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comunicato stampa

La scuola Domenico Savio di Ancona riapre i battenti: un racconto ed un augurio di un cittadino

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La scuola Domenico Savio di Ancona riapre: un racconto ed un augurio. Ho saputo che, con l’inizio del nuovo anno scolastico, anche la Scuola Elementare Domenico Savio riaprirà i battenti: da Alunno di ieri, vorrei fare un augurio ai Bambini che per la prima volta andranno a scuola.

Ancona, lunedì 2 ottobre 1967: è il mio primo giorno di scuola. Lo spettacolo non è dei migliori: ho il volto gonfio dall’emozione e dal distacco da mia madre, che mi ha accompagnato, ma resto calmo, mentre accanto a me molti bambini piangono a dirotto. Il ponticello con cui si accede all’edificio da via Grazie ancora non esiste, e bisogna percorrere un cammino di fortuna costituito da alcune grosse pietre: poi con il tempo un vigile urbano garantirà l’accesso a scuola dei ragazzi. Ma con il suono della campanella, entro a pieno titolo nella Comunità degli Adulti. Vengono subito formate tre sezioni, la A, la B e la C, ed io sono stato iscritto alla prima A.

Le classi sono miste, e nei banchi vi è ancora il posto per il calamaio, anche se ora l’epoca dell’inchiostro era finita, sia pure da qualche anno, come veniva testimoniato dalla presenza nei quaderni della carta che serviva a riassorbire il pennino sporco. La mia maestra si chiama Gina Antognini, ed ancora oggi ogni tanto vado a trovarla, come fanno anche altri alunni, segno questo del buon ricordo che l’insegnante ha lasciato ad intere generazioni di bambini. Le cose sono cambiate da quel 1967, ed è la stessa società ad essere diversa, per tante ragioni, ma io credo che il desiderio di apprendere degli individui sia sempre lo stesso.

L’anno scolastico iniziava in tutta Italia il primo giorno feriale del mese di ottobre e, a differenza di oggi, la scuola materna, meglio nota come asilo, era scarsamente frequentata, tanto che l’approccio con la scuola elementare rappresentava una svolta epocale per la vita dell’individuo. Ricordo ancora l’unica gita scolastica di quel periodo, all’allora Centrale del Latte, dove ci venne servito del latte al cacao.

Per gli alunni bisognosi vi era il Patronato Scolastico, ho ancora la medaglietta dell’Associazione Dante Alighieri per la diffusione della Lingua Italiana nel Mondo, ci venne consentito di assistere in diretta, tramite la televisione della Direzione, ad uno sbarco degli Astronauti sulla Luna, il ricordo di quegli anni lontani mi viene tramandato dalle fotografie che annualmente venivano fatte, oltre ad una sorta di quaderno, sul quale ogni alunno faceva un disegno e scriveva una dedica contenente più o meno le seguenti parole “Quando sarai vecchio, vedrai questo disegno e ti ricorderai di me”.

Il ricordo potrebbe continuare, ma è ora il momento dell’augurio. La scuola è fondamentale per la crescita dell’individuo, non deve emarginare nessuno, in quanto, dall’Alunno di oggi, avremo il Cittadino di Domani.

Massimo Cortese Alunno della Classe Prima Sezione A Anno scolastico 1967/68.



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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-09-2013 alle 00:39 sul giornale del 13 settembre 2013 - 3348 letture