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comunicato stampa

Camerata Picena: biogas, una lettera aperta al consigliere Giancarli

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Stop Biogas Terre Nostre Marche

In occasione della presentazione, sabato 21 dicembre a Camerata Picena, del libro “la buona terra” edito dall’Amministrazione Comunale i rappresentati del Comitato Camerata Territorio e Ambiente”, che da un anno e mezzo si battono contro le centrali a biogas presenti nel loro territorio, hanno consegnato al Consigliere Regionale Enzo Giancarli (Presidente della Commissione Ambiente e membro della Commissione speciale d’indagine sul biogas) che presenziava all’iniziativa, la lettera aperta che segue.

Sono alcune delle tante domande che i cittadini rivolgono alla Regione e ai suoi rappresentanti politici sulla vicenda “biogas”. Domande fino ad oggi rimaste senza risposta! LETTERA APERTA AL CONSIGLIERE REGIONALE Enzo GIANCARLI Caro Consigliere, apprezziamo che sia venuto oggi nel nostro Comune alla presentazione del libro “la buona terra” che non abbiamo ancora visto e letto ma che, pensiamo, recupera e ricorda le tradizioni delle nostre genti da sempre legate all’agricoltura e, con essa ad una qualità dell’ambiente che oggi più di ieri deve essere conservata e preservata come la più grande risorsa da lasciare in eredità alle generazioni future. Le scriviamo anche perche in più occasioni l’abbiamo invitata a discutere con i cittadini una questione che da un anno e mezzo ci assilla e ci preoccupa: quella delle centrali a biogas nel nostro territorio.

Un invito che sempre Lei ha declinato anche se sappiamo che ad esse è stato attento. Oggi, dopo le tante vicende che hanno caratterizzato questi mesi, dopo che, a fronte della latitanza delle istituzioni e della politica, ci siamo dovuti auto-organizzare per denunciare le tante incongruità e prepotenze dei “soliti noti” e le “presunte” connivenze di pezzi della pubblica amministrazione e per difendere il territorio, l’ambiente e la nostra salute … oggi, che la Commissione d’inchiesta di cui Lei fa parte ha concluso (anche se non ne conosciamo gli esiti) le sue inchieste, oggi che Lei è a Camerata, vogliamo farle qualche domanda …

Lei sicuramente sa che l’agricoltura e in generale l’economia dei nostri territori è messa in ginocchio da una crisi pesantissima ad oggi senza via di uscita. Lei sicuramente sa che questi impianti godono di imponenti incentivi finanziati con risorse pubbliche o meglio, direttamente dalle bollette elettriche delle famiglie e delle aziende. Nel caso di Camerata sicuramente sa che la tariffa incentivante ammonta ogni anno a € 1.629.598,40 di gran lunga superiore al costo (compreso l’utile) di produzione e che, per i 15 anni di attività, si arriva alla non piccola cifra di 24.443.976,00 euro (dati della proprietà).

Non pensa che modalità cosi scandalose di “economia assistita” possano distorcere il mercato agricolo con conseguenze pesanti sulla qualità e la sostenibilità dell’agricoltura e sui redditi degli stessi agricoltori? Dice la legge che l’erogazione di questi incentivi è vincolata alla completa realizzazione delle opere ma nonostante sia stato ampiamente documentato che l’impianto non è stato interamente realizzato ovvero non è mai stato conforme alle prescrizioni progettuali impartite, i contributi sono stati erogati (ora sospesi i virtù della sentenza del TAR) dal gennaio 2013. Perche a questi soggetti è stato consentito di derogare alla legge … chi li ha aiutati e coperti …

la regione ha svolto in questo e in altri casi (fidejussione controlli ecc.) adeguatamente il suo ruolo? E se no, di chi le responsabilità? Oggi che l’impianto non produce energia, chi vigila sulle attività di messa in sicurezza? Come verrà smaltito il digestato stoccato visto che alcune delle parti mancanti del’impianto sono proprio quelle destinate all’inertizzazione di tale materiale altrimenti potenzialmente pericoloso? Lei sa che confinante all’impianto c’è un vasto terreno di proprietà dell’INRCA e quindi proprio della regione (del valore stimato di oltre 2.000.000 di euro) dalla cui vendita doveva venire un contributo alla realizzazione di nuove strutture ospedaliere?

Lei sa che ora quei terreni sono locati proprio ai proprietari degli impianti e che gli stessi alla fine ne possono determinare a cifre molto minori, il prezzo di cessione? Non si configura in rischio che ancora una volta per gli interessi di pochi siano i cittadini ad essere fregati? Potremmo continuare con tante altre domande. Quello che ci preme è, come facciamo da mesi, denunciare questo stato di cose e le connivenze che l’hanno determinato … perche di “buona terra” c’è tanto bisogno anche in futuro!



Stop Biogas Terre Nostre Marche

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-12-2013 alle 17:49 sul giornale del 23 dicembre 2013 - 1660 letture