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comunicato stampa

Pergolesi: "No alla chiusura. Non è più tempo di attese ed incertezza, si alla statizzazione"

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lettera
A quindici anni dalla legge 508/99, non è più tempo di attese e di incertezze. Gli ex IMP vanno statizzati, non chiudete il “Pergolesi” di Ancona. Nasce, per Ancona come per tutta Italia, il "Coordinamento 15 maggio 1930".

La Legge 508/99, che ha decretato il diritto alla statizzazione degli ultimi 20 ex Istituti musicali pareggiati, non sta facendo il suo corso. Il processo di autonomia reale intrapreso dagli ex IMP rispetto a quello dei 54 ex Conservatori di Stato, ha determinato una situazione gravissima. Diversi ex IMP sono in serie difficoltà. “Apripista”, suo malgrado, verso il peggiore degli scenari, è lo storico Istituto musicale di Ancona G.B. Pergolesi fondato nel primo ‘900, pareggiato ai Conservatori Statali nel 2001, dopo anni di tentativi compiuti dall’amministrazione comunale per ottenere una istituzione di formazione musicale degna del capoluogo di regione. Per compiere lo sforzo il Comune di Ancona e la Provincia allora unirono le forze e diedero vita a una istituzione autonoma, a pieno titolo inserita nel sistema dell’AFAM. Ma l’istituto, che negli anni ha formato e diplomato numerosi giovani della regione e non solo attenendosi scrupolosamente alle norme sancite dalla riforma dell’AFAM, ha visto cessare completamente ogni forma di finanziamento, motivato dagli enti finanziatori con i tagli subiti a loro volta dalla riduzione dei trasferimenti statali agli EE. LL.. Nonostante questa gravissima situazione il personale docente e non, ha continuato a svolgere la normale attività didattica per garantire il diritto allo studio degli studenti in corso, ma anche nella speranza che nel frattempo si sarebbero individuate le soluzioni a livello locale e nazionale, coerentemente al dispositivo della legge 508 (art. 2 c.8) che stabilisce la statizzazione degli istituti pareggiati presenti nel capoluogo di regione. Invece a oggi la chiusura attraverso la liquidazione del Pergolesi di Ancona è ormai un dato di fatto, doloroso quanto paradossale, se si pensa agli sforzi finanziari compiuti per perseguire l’obiettivo finale della statizzazione. Cosa peggiore è che tale indecorosa fine avviene nel silenzio generale e nella deprecabile indifferenza della politica locale e nazionale.

A difesa di queste storiche istituzioni e per iniziativa di diversi docenti nasce il “COORDINAMENTO 15 MAGGIO 1930” (http://www.coordinamento15mag1930.altervista.org)anno di emanazione delle leggi per il “pareggiamento” degli istituti musicali italiani, ovvero l’anticamera per il loro graduale passaggio a Conservatori di Stato. Lo scopo è di chiedere con forza l’applicazione della legge di riforma e con urgenza la riapertura del processo di statizzazione messo in discussione dalle recenti dichiarazioni del ministro Giannini.

Nel corso di un suo intervento reso in sede di 7° Commissione permanente del Senato il 29 aprile 2014, l’On. Giannini ha infatti affermato: “Quanto infine alla statizzazione degli istituti pareggiati, ella ne mette in luce l’estrema onerosità, assolutamente fuori portata nelle condizioni attuali, nonché la complessità relative allo stato giuridico del personale. Ritiene pertanto preferibile indirizzare l’attenzione ad una migliore distribuzione fra la formazione di base e quella successiva, con una ripartizione dei costi del personale. A tal fine, si impegna ad un provvedimento di riordino in accordo con il Parlamento che consenta di uscire dall’attuale disordine normativo-gestionale” Forse il Ministro non è informato del fatto che l’attuale "disordine normativo-gestionale" è dovuto UNICAMENTE alla mancata statizzazione di questi storici istituti i quali operano da sempre con professionalità nel territorio supplendo ad una carenza dello Stato e che l’estrema onerosità è pari al costo di un chilometro di autostrada o forse meno. Inoltre, come previsto dalla Legge 508/99 e dai suoi regolamenti attuativi: DPR n.132/03 e DPR n.212/05, tutti gli ex IMP si sono dotati di statuto, organi di governo, ordinamenti didattici e seguono scrupolosamente le norme pubbliche sul reclutamento del personale; in poche parole, funzionano in tutto e per tutto come gli ex Conservatori di Stato. Diciamo ex poiché tutte le istituzioni AFAM preposte allo studio professionale della musica sono confluite nella nuova tipologia denominata “Istituti Superiori di Studi Musicali” e sono state definitivamente riconosciute nello spazio comune europeo dell’istruzione universitaria.

Il “COORDINAMENTO 15 MAGGIO 1930” ha raccolto in pochissimo tempo oltre 200 adesioni tra i docenti degli ex IMP (quasi il 50% dell’intera categoria) e quasi altrettante tra studenti, familiari, simpatizzanti; un risultato enorme che segnala con chiarezza l’urgenza di provvedimenti non più procrastinabili per i quali lavoratori del settore e intere istituzioni stanno pagando un prezzo altissimo. L’imminente chiusura dell’ex IMP “Pergolesi” di Ancona ne è l’esempio più significativo. Una situazione drammatica che tutti gli altri ex IMP potrebbero trovarsi a breve ad affrontare nel perdurare di una crisi che mette in seria difficoltà gli EE.LL., sui quali ricade unicamente il peso economico delle suddette istituzioni.

LO STATO NON PUÒ ABBANDONARE AL PROPRIO DESTINO QUESTE ISTITUZIONI. Sono parte integrante della storia di questo paese, quella storia artistica che il mondo intero ci riconosce. Senza indugio, occorre riprendere il processo di statizzazione, unico modo per garantire la sopravvivenza di questi presidii culturali. Processo che altrove è stato possibile attuare, ricordiamo i Licei artistici e linguistici comunali o provinciali e il loro personale di Firenze, Ferrara, Genova, Trapani, ecc. ecc., così come per Ceglie Messapica (BR), unico ex IMP beneficiato del provvedimento, che dal 2005 ad oggi sono stati statizzati.

Per contro, ci chiediamo: come mai agli altri 20 ex IMP viene invece negata la statizzazione, anche a fronte di importanti sentenze come la n. 21/1/2014 N. 05655/2013 REG.RIC del Tar Lazio la quale condanna il MIUR alla statizzazione dell’ex IMP “Braga” di Teramo. Diversi i DDL già presentati, come anche le interrogazioni parlamentari e le mozioni approvate in aula; ma varie anche le criticità, come quelle che nascerebbero dalla chiusura delle province nei casi degli ex IMP da queste finanziati. In sintesi, una serie pericolosissima di nodi che ormai sono venuti al pettine, in un settore che dovrebbe essere solamente tutelato e implementato poiché la storia e il patrimonio culturale del nostro paese sono la nostra identità nazionale.

I coordinatori Silvia Paparelli (ISSM ' Briccialdi' Terni) Stefano Sanzò (ISSM ' Pergolesi' Ancona) Franco Perfetti (ISSM ' G.Verdi' Ravenna) Dante Roberto (ISSM ' Paisiello ' Taranto) Paolo Giuseppe Oreglia (ISSM ' Braga ' Teramo)



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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-09-2014 alle 12:39 sul giornale del 03 settembre 2014 - 2833 letture