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comunicato stampa

Falconara: Borini 'Sicurezza tra uomini, mezzi, sceriffi e caporali. Rimuovere gli ostacoli, non le persone!'

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riccardo borini

Quando ero bambino guardavo come tutti carosello. Vi ricordate quella pubblicità che diceva: “laggiù nel montana tra mandrie e cowboy , c’è sempre qualcuno di troppo tra noi”. Falconara 2013…qualcuno di troppo tra noi…ce lo ricordano le ordinanze anti-bivacco e anti- accattonaggio emanate ieri dal Sindaco di Falconara Brandoni.

Le persone che sono costrette dalla povertà a vivere per strada sono di troppo e vanno rimosse, questo è il messaggio che da il sindaco con queste ordinanze. Ma qui siamo agli antipodi della Costituzione Italiana che all’articolo 3 recita:”Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”. La costituzione ci ricorda che si devono rimuovere gli ostacoli che opprimono le persone e impediscono un loro pieno sviluppo.

Rimuovere gli ostacoli dunque e non le persone! Ma quante sono queste persone che vivono per strada a Falconara? Non si sono numeri certi, ma non sono certamente una moltitudine. Mi chiedo: è stato fatta una rilevazione: Quanti sono? Quanti sono tra loro quelli che hanno un comportamento scorretto? Dove sono? Che cosa chiedono? Cosa possiamo fare per aiutarli? (acqua, bagni e docce pubbliche, pasti, indumenti, accoglienza notturna.

Le azioni sociali costruiscono sicurezza urbana) Quante riunioni sono state fatte per alimentare il lavoro di rete tra Comune (Servizi Sociali e Vigili Urbani) e le associazioni che in città operano da decenni al fianco di queste persone? Perché non è stato stilato un progetto con obiettivi chiari e verificabili anche attraverso un tavolo con i commercianti e i cittadini che hanno segnalato i problemi? A queste domande, allora, ne seguono altre: Il sindaco prima di emanare le ordinanze, ha fatto questi ragionamenti? Non ha pensato che le misure adottate sono spropositate per affrontare il problema di alcune persone che non si comportano in maniera corretta? (E’ come se un gruppo di ragazzini che hanno rotto un vetro giocando a pallone, vedessero spuntare in fondo alla via un carro armato dell’esercito!!!) Il Sindaco non ha pensato che queste ordinanze oltre al mancato rispetto per le persone, sono un autogol per la giunta incapace di gestire con mezzi ordinari un fenomeno del tutto contenuto? L’amministrazione non ha considerato che la caccia al diverso è pericolosa e innesca una elevata conflittualità sociale?

La città no sa che farsene di questa sicurezza urlata, che non porterà a nessuna soluzione concreta! Perché non proviamo a rispondere insieme a questi interrogativi. Potrebbe essere un modo per uscire dalla sterile discussione del giusto o sbagliato e fare insieme quello di cui queste persone senza dimora e la città attendono.



riccardo borini

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-10-2013 alle 11:44 sul giornale del 07 ottobre 2013 - 1203 letture