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Parcheggio all'ex nautico, Ballanti: 'No a progetti impattanti per una mobilità sostenibile'

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Sul ventilato parcheggio all’ex Istituto Nautico sventare progetti impattanti e favorire invece una mobilità sostenibile Inevitabile unirsi alle preoccupazioni del Movimento 5 Stelle che chiede di “ampliare l’offerta culturale e turistica e progettare una mobilità sostenibile a servizio del waterfront e del centro storico, pensando ad un progetto uniforme, senza nuovi edifici o parcheggi come quello ventilato all’ex Istituto Nautico”.

Cieca e provinciale l’idea di trasformare l’ex Istituto Nautico in parcheggio multipiano a servizio delle attività crocieristiche ed in controtendenza ai moderni orientamenti per garantire più sostenibilità alle città inquinate, come Ancona, e con troppo traffico automobilistico. Il traffico privato invece di essere tenuto fuori dal centro storico in questo modo, se il progetto sarà attuato, verrà direttamente portato dentro il centro storico.

Centro storico martoriato e sfilacciato prima dai bombardamenti del 1943 che distrussero il rione del porto poi dal terremoto del 1972 che devastò la città medioevale sovrastante, poi abbandonato a se stesso dalle classi politiche di governo della città che si dimenticarono del centro storico. Ora il progetto di un mega parcheggio sopra il porto traianeo.. La direzione nella quale occorrerebbe andare è invece la costruzione di parcheggi a sostegno delle attività crocieristiche nella zona del nuovo porto prevedendo una mobilità pubblica a basso impatto ambientale che funzioni da transfert. Ma chiedere questo ad una classe politica di governo, sia comunale che regionale, che da tre anni taglia il trasporto pubblico favorendo inevitabilmente la mobilità privata, con l’aumento ovvio delle emissioni inquinanti e del traffico, è probabilmente troppo.

Casomai si riprenda a discutere su un serio progetto, partendo da quello di Erskine, degli anni ’80, che preveda, d’accordo con la Sovrintendenza e prevedendo ad una necessaria mobilità altamente sostenibile, la costruzione di case per anziani, alloggi per studenti, istituzioni culturali, botteghe artigiane, negozi ed uffici - riempendo i “buchi” di degrado fatti di macerie, erbacce, campi vuoti lasciati dopo i bombardamenti del ’43 e il terremoto del ’72. In tal modo si farebbe tornare a vivere nel quartiere qualche migliaio di persone restituendo un’anima ad un centro storico semi-vuoto e senza più legami con il suo passato. Daniele Ballanti Comitati cittadini per il TPL e la mobilità sostenibile



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 03-05-2014 alle 13:13 sul giornale del 05 maggio 2014 - 1335 letture