Raschia (Cgil): 'Scuola bene comune. Il giardino? Decisamente meno… a quanto sembra'

FP Cgil 3' di lettura Ancona 09/03/2014 - Il neo-presidente del consiglio, nel discorso di insediamento, ha dichiarato guerra alla burocrazia: "la madre di tutte le battaglie". Servirebbero parecchi miliardi per rimettere in piedi buona parte dei plessi scolastici meno sicuri. Solo una piccola fetta di quel gruzzolo, però, è stata attivata dalla burocrazia-lumaca per i malmessi edifici scolastici nostrani. Il ministro ha aggiunto che in un paese civile le scuole devono avere sicurezza, agibilità, dignità e decenza.

La stampa locale non ha mancato di dare ampio risalto al tema passando al setaccio la situazione del nostro territorio elencando le iniziative che servirebbero. La notizia più curiosa quella riferita alla materna “Acquario” a Pietralacroce. A destare preoccupazione non sono le condizioni della struttura, ma quelle del giardino: un privato, con villa attigua, evidentemente con problemi di spazio, ha trovato con fare intelligente il modo di acquistarne una porzione.

La storia risale ad anni or sono e i più anziani del luogo ricordano che all'epoca il Comune ha dato prova di mostruosa efficienza. Con passaggi spediti come non mai, quella pratica si è chiusa con successo e in tempi record. Tra domanda presentata, esame in commissione e delibera: 10 giorni. Davvero da guinness dei primati! A dimostrazione che, al solito, chi è pratico dei farraginosi meccanismi burocratici non perde certo tempo! Peccato che tanto spirito d’iniziativa non sia messo a servizio della collettività. Quante cose si potrebbero fare se altrettanta passione, e disinteresse, guidasse la gestione della cosa pubblica… ma questa è un’altra storia.

E quella che raccontiamo non finisce qui. Col tempo, infatti, la famiglia si allarga, crescono le esigenze e il bisogno di cubatura. Permute, condoni, e poi le discusse norme del “piano casa”, consentono l'avvio di altri lavori che interessano l’area pubblica. Tutto quel giardino sembra ancora troppo per una scuola d’infanzia; continua a far gola. Del resto è uno spreco destinarlo ai giochi dei bimbi, i quali nel frattempo vedono crescere i frutti di un prezioso lavoro educativo: piante, fiori ed erbe aromatiche in una aiuola con tufo.

È il risultato di un progetto di ampliamento di spazi esterni approvato e finanziato dalla Regione Marche… Che i lavori in corso non risparmiano. Sembra che il Comune, cui il privato cittadino si è rivolto, abbia chiesto pareri alla circoscrizione prima di autorizzare lo scempio. Pareri ovviamente negati. Si esprime in tal senso anche la direzione didattica. Tutto sembra però cadere nel vuoto: alle maestre, e soprattutto alle attività ludiche e educative ormai intralciate da un paio d’anni, non rimane che prenderne atto. A quanto è dato sapere, infatti, ciò sembra non impedire il rilascio delle autorizzazioni. Sono in molti a chiedersi quali ragioni -evidentemente di estrema importanza-, e soprattutto quali interessi pubblici abbiano orientato le decisioni dell’ente. L’art. 41 della Costituzione così recita: “L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale…”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-03-2014 alle 16:03 sul giornale del 10 marzo 2014 - 1380 letture

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