Falconara: ex Montedison, dopo lo sgomebro tornano i senza tetto. FBC e CiC ne parleranno a breve

ex Montedison Falconara 5' di lettura 28/03/2014 - FALCONARA: DOPO LO SGOMBERO DELLA EX MONTEDISON, IL RITORNO, DOPO 24 ORE, DEI SENZA TETTO RUMENI. Analisi e proposte di FBC E CIC…in vista della commissione sicurezza di lunedì 31 marzo.

La presenza di senza dimora di nazionalità rumena a Falconara è un fenomeno ormai strutturale e non passeggero. La loro presenza, tra le 30 e le 60 persone, si registra almeno dal 2010. Di giorno si dedicano all’accattonaggio nella nostra città e nelle città limitrofe (Falconara è il baricentro tra Ancona, Jesi e Senigallia). Di notte cercano riparo in luoghi di fortuna come l’area ad alto rischio ambientale della ex Montedison (è uno dei territori falconaresi che fa parte di uno dei 44 siti SIN - cioè di interesse nazionale per le bonifiche). Nell’inverno 2011-12 sono stati protagonisti di un’accoglienza temporanea (15 giorni) per l’emergenza freddo e neve che il comune ha curato con alcune associazioni di volontariato. Li abbiamo visti dormire alla Ex Montedison, anche con 50 cm di neve, con pericolo di crolli e in una zona altamente inquinata, li abbiamo visti fare accattonaggio nelle nostre strade, li abbiamo visti dormire sui cavalcavia per andare la mare in notti freddissime. Certamente alcuni loro comportamenti scorretti non sono certo tollerabili e non si possono lasciar correre. Chi sbaglia, paga.

Una vita ai margini la loro in condizione di estrema povertà ed estremo rischio. Una donna rumena, tempo fa, ha perso la vita in un incidente stradale mentre attraversava di notte la strada davanti alla ex Montedison e un’altra giovane donna è scomparsa nel nulla. Sulla stampa abbiamo letto gli appelli della sorella che la cercava disperatamente. La loro diversità, il loro modo di vivere ci inquieta. e fa nascere in noi una domanda: perché fanno questa vita? Perché rischiano così tanto per un pezzo di pane e per portare qualche decina di euro ai loro familiari in Romania? Forse perché questa vita di stenti qui è un po’ meglio che soffrire la fame in Romania. Come per altri immigrati la follia di fare una attraversata con condizioni meteo proibitive o con un natante che rischia di affondare, è un po’ meglio che rimanere in situazione di povertà, guerra o persecuzione politica nei loro paesi. Lo so, è assurdo, ma questo succede nel nostro tempo e nel nostro territorio. E ci turba profondamente! A Falconara si è cercato di mandarli via con qualsiasi mezzo di “dissuasione” sgomberi forzati alle 6 di mattina, ordinanze anti-bivacco e anti-accattonaggio, ecc. Ma loro si allontanano per brevi periodi e poi ritornano. L’estate che arriva potrebbe far aumentare il loro numero. Cosa fare? Nessuno ha soluzioni in tasca, ma una cosa è certa dovremmo fare i conti con loro per un periodo non breve.

Alcuni percorsi significativi, a nostro avviso, sono: conoscere meglio un fenomeno nuovo e complesso (l’abbattimento delle frontiere fa circolare merci e mezzi, ma anche persone e tanta povertà che c’è in Europa e che fino a ieri non volevano vedere); dedicare almeno un operatore socialeper alcune ore alla settimana per un lavoro di conoscenza e di mediazione sociale con questo gruppo di rumeni e con altri senza tetto che vivono ormai nel nostro territorio (in passato il comune aveva messo un operatore sociale sperimentale che poi, dopo un breve periodo è stato tolto); alimentare un lavoro di rete più strutturato e stabiletra servizi sociali comunali, volontariato e forze dell’ordine. Informare e sensibilizzare la cittadinanza su questo fenomeno che tocca da diversi anni il nostro territorio. Orientare il volontariato esistente e nuovo verso la costruzione di risposte significativeper questa emergenza sociale. Coinvolgere la comunità dei cittadini rumeni che risiedono nel nostro territorioper un contributo fattivo verso i loro connazionali e verso i progetti che potrebbero essere messi in atto (la nazionalità rumena a Falconara è la prima nazionalità per numero di residenti - sono oltre 700 e sono quasi il 30% degli immigrati presenti a Falconara, persone oneste che lavorano nel nostro territorio da anni. Diversi di loro lavorano come badanti e come babysitter nelle nostre case). Prendere contatto con altri comuni e con altri territoriche stanno affrontando lo stesso fenomeno dei senza tetto rumeni magari da più tempo e con progetti innovativi (il fenomeno è presente in tante altre zone e città in Italia. Insomma occorre andare oltre la repressione che, come abbiamo visto, da sola, non porta risultati eccellenti! Ci aspetta un importante lavoro sociale e culturale che non può più essere rimandato! Il comune di Falconara è in grado di gestire la regia e il coordinamento di questo importante processo sociale, culturale e di sicurezza urbana partecipata? Nella commissione sulla sicurezza urbana convocata per lunedì prossimo 31.03.2014 si continuerà a parlare di quante multe sono state fatte in base alle ordinanze sindacali, delle due nuove telecamere che forse verranno installate, di un giro in più dei vigili in un quartiere o si andrà oltre? Nel Bilancio 2014 si individuerà un minimo di risorse per affrontare queste problematiche o si andrà avanti alla giornata sperando che non succeda nulla di grave?

RICCARDO BORINI CONSIGLIERE FBC E CIC






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 28-03-2014 alle 14:52 sul giornale del 29 marzo 2014 - 1355 letture

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