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Falconara: Pd, 'Indispensabile e strategico sviluppare forme di cooperazione intercomunale'

Partito Democratico bandiera 3' di lettura 16/02/2014 - 'Indispensabile e strategico sviluppare forme di cooperazione intercomunale'. Così il gruppo consiliare del Pd di Falconara: una mozione.

Al Sig Sindaco di Falconara Marittima Al Presidente del Consiglio Comunale di Falconara Marittima

MOZIONE OGGETTO: ISTITUZIONE DI UN UNIONE DI COMUNI PREMESSO CHE oggi i Comuni si trovano a fare i conti con risorse economiche in costante contrazione, stretti tra progressive riduzioni dei trasferimenti statali e vincoli di spesa indotti dal Patto di Stabilità; diventa quindi indispensabile e strategico sviluppare forme di cooperazione intercomunale in grado di garantire una gestione più razionale ed efficiente delle funzioni locali, nel contempo mantenendo una economicità di gestione; un quest’ottica, l’Unione di Comuni - ente costituito da due o più Comuni per l’esercizio congiunto di funzioni specifiche a esso delegate il cui ambito territoriale coincide con quello dei Comuni membri e dotato di autonomia statutaria nell’ambito dei principi fissati dalla Costituzione e dalle norme comunitarie, statali e regionali – appare una rilevante opzione per affrontare difficoltà ed ostacoli che i singoli Comuni incontrano quotidianamente;

CONSIDERATO CHE l’Unione non mette in discussione l’autonomia del Comune e non crea sovrastrutture con costi aggiuntivi; sono molti i servizi che potrebbero essere gestiti in forma associata: appalti, gare e contratti, attività di progettazione, pianificazione urbanistica e gestione del territorio; manutenzione del verde pubblico, formazione e gestione del personale; polizia urbana, attività produttive e sportello per le imprese, assistenza educativa ai minori; assistenza domiciliare; centri estivi; partecipazione a bandi europei, promozione turistico-culturale, tributi, raccolta rifiuti, servizi informatici, igiene urbana, ricovero cani randagi, comunicazione pubblica; la gestione associata dei servizi, unendo le risorse finanziarie destinate all’erogazione degli stessi da parte di ciascun Comune consente, in prospettiva, la riduzione del costo pro-capite dei servizi erogati; l’Unione permette un miglioramento qualitativo e quantitativo dei servizi offerti ai cittadini poichè rende possibili politiche di investimento comuni che sarebbero difficilmente sostenibili dai singoli Enti, in particolare negli ambiti dei servizi alla persona e dell’edilizia pubblica; l’Unione consente la creazione a livello sovra comunale di uffici che potranno operare con una maggiore specializzazione e qualificazione: ciò consentirebbe ai Comuni associati anche di superare le difficoltà connesse alla carenza di personale derivante dal blocco del turn over e dai vincoli alle assunzioni; verrebbero così favorite l’ottimizzazione delle risorse umane e delle competenze acquisite; la costituzione dell’Unione, pertanto, non solo non pregiudica il mantenimento dei livelli occupazionali nei Comuni associati, ma rappresenta per il personale comunale anche un’importante occasione di valorizzazione professionale; l’Unione di Comuni non compare tra gli enti assoggettati al Patto di Stabilità interno: questo significa che l’Unione non è soggetta appunto al Patto di Stabilità, mentre lo sono i Comuni superiori a 1.000 abitanti che vi partecipano; tramite l'Unione possono quindi sostenersi spese di investimento senza incorrere nei vincoli del Patto (allentati solo per il 2014 dalla Legge di stabilità) che invece troverebbero i singoli Comuni se cercassero di effettuare quelle stesse spese in forma autonoma; l’Unione permette agli amministratori locali di elaborare un’unica strategia condivisa di sviluppo dell’intero territorio sovracomunale per garantire servizi e infrastrutture in grado di soddisfare maggiormente le richieste dei cittadini e delle imprese che operano in sistemi economici e produttivi di area vasta; Il ddl Del Rio, ora all'approvazione del Senato dopo il passaggio alla Camera, prevede che le Regioni, nella definizione del patto di stabilità verticale, possano individuare idonee misure volte a incentivare le Unioni di Comuni, fermo restando l’obiettivo di finanza pubblica regionale.

IL CONSIGLIO COMUNALE CHIEDE AL SINDACO di farsi promotore di un’azione propositiva forte ed incisiva nei confronti dei Comuni limitrofi (a partire da Chiaravalle, Montemarciano e Monte San Vito) per dar vita, entro il 2014, ad una nuova “Unione di Comuni” al fine di conseguire un elevato grado di integrazione amministrativa ed ottenere importanti benefici economici e gestionali.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-02-2014 alle 23:08 sul giornale del 17 febbraio 2014 - 1098 letture

In questo articolo si parla di politica, partito democratico, falconara marittima, unione dei comuni

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