Spunta nuova piattaforma ad alcuni km da Ancona. I Verdi: "Spacca intervenga"

3' di lettura Ancona 01/10/2014 - Il Verde e Presidente della Commissione Politiche Europee, Adriano Cardogna, appresa la notizia dell’avvio della costruzione di una nuova piattaforma a 43 Km da Ancona, chiede a Spacca di impegnarsi nella battaglia contro la ricerca di idrocarburi in Adriatico.

“La Macro Regione ha tra i suoi obiettivi anche la tutela e conservazione dell’ambiente. Il nostro impegno nella sua realizzazione non può tralasciare un aspetto così importante per l’Adriatico, l’economia e la comunità marchigiana. Per questo è indispensabile un intervento della Regione che blocchi l’avvio della nuova piattaforma Clara davanti Ancona.” Queste le parole del Consigliere regionale dei Verdi e Presidente della Commissione Politiche Europee, Adriano Cardogna, che allarmato dalla notizia ha presentato una mozione in Consiglio regionale nella quale si impegna il Presidente Spacca a rivolgere formale richiesta al Presidente del Consiglio dei Ministri affinché in fase di conversione i contenuti del decreto Sblocca Italia, relativi al settore energetico, siano modificati. Il decreto, infatti è l’ennesimo cavallo di Troia che porta nelle sue viscere anche disposizioni che mirano a delegittimare le competenze delle Regioni, come nel caso della ricerca degli idrocarburi nel mare Adriatico. Nell’atto infatti si elimina la duplice competenza in materia energetica tra Stato e Regioni, con le amministrazioni regionali che verrebbero così espropriate del potere di veto in ordine alle attività da espletarsi nei rispettivi ambiti territoriali e che verrebbero esposti ad uno sfruttamento selvaggio e indiscriminato. E come primo atto concreto del decreto ecco l’avvio della costruzione della piattaforma Clara Sud Est per la ricerca di idrocarburi a 43 km di fronte ad Ancona.

“Le Marche hanno detto da tempo no a questa ricerca – Afferma Cardogna – e lo hanno fatto chiaramente e in maniera inequivocabile esprimendo la propria ferma contrarietà ad ogni ulteriore attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi, facendosi altresì promotrice, sulla scia di analoghe iniziative intraprese da altre Regioni dell’Adriatico, di una proposta di legge alle Camere recante il divieto generalizzato di queste attività nei tratti prospicienti le proprie coste.”

Va ricordato inoltre che il Consiglio regionale delle Marche ha già chiesto nel 2012 il riconoscimento del tratto di mare prospiciente le coste regionali delle Marche e, più in generale, dei tratti di mare ricompresi nell’area adriatico – ionica quali zone particolarmente sensibili da rientrare nel così detto PSSA. La vicina Croazia che ha già avviato le ricerche nei tratti prospicienti il suo mare è già stata avvertita dall’Unione Europea a rispettare ambiente marino, habitat e territorio che dalle ricerche possono essere perturbati e questo dopo l’aumento della moria di tartarughe marine e lo spiaggiamento dei cetacei che si stanno riscontrando anche in questi giorni nelle spiagge adriatiche. Per questo nella mozione si chiede anche a Spacca di chiedere al Governo di attivarsi in sede europea per la definizione di un quadro normativo chiaro in campo ambientale.


da Adriano Cardogna
Presidente del Gruppo Verdi, Regione Marche




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 01-10-2014 alle 18:21 sul giornale del 02 ottobre 2014 - 1423 letture

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