Sedi territoriali Istat: una interrogazione di Emanuele Lodolini

Lodolini 4' di lettura Ancona 11/06/2014 - L'On. Emanuele Lodolini ha depositato stamani un'interrogazione parlamentare al Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione per conoscere quali siano le reali intenzioni del Governo rispetto ad una riorganizzazione dell'Istat che ha un'importante sede territoriale ad Ancona per le Marche; se l'Istat rientri nel processo di aggregazione degli oltre 20 enti che svolgono funzioni di ricerca, per dare vita a centri di eccellenza.

Lodolini, condividendo la necessità di riorganizzare in profondità la presenza dello Stato sul territorio in vista del conseguimento di risparmi ed incremento di efficienza della Pubblica Amministrazione, nell'interrogazione fa riferimento alla “lettera ai dipendenti pubblici” firmata dal Presidente Renzi e dal Ministro Madia presentata il 30 aprile u.s. in relazione al Piano di riforma della PA. Nella stessa missiva al punto 28 si legge testualmente "riorganizzazione della presenza dello Stato sul territorio (es. ragionerie provinciali e sedi regionali Istat) e riduzione delle Prefetture a non più di 40 (...)." L’Istat è un Ente Pubblico di Ricerca (EPR), le cui 17 Sedi territoriali, tra le quali quella di Ancona, rappresentano strutture tecniche incardinate all’interno di un’unica Direzione Centrale, e di tredici strutture dirigenziali di secondo livello (gli Uffici territoriali), non tutte peraltro dotate di dirigente. Nelle 17 sedi, una per ciascun capoluogo di Regione, lavorano in totale meno di 300 dipendenti. I dirigenti tecnici di primo livello sono meno di 10 e il Direttore centrale è uno solo che peraltro coordina anche altre strutture tecniche dell'Istat localizzate a Roma. Questo quadro è stato determinato a seguito dell’ultima riorganizzazione del’Istat avvenuta circa tre anni fa (DPCM 28 aprile 2011).

La riorganizzazione della Rete territoriale Istat è già stata effettuata tre anni fa, ed è stata l’occasione per realizzare risparmi, operando numerosi accorpamenti a livello territoriale con soppressione delle relative posizioni dirigenziali tecniche di primo e secondo livello. A differenza delle ragionerie provinciali o delle Prefetture dei comuni non capoluogo di regione, le SSTT Istat svolgono specifiche funzioni che nessuna altra struttura Istat di competenze territoriali superiori svolge attualmente né potrebbe svolgere in futuro. Le SSTT dell’Istat sono le strutture attraverso le quali l’Istat attua molti dei processi di produzione dei dati, a cominciare dai censimenti e dalle altre rilevazioni che riguardano aspetti rilevanti come la salute della popolazione, la sicurezza stradale, l’occupazione, ecc.§

Le SSTT dell’Istat sono le strutture attraverso le quali l’Istat coopera con gli altri Enti della Pubblica Amministrazione nel territorio (cioè la maggior parte della PA) per lo sviluppo dei processi informativi e l’innovazione tecnologica degli stessi. L’attività di ricerca dell’Istat è finalizzata a produrre le informazioni statistiche ufficiali necessarie a soddisfare le esigenze conoscitive delle istituzioni nazionali e a rispondere a precisi obblighi internazionali (anche sanzionati economicamente). In questo contesto le Sedi territoriali dell'Istat garantiscono la statistica per il territorio, una funzione informativa fondamentale per la attuazione ed il controllo democratico delle politiche locali.

Condividendo una necessaria riorganizzazione, la medesima deve quindi andare nel semplificare la struttura nazionale senza indebolire la presenza sul territorio della rete Istat sia da un punto di vista delle funzioni che delle risorse umane, avendo ben chiaro che intervenire sulle Sedi Territoriali dell’Istat potrebbe compromettere l’assetto e il funzionamento dell’Istituto, cioè l’effettivo esercizio e sviluppo della funzione statistica ufficiale per il Paese, perché. I principi di imparzialità, terzietà e indipendenza dal potere politico degli Uffici di statistica della PA, soprattutto a livello locale, non sono pienamente effettivi sia per la collocazione degli Uffici negli organigrammi degli Enti, sia per la loro dotazione di personale. In questo quadro, senza una governance territoriale adeguata non c’è possibilità per l’Istat di garantire un’informazione statistica autorevole e indipendente, specialmente a livello territoriale. Ridurre ulteriormente la presenza dell’Istat sul territorio equivarrebbe tout court a rinunciare alla possibilità di affiancare gli Uffici del Sistan nella produzione delle informazioni che dovrebbero essere utilizzate per valutare le scelte politiche degli Enti di appartenenza.


Avremmo, per esempio, le Regioni che produrrebbero da sole i dati per i piani di dimensionamento scolastico, o per la rete sociosanitaria territoriale, o per le politiche per il lavoro, ecc. ecc. Per il Governo la ricerca pubblica é un settore strategico ma che, giustamente, merita un ripensamento complessivo dell’attuale sistema: sulla base di tre fondamentali criteri: la ricerca deve essere strettamente connessa allo sviluppo economico del paese e deve pertanto essere assicurata una governance centralizzata in grado di indicare gli indirizzi e le scelte di fondo dei filoni sui quali il paese deve investire; è necessaria una razionalizzazione degli attuali enti di ricerca; è necessario non disperdere ulteriormente le professionalità oggi al servizio del sistema di ricerca, individuando soluzioni che consentano invece l’implementazione dell’attuale disciplina del reclutamento.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 11-06-2014 alle 17:03 sul giornale del 12 giugno 2014 - 2583 letture

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