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POLITICA

31.08.2014 18:39
firma generica autore

da Paolo Eusebi
Consigliere regionale
www.paoloeusebi.it

 

Eusebi: "Matteo e gli 80 euro: in tasse veritas"

paolo eusebi

Da oggi fino al 19 settembre la stragrande maggioranza dei marchigiani dovrà fare i conti con 410 adempimenti. Gli addetti ai lavori lo avevano detto chiaramente.

E puntualmente saranno infatti in tutt’Italia circa 20 milioni i contribuenti coinvolti in questo pantagruelico banchetto fiscale che lo Stato si è preparato prevedendo ben 410 adempimenti. Oltre al 770 ci sono l'Irpef, l'Irap, l'Ires, l'Iva, le addizionali regionali, i versamenti Inps, la Tobin tax, l'imposta sostitutiva sui redditi di capitale e sui capital gain. I contributi previdenziali da versare riguarderanno i lavoratori dipendenti, ma anche gli artigiani, i commercianti e i lavoratori domestici.

Ad essere maniacalmente precisi, si tratta di 171 adempimenti per gli imprenditori individuali, di 167 adempimenti per i professionisti fino ad arrivare ai 72 adempimenti per gli enti non commerciali. Con in mezzo imprenditori, commercianti, partite Iva e co.co.pro, artigiani, per lo Stato anche la ciliegina rappresentata dalla proroga del pagamento della prima rata della Tasi al 16 settembre 2014, solo per i contribuenti residenti in quei comuni, come quello di Ancona, che non avevano ancora approvato le delibere con le aliquote da applicare. Quadro a dir poco sconfortante. Quadro ancor più fosco e drammatico se solo si considera che dal 1980 a oggi la pressione fiscale in Italia è aumentata di 12,6 punti percentuali, portando le sole imprese a pagare all'erario 110,4 miliardi di euro l'anno. Lo rileva la Cgia di Mestre, segnalando che nell'Ue solo le imprese tedesche, in termini assoluti, pagano più tasse di quelle italiane, ovvero 121 mld di euro. Con un non tanto piccolo distinguo: la Germania ha 20 milioni di abitanti più di noi. Quasi ad infierire, la Cgia ricorda che nel 2014, come previsto nel Def approvato la primavera scorsa, la pressione fiscale raggiungerà il 44%, pari al record già toccato nel 2012. La pressione fiscale di quest'anno, infatti, è destinata a salire di 0,2 punti percentuali rispetto al livello raggiunto l'anno scorso. Sempre restando in tema di carico fiscale che grava sulle imprese italiane, calcolando la percentuale delle tasse pagate dalle aziende sul gettito totale, a guidare la classifica europea è il Lussemburgo, con il 17%, seconda è l'Italia, con il 16%, terza l'Irlanda, con il 12,3%.

Tra i principali competitor dell'Italia, la Germania fa segnare l'11,6%, il Regno Unito l'11,2%, la Francia il 10,3%, mentre la media dell'Ue dei 15 è pari all'11,3% «Con un carico fiscale di questa portata – ha giustamente sottolineato il segretario della Cgia mestrina, Giuseppe Bortolussi - è difficile fare impresa e soprattutto creare le condizioni per far ripartire l'economia. Gli effetti legati alla rivalutazione delle rendite finanziarie, l'aumento dell'Iva, che nel 2014 si distribuisce su tutto l'arco dell'anno,l'introduzione della Tasi e, soprattutto, l'inasprimento fiscale che graverà sulle banche compensano abbondantemente il taglio dell'Irap e gli 80 euro lasciati in busta paga ai lavoratori dipendenti con redditi medio bassi».

In tasse veritas. E una macroscopica presa per i fondelli. Soprattutto per quelle tantissime famiglie formichine che hanno risparmiato una vita pensando al futuro dei propri figli, magari acquistando, con mille sacrifici, due case per due figli. Ebbene, proprio loro, assieme chiaramente al tessuto produttivo, sono paradossalmente diventate l’obiettivo uno Stato che continua ad elargire stipendi eccessivi alle tante caste e che invece si accanisce su coloro che finora hanno tenuto in piedi il Paese con il loro lavoro, con i loro risparmi.

