Ad Ancona il primo convegno regionale delle scuole paritarie

Infanzia 1' di lettura Ancona 27/03/2014 - Le scuole di infanzia paritarie della diocesi di Senigallia (‘Ada Bianchi’, ‘San Vincenzo’- Senigallia, ‘Medi Pierfederici’- Monte San Vito, ‘Cavallini’ – Chiaravalle) prenderanno parte al convegno di sabato prossimo 29 marzo promosso dai vescovi marchigiani e dedicato alle scuole paritarie di ispirazione cristiana.

Un’iniziativa per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica ed in particolare degli amministratori e politici della Regione Marche sulla presenza e sul servizio svolto nella regione dalle scuole di ispirazione cristiana.

Il Convegno si terrà sabato ad Ancona, nell'Aula magna della facoltà di Economia (ex caserma Villarey) a partire dalle 9.30. Saranno presenti i Vescovi, interverranno il Presidente della Regione Gian Mario Spacca e il dr. Luigi Morgano, Segretario nazionale della Fism che proporrà una relazione sul tema “Le ragioni di una presenza e di un servizio”. Insegnanti, genitori, personale della scuola andranno a testimoniare la presenza e la vitalità di queste scuole che nella regione vedono la presenza di 7496 alunni, 123 scuole, con 356 sezioni e 745 insegnanti.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 27-03-2014 alle 16:28 sul giornale del 28 marzo 2014 - 980 letture

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Paul Manoni

29 marzo, 10:53
"Le ragioni di una presenza e di un servizio"...O forse dovremmo parlare di ragioni per spostare quattrini pubblici, dalla scuola pubblica (quelli di tutti), a quella privata (della FISM)?

Curioso che ad argomentare in modo così "materiale" siano proprio i sostenitori del primato "spirituale". Se non esistessero gli ospedali pubblici, non tutti potrebbero accedere ai servizi sanitari.
Le discriminazioni aumenterebbero, anziché ridursi.
Così è per la SCUOLA PRIVATA, magicamente divenuta PARITARIA grazie alla legge 62/2000. Se ciò non accade, è proprio perché la nostra è (ancora) una democrazia. Un sistema che in Europa, solo lo Stato della Città del Vaticano, che concentra tutto il potere nelle mani di una sola persona, rifiuta esplicitamente di applicare.

La Chiesa rivendica il diritto alla libertà religiosa, ed il diritto alla libertà di educazione dei genitori (cattolici). Lo fa senza sosta, ma viene spesso il sospetto che pensi esclusivamente alla propria, di libertà. Per esempio, cosa fare in quei Comuni dove, "grazie" all’applicazione del principio di sussidiarietà, l’unica scuola disponibile è una paritaria caratterizzata da un progetto educativo esplicitamente cattolico? Dove finisce, in questi casi — che, in piccoli paesi, sono già adesso realtà — la libertà di coscienza e il tanto sbandierato diritto dei genitori all’educazione dei propri figli? Questo non se lo chiede nessuno nella FISM???

Non sono, queste, le uniche sostanziali assenze nei discorsi della FISM. Un silenzio tombale è per esempio riservato alla qualità dell’insegnamento. Eppure tutti gli studi effettuati, siano essi opera di organismi internazionali (l’OCSE), realtà indipendenti (la Fondazione Agnelli) o lo stesso ministero dell’istruzione, sono convergenti: la qualità dell’insegnamento privato è scarsa, assai più scarsa di quella impartita nella scuola di tutti. In soldoni, significa che le sedicenti Scuole PRIVATE/PARITARIE, non sono altro che ciò che sono...DIPLOMIFICI! Pago, quindi ottengo i certificati. Difficile in ogni caso non essere generosi verso clienti che pagano rette da capogiro e non stupiscono percentuali del 100% di promossi.

Le cause di questo "spread" qualitativo sono anche altre. Gli insegnanti delle scuole private/paritarie sono SOTTOPAGATI: anche perché viene fatta loro tintinnare, in contropartita, l’acquisizione di un punteggio utile a scalare le graduatorie pubbliche. Secondo l’ISTAT, una fetta consistente di tali docenti lavora in nero. Molti non hanno neppure l’abilitazione prevista dalla legge. Tutto questo si chiama più semplicemente PRECARIATO.

La mancanza di inclusività della scuola privata/paritaria, è infine confermata anche dai numerosi esempi di diniego di accesso ai disabili. Né va meglio con bambini e ragazzi stranieri, la cui presenza nella scuola paritaria è decisamente minoritaria. Un caso?

Ma visto anche gli illustri invitati della politica, alla ricerca di consensi in vista di un terzo mandato in Regione, vogliamo parlare dell'Art. 33 della COSTITUZIONE ITALIANA?
No, non mi riferisco al cristallino comma "Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, SENZA ONERI PER LO STATO"....Sarebbe troppo facile.
Mi riferisco al comma precedente. Ovvero lo Stato (Regioni, comuni, ecc, ecc), ha l'obbligo di istituire scuole statali per tutti gli ordini e gradi.
Insomma, è assai chiaro che con la legge 62/2000, tutti gli amministatori dello Stato, hanno un'ottima scusa per rendersi ancora più inetti di come lo sono già ora, e possono tranquillamente finanziare (la scuola privata/paritaria), anzichè istituire quella pubblica. Anzi. Pare che ultimamente riescanoa superare perfino se stessi, arrivando a TAGLIARE sulla scuola pubblica, ed elargire su quella privata/paritaria.

In sintesi, è bene che tutti sappiano che le scuole private/paritarie non potranno mai, per definizione, essere la scuola pubblica, quella "di tutti". Rappresenteranno invece sempre progetti educativi di parte: la cui esistenza è garantita dalla Costituzione, purché "senza oneri per lo Stato". I cittadini che lo vogliono sono liberi di destinare soldi a istituti meno competitivi di quelli statali. Ma non chiedano soldi alle tasche, sempre più vuote, di tutti gli altri.




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