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comunicato stampa

Venerdì i presidenti delle province incontrano i senatori ad Ancona per confrontarsi sulla Legge Delrio

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In vista dell’avvio dell’esame in Aula del Disegno di legge sulle Province e Città Metropolitane, i presidenti delle cinque Province marchigiane invitano i senatori eletti in regione per un preventivo confronto sugli aspetti di maggiore criticità contenuti nella norma: costituzionalità e reale risparmio derivante dal riordino istituzionale (dubbi espressi anche dalla Corte dei Conti alla Commissione Affari costituzionali del Senato).

L'incontro si terrà venerdì 24 gennaio alle ore 10, presso la sede Upi di Ancona, in corso Garibaldi 78, per approfondire i contenuti dei documenti emendativi, approvati dall’Assemblea dei Presidenti e del Consiglio direttivo Upi che si è tenuto a Roma la scorsa settimana. I senatori invitati sono Silvana Amati, Remigio Ceroni, Camilla Fabbri, Serenella Fuksia, Mario Morgoni, Riccardo Nencini, Maria Paola Merloni e Francesco Verducci. "La Camera dei Deputati - si legge nel documento dell'Upi - ha apportato diverse correzioni al disegno di legge del Governo, ma il testo approvato presenta ancora vizi di costituzionalità, lacune, incongruenze, disfunzioni, che sono già state evidenziate durante la discussione parlamentare.

In sintesi, l’attuale testo ripropone in modo confuso gli obiettivi delle norme dei decreti Salva Italia e Spending Review: lo svuotamento delle funzioni provinciali e la trasformazione delle Province in enti di secondo grado, nella prospettiva di una loro abolizione dalla Costituzione. Allo stesso tempo, la legge di stabilità 2014 (legge 147/13, articolo 1, commi 325 e 441) ha riproposto la proroga dei commissariamenti e il commissariamento delle Province i cui organi elettivi scadono entro il 30 giugno 2014, impedendo in questo modo la rielezione degli organi di governo delle Province da parte dei cittadini nelle elezioni amministrative del 2014.

Queste disposizioni normative sono di dubbia legittimità poiché son in contrasto con le previsioni del TUEL in materia di commissariamenti e con le disposizioni costituzionali a tutela della natura democratica delle istituzioni della Repubblica. Il ddl AS 1212, nel suo impianto di fondo, appare quindi non coerente con le disposizioni di cui agli articoli 1, 5, 48, 114, 117, 118 e 119 della Costituzione. E’ inoltre in contrasto con le norme della Carta europea delle autonomie locali ed, in particolare, con la recente raccomandazione all’Italia del Congresso dei poteri locali e regionali del Consiglio d’Europa del 19 marzo 2013".



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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-01-2014 alle 13:37 sul giornale del 23 gennaio 2014 - 1013 letture