Aprilo qui https://vivere.me/881
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Eusebi: "Matteo e gli 80 euro: in tasse veritas"

paolo eusebi

Da oggi fino al 19 settembre la stragrande maggioranza dei marchigiani dovrà fare i conti con 410 adempimenti. Gli addetti ai lavori lo avevano detto chiaramente.

E puntualmente saranno infatti in tutt’Italia circa 20 milioni i contribuenti coinvolti in questo pantagruelico banchetto fiscale che lo Stato si è preparato prevedendo ben 410 adempimenti. Oltre al 770 ci sono l'Irpef, l'Irap, l'Ires, l'Iva, le addizionali regionali, i versamenti Inps, la Tobin tax, l'imposta sostitutiva sui redditi di capitale e sui capital gain. I contributi previdenziali da versare riguarderanno i lavoratori dipendenti, ma anche gli artigiani, i commercianti e i lavoratori domestici.

Ad essere maniacalmente precisi, si tratta di 171 adempimenti per gli imprenditori individuali, di 167 adempimenti per i professionisti fino ad arrivare ai 72 adempimenti per gli enti non commerciali. Con in mezzo imprenditori, commercianti, partite Iva e co.co.pro, artigiani, per lo Stato anche la ciliegina rappresentata dalla proroga del pagamento della prima rata della Tasi al 16 settembre 2014, solo per i contribuenti residenti in quei comuni, come quello di Ancona, che non avevano ancora approvato le delibere con le aliquote da applicare. Quadro a dir poco sconfortante. Quadro ancor più fosco e drammatico se solo si considera che dal 1980 a oggi la pressione fiscale in Italia è aumentata di 12,6 punti percentuali, portando le sole imprese a pagare all'erario 110,4 miliardi di euro l'anno. Lo rileva la Cgia di Mestre, segnalando che nell'Ue solo le imprese tedesche, in termini assoluti, pagano più tasse di quelle italiane, ovvero 121 mld di euro. Con un non tanto piccolo distinguo: la Germania ha 20 milioni di abitanti più di noi. Quasi ad infierire, la Cgia ricorda che nel 2014, come previsto nel Def approvato la primavera scorsa, la pressione fiscale raggiungerà il 44%, pari al record già toccato nel 2012. La pressione fiscale di quest'anno, infatti, è destinata a salire di 0,2 punti percentuali rispetto al livello raggiunto l'anno scorso. Sempre restando in tema di carico fiscale che grava sulle imprese italiane, calcolando la percentuale delle tasse pagate dalle aziende sul gettito totale, a guidare la classifica europea è il Lussemburgo, con il 17%, seconda è l'Italia, con il 16%, terza l'Irlanda, con il 12,3%.

Tra i principali competitor dell'Italia, la Germania fa segnare l'11,6%, il Regno Unito l'11,2%, la Francia il 10,3%, mentre la media dell'Ue dei 15 è pari all'11,3% «Con un carico fiscale di questa portata – ha giustamente sottolineato il segretario della Cgia mestrina, Giuseppe Bortolussi - è difficile fare impresa e soprattutto creare le condizioni per far ripartire l'economia. Gli effetti legati alla rivalutazione delle rendite finanziarie, l'aumento dell'Iva, che nel 2014 si distribuisce su tutto l'arco dell'anno,l'introduzione della Tasi e, soprattutto, l'inasprimento fiscale che graverà sulle banche compensano abbondantemente il taglio dell'Irap e gli 80 euro lasciati in busta paga ai lavoratori dipendenti con redditi medio bassi».

In tasse veritas. E una macroscopica presa per i fondelli. Soprattutto per quelle tantissime famiglie formichine che hanno risparmiato una vita pensando al futuro dei propri figli, magari acquistando, con mille sacrifici, due case per due figli. Ebbene, proprio loro, assieme chiaramente al tessuto produttivo, sono paradossalmente diventate l’obiettivo uno Stato che continua ad elargire stipendi eccessivi alle tante caste e che invece si accanisce su coloro che finora hanno tenuto in piedi il Paese con il loro lavoro, con i loro risparmi.


