Camerata Picena: disoccupazione e futuro. 'Istituzioni e la comunità debbono agire'

Il Paese che vorrei 2' di lettura 10/03/2014 - Suicidarsi a 33 anni per disperazione. Quella che viene dopo mesi e mesi di disoccupazione, quella che ti ha ucciso dentro ogni futuro, quella che ti fa guardare i figli con la sofferenza della colpa. Storie che ci accadono accanto, drammi che ci coinvolgono, purtroppo sempre dopo.

Dimitri Bordea viveva ad Agugliano, a pochi chilometri da qui, era uno dei tanti emigranti che hanno cercato nel nostro paese una vita migliore, e sperava di averla trovata, il lavoro, l’arrivo della famiglia, la stima e l’amicizia dei compagni di lavoro, poi… la disoccupazione, un mese, due mesi , un anno e la speranza che si allontana e alla fine il dramma. Dimitri è uno dei tanti, come Giulio, come Mario, come Amhed, sono milioni, e non li distingue la nazionalità ma lo stesso comune destino di precarietà e disoccupazione.

Cifre da dopoguerra, il 45% per cento, dei giovani, il 13% complessivo, senza contare i tanti che hanno perso anche la voglia di registrarsi, i molti che quello che chiamano lavoro è solo precarietà a quattro soldi. Bisogna reagire e fare cose concrete. La lotta alla disoccupazione deve diventare il primo pensiero dell’ agire pubblico, anche nei piccoli comuni le amministrazioni debbono mettere al primo posto questo impegno , non bastano i bandi, occorre un censimento vero dei bisogni, un luogo dove chi è disoccupato trovi informazioni, impegni che ne sostengano progetti, aiuto per affrontare il mare della burocrazia, vicinanza che permetta di sfruttare ogni occasione di professionalizzazione.

E poi occorre l’impegno della solidarietà, una comunità non può voltarsi altrove di fronte al dramma della famiglia di Dimitri e delle tante che vivono , a volte in dignitoso silenzio, le stesse sofferenze. Il diritto alla vita e alla dignità è un diritto di tutti, come il dovere di impegnarsi e quindi le istituzioni e la comunità debbono agire, oggi trovando i modi per dare un tangibile aiuto alla famiglia Bordea, sempre istituendo fondi e attività che li alimentino, La politica quella buona si misura su queste cose. Solidale, attivo, partecipato, coraggioso, questo è “il paese che vogliamo”.

Lista “il paese che vorrei” Camerata Picena






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-03-2014 alle 17:08 sul giornale del 11 marzo 2014 - 1257 letture

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