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comunicato stampa

Stipulata la convenzione con il Circo Marinaro che avvia sul litorale falconarese la Velaterapia

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spiaggia di falconara marittima

L’amministrazione comunale ha stipulato una convenzione con l’A.S.D. "Circo Marinaro" Falconara per la concessione del tratto di spiaggia adiacente sottopasso via Goito e del manufatto ivi presente per poter svolgere la propria attività sportivo-ricreativa sull’arenile cittadino.

L'Associazione Sportiva Dilettantistica "CIRCO MARINARO" (info http://asdcircomarinaro.wordpress.com ) ha presentato infatti richiesta di concessione del manufatto in legno, di proprietà comunale, presente nel tratto di spiaggia adiacente il sottopasso di Via Goito, nonché della spiaggia stessa, proponendo: la riqualificazione del tratto di spiaggia e del verde, la ricostituzione dei confini con le rimesse delle barche laterali ed , infine, l’organizzare corsi di vela, attività culturali, velaterapia, ecc. Tutto rigorosamente in forma gratuita e, si sottolinea, per tutti. La Giunta comunale, considerato che il Comune di Falconara M.ma persegue come obiettivo la diffusione di ogni pratica sportiva, quale insostituibile strumento educativo, sociale e ricreativo; sostiene progetti sportivi senza scopo di lucro, ma con finalità formative e ricreative; e favorisce l'organizzazione di attività sulla spiaggia, ha deciso di concedere in concessione fino al 31/12/2016 (data di scadenza della concessione demaniale) s piaggia e casetta di legno al Circo Marinaro.

Dal canto suo l’associazione si impegna alla pulizia e manutenzione di tutta l'area della spiaggia antistante il manufatto e zona limitrofa della stessa; e non solo. Il Circo Marinaro ha come prerogativa quella di offrire gratuitamente la possibilità di svolgere attività sportive e culturali e, tra i suoi progetti, spicca quello della Velaterapia diretto ai malati oncologici che, usciti dal periodo terapeutico, hanno bisogno di non pensare ai trascorsi patologici ma di proiettarsi a nuovi progetti di vita. Ovviamente la Vekaterapia sarà aerta a chiunque ne farà richiesta per problematiche diverse da quelle sopradescritte. Ovviamente, l’A.S.D. Circo Marinaro si è resa disponibile a riservare al Comune l'utilizzo del manufatto e dell'area per iniziative proprie, si è impegnata a rispettare il divieto di utilizzare lo spazio rimessaggio per imbarcazioni che non siano adibite a Veloterapia e anche a il Comune l'onere della concessione demaniale, che verrà annualmente comunicato dall'Autorità Portuale. In particolare, come si evince dal testo della convenzione l’Associazione Sportiva Dilettantistica “Circo Marinaro” intende:

1. Promuovere e sviluppare attività sportive legate agli sport da spiaggia e di mare;

2. organizzare manifestazioni sportive in via diretta o collaborare con altri soggetti per la loro realizzazione;

3. promuovere attività didattiche per l’avvio, l’aggiornamento ed il perfezionamento nelle attività sportive;

4. promuovere e sviluppare nuove metodologie per migliorare l’organizzazione e la pratica sportiva;

5. indire corsi di avviamento agli sport, attività motoria e di mantenimento, corsi di formazione e di qualificazione per operatori sportivi.

“Già a maggio è iniziata l’avventura dell’associazione in spiaggia – spiega il Prof. Mirco Fanelli -: un progetto di ripristino del manufatto in legno, di recupero di un’area degradata, di avviamento di un’attività di sport da spiaggia e di utilizzo della vela come supporto psicoterapeutico per tutti. La mission del progetto è infatti di avvicinare agli sports di spiaggia, e alla vela, persone in difficoltà in maniera totalmente gratuita. Oltre ad attività ricreative e di formazione già organizzate (come il corso di nodi e il laboratorio di Sassi dipinti) l’associazione ha avviato un progetto che sfrutta la barca a vela come strumento d i supporto psicoterapeutico. Ciò è stato possibile grazie alla SEF Stamura A.S.D. che ha concesso l’utilizzo due imbarcazioni da 4,20 metri proprio per consentire al Circo Marinaro d’iniziare il progetto Veloterapia”.

Ma cosa significa velaterapia? La “cura” consiste nel trascorrere un periodo di tempo in barca a vela (usufruendo anche di lezioni teoriche a terra), che sarà ovviamente variabile a seconda dei soggetti interessati e del tipo d’imbarcazione di cui si dispone. Quando necessario, con la supervisione ed il controllo di uno psicoterapeuta, il soggiorno (con le relative attività programmate) viene studiato per costruire un iter didattico-comportamentale idoneo a sollecitare, nei partecipanti, motivazioni e reattività orientate alla produzione e al sostegno di normali rapporti interpersonali.

Lo scopo è quello di fornire la possibilità di creare un obiettivo di vita a chi sta attraversando un momento di difficoltà interiore. L’idea nasce dal confronto con l’Associazione a Sostegno degli Studi Oncologici (A.S.S.O.), sensibile alle tematiche scientifiche e sociali legate alla malattia oncologica. Da qui il progetto Velaterapia a supporto del malato oncologico che, superata la fase clinica, spesso si trova ad affrontare difficoltà a volte peggiori del tumore stesso. Dopo il considerevole successo evidenziato dai consistenti e benefici effetti nella cura dei giovani e degli adolescenti, la Velaterapia ha confermato le sue qualità e la sua validità quando il suo raggio d’azione si è esteso agli interventi riguardanti le persone adulte afflitte da problematiche esistenziali, stati ansiosi e depressione. Numerose iniziative sul territorio nazionale con una simile finalità hanno dimostrato la validità dell’approccio terapeutico e, ovunque, la velaterapia si è dimostrata immediatamente un grande successo.

Chi decide di passare un pò di tempo in barca a vela impara a convivere e a condividere con altri tutto ciò che ha intorno, dagli oggetti quotidiani, agli spazi, pur limitati della barca, alle emozioni e sensazioni che scaturiscono dall’essere circondati dall’acqua e dal vento, quindi, dalla natura allo stato puro. Il semplice concentrarsi nella regolazione della vela fa perdere spontaneamente di vista le problematiche quotidiane, i problemi della vita, le angosce. Inoltre, i partecipanti si sentiranno coinvolti in una nuova attività che potrà fornire un nuovo motivo per continuare, un nuovo obiettivo da raggiungere……insomma, ciò che a volte viene a mancare a chi ha dovuto affrontare una grave malattia. Se vogliamo, possiamo considerare la barca a vela come un vero e proprio linguaggio: e le sue parole sono i sensi. La vista “spazia, si perde nell’immensità tra cielo e acqua, liberandosi dalle prospettive ristrette a cui è costretta in città; l’udito è cullato dal suono delle onde e dal fruscio del vento; il tatto ‘sente’ il vento e l’acqua. Finanche il gusto viene stimolato: depurato e disintossicato dal quotidiano, finisce per esaltare maggiormente i sapori”, una volta approdati in porto (o in spiaggia, in questo caso).

Anche nel caso di passeggero-spettatore, cioè di colui che mai prima aveva messo piede su una barca, non c’è mai partecipazione passiva, proprio per la globalità dell’esperienza intesa sia in termini sensoriali che di relazione. La relazione: l’estraneità dell’ambiente marino rende nuova e diversa la presenza dell’Altro. È un Altro ravvicinato, in uno spazio compresso, indossa ruoli sconosciuti, è un Altro con il quale si deve “cooperare” e si può parlare. Anche il rapporto con gli altri diventa più autentico. Il mare sembra dunque essere un “setting” ambientale eccezionale e, la possibilità di viverlo da protagonisti (o meno) in barca a vela, costituisce un efficace mezzo di riabilitazione, di formazione, di condivisione dei problemi e dunque di supporto psicologico-emotivo per tutti.

Ovviamente (ritornando alla convenzione stipulata)l’Assegnatario dovrà gestire lo spazio nel rispetto di tutte le norme vigenti, con particolare riferimento a quelle relative all’igiene, all’inquinamento acustico ed alla sicurezza. Il Servizio comunale competente procederà a verifiche periodiche per accertare che l’immobile assegnato sia effettivamente destinato alle finalità stabilite ed al controllo sul permanere dei requisiti già previsti per l’assegnazione. Nella verifica periodica, gli Uffici comunali, valutano anche le condizioni del bene, ai fini di indicare al concessionario gli eventuali interventi di manutenzione ordinaria necessari e fissano un termine entro il quale tali interventi debbono essere eseguiti.



spiaggia di falconara marittima

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-08-2013 alle 16:33 sul giornale del 13 agosto 2013 - 3078 letture