Eusebi: "Matteo e gli 80 euro: in tasse veritas"
POLITICA

Eusebi: "Matteo e gli 80 euro: in tasse veritas"

31.08.2014 18:39 3
comunicato stampa

Da oggi fino al 19 settembre la stragrande maggioranza dei marchigiani dovrà fare i conti con 410 adempimenti. Gli addetti ai lavori lo avevano detto chiaramente.

E puntualmente saranno infatti in tutt’Italia circa 20 milioni i contribuenti coinvolti in questo pantagruelico banchetto fiscale che lo Stato si è preparato prevedendo ben 410 adempimenti. Oltre al 770 ci sono l'Irpef, l'Irap, l'Ires, l'Iva, le addizionali regionali, i versamenti Inps, la Tobin tax, l'imposta sostitutiva sui redditi di capitale e sui capital gain. I contributi previdenziali da versare riguarderanno i lavoratori dipendenti, ma anche gli artigiani, i commercianti e i lavoratori domestici.

Ad essere maniacalmente precisi, si tratta di 171 adempimenti per gli imprenditori individuali, di 167 adempimenti per i professionisti fino ad arrivare ai 72 adempimenti per gli enti non commerciali. Con in mezzo imprenditori, commercianti, partite Iva e co.co.pro, artigiani, per lo Stato anche la ciliegina rappresentata dalla proroga del pagamento della prima rata della Tasi al 16 settembre 2014, solo per i contribuenti residenti in quei comuni, come quello di Ancona, che non avevano ancora approvato le delibere con le aliquote da applicare. Quadro a dir poco sconfortante. Quadro ancor più fosco e drammatico se solo si considera che dal 1980 a oggi la pressione fiscale in Italia è aumentata di 12,6 punti percentuali, portando le sole imprese a pagare all'erario 110,4 miliardi di euro l'anno. Lo rileva la Cgia di Mestre, segnalando che nell'Ue solo le imprese tedesche, in termini assoluti, pagano più tasse di quelle italiane, ovvero 121 mld di euro. Con un non tanto piccolo distinguo: la Germania ha 20 milioni di abitanti più di noi. Quasi ad infierire, la Cgia ricorda che nel 2014, come previsto nel Def approvato la primavera scorsa, la pressione fiscale raggiungerà il 44%, pari al record già toccato nel 2012. La pressione fiscale di quest'anno, infatti, è destinata a salire di 0,2 punti percentuali rispetto al livello raggiunto l'anno scorso. Sempre restando in tema di carico fiscale che grava sulle imprese italiane, calcolando la percentuale delle tasse pagate dalle aziende sul gettito totale, a guidare la classifica europea è il Lussemburgo, con il 17%, seconda è l'Italia, con il 16%, terza l'Irlanda, con il 12,3%.

Tra i principali competitor dell'Italia, la Germania fa segnare l'11,6%, il Regno Unito l'11,2%, la Francia il 10,3%, mentre la media dell'Ue dei 15 è pari all'11,3% «Con un carico fiscale di questa portata – ha giustamente sottolineato il segretario della Cgia mestrina, Giuseppe Bortolussi - è difficile fare impresa e soprattutto creare le condizioni per far ripartire l'economia. Gli effetti legati alla rivalutazione delle rendite finanziarie, l'aumento dell'Iva, che nel 2014 si distribuisce su tutto l'arco dell'anno,l'introduzione della Tasi e, soprattutto, l'inasprimento fiscale che graverà sulle banche compensano abbondantemente il taglio dell'Irap e gli 80 euro lasciati in busta paga ai lavoratori dipendenti con redditi medio bassi».

In tasse veritas. E una macroscopica presa per i fondelli. Soprattutto per quelle tantissime famiglie formichine che hanno risparmiato una vita pensando al futuro dei propri figli, magari acquistando, con mille sacrifici, due case per due figli. Ebbene, proprio loro, assieme chiaramente al tessuto produttivo, sono paradossalmente diventate l’obiettivo uno Stato che continua ad elargire stipendi eccessivi alle tante caste e che invece si accanisce su coloro che finora hanno tenuto in piedi il Paese con il loro lavoro, con i loro risparmi.

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