delle azioni della Regione sia per la loro salute. I cittadini sono soprattutto indignati perché sono quelli che pagheranno di più in tema di qualità di vita, mentre chi dall’alto pontifica e decide si gode lo spettacolo e soprattutto si gode i soldi a nostre spese.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-08-2013 alle 09:27 sul giornale del 03 agosto 2013 - 1198 letture

In questo articolo si parla di sanità, lavoro, sindacati, Lina Rossi, ugl